
di Massimo Coccia
Esiste un principio in base al quale se l’universo arriverà a raggiungere uno stato in cui l’energia è distribuita in modo uniforme in tutte le direzioni dello spazio, non sarà più possibile assistere alla creazione di processi energetici (inclusa la vita nel nostro pianeta) “game over”. Le leggi fisiche ci spiegano in modo inequivocabile e impietoso che si arriverà a questa fase finale (per fortuna tra molto tempo). Il sole che è la maggiore fonte di vita del nostro pianeta, sta subendo in questi ultimi anni la creazione di molte macchie solari che si trasformano in vere e proprie eruzioni solari.
Dopo un eruzione il sole espelle il plasma solare che può arrivare fino alla Terra. Questo flusso di energia contribuisce a riscaldare la superficie del nostro pianeta ed è stato acclarato che sulla superficie terrestre negli ultimi anni le temperature hanno raggiunto i limiti storici massimi. Questo influenza pure lo strato di atmosfera intorno alla terra che subisce una continua evoluzione per cui nessuno ci potrà garantire che la vita sul nostro pianeta continuerà ad esistere in futuro. In particolare nel 2023 sono avvenute due tempeste solari che potrebbero in parte aver influenzato il clima del nostro pianeta insieme alle attività umane responsabili dell’aumento di temperatura causato dalla produzione di CO2.
La reazione nucleare (fusione) che avviene nel sole che trasforma l’idrogeno in elio, potrebbe essere un esempio di come riprodurre la stessa fusione nucleare anche sul nostro pianeta. Purtroppo oggi si è in grado di produrre energia solo grazie alla fissione nucleare, il cui processo è pericoloso in quanto estremamente radioattivo. Si sta studiano come realizzare la fusione molto meno pericolosa e più pulita ma il maggior problema deriva dal fatto che l’energia necessaria per produrre questo tipo di energia è maggiore di quella che se ne produce. Nella fusione i nuclei si fondono mentre nella fissione i nuclei si scindono. La pericolosità della fissione sta nel fatto che i prodotti di scarto sono molto radiattivi con un tempo di decadimento lunghissimo di migliaia di anni mentre i prodotti della fusione in sè non sono radiattivi ma generano solo pochissima radioattività con un decadimento di poche decine di anni.
Trovare la modalità di produrre energia tramite fusione risolverebbe il problema dell’umanità di carenza di energia garantendo energia pulita poichè i processi di fusione non producono gas serra, inoltre utilizzano isotopi di idrogeno che sono abbondanti sulla terra e nel mare evitando il problema dell’esaurimento delle risorse come con l’utilizzo dei fossili.
La temperatura media globale nel 2008 era di 13,9 gradi centigradi. Nel 2023 è stata di 14,98 gradi centigradi, quindi in 15 anni è aumentata di 1,08 gradi centigradi. Nel libro di Apuzzo e Bonato Eco logo pubblicato nel 2008 veniva descritto uno scenario in cui se l’umanità fosse riuscita ad azzerare le emissioni di CO2 in modo tale da contenere l’aumento delle temperatura di 2 gradi si sarebbero comunque verificati dei disastri ambientali. I modelli prevedevano che se si riusciva a mantenere entro questi 2 gradi l’aumento della temperatura media avremmo assistito ad uno scenario apocalittico nel quale Venezia, Londra, Miami, Manhattan sarebbero state inondate e le coste del mediterraneo sarebbero diventate deserte. In questo libro si prefigurava lo scioglimento del ghiaccio della Groenlandia se la temperatura fosse aumentata di un solo grado.
E’stato rilevato che in 15 anni la temperatura media è salita di un solo grado e i ghiacciai della Groenladia non si sono sciolti (sta avvenendo molto gradualmente) mentre Venezia non è finita sott’acqua in parte grazie anche al Mose. Questi significa che anche i modelli previsionali a volte non sono precisi per quanto concerne l’evoluzione del clima nel nostro pianeta e i suoi impatti causati dall’aumento di gas serra. Quindi occorerebbe capire quanto in % le attivita’ dell’uomo hanno inciso sull’aumento delle temperature medie del pianeta e quanto hanno inciso le cause naturali legate all’attività solare, movimenti orbitali e attività vulcanica. Il grafico esposto illustra bene la situazione (1):
Dal grafico si evince che ad incidere maggiormente sull’aumento delle temperature sono state le attività umane, dopo il 1900 con l’utilizzo delle fonti energetiche fossili come maggiori corresponsabili dell’aumento dell’effetto serra e della presenza di CO2 nell’atmosfera. Ad aggravare la situazione si aggiungono gli allevamenti intensivi, lo sfruttamento delle risorse idriche in agricoltura e l’aumento esponenziale della popolazione mondiale. Il dubbio che potrebbe sorgere è se questi studi hanno sottostimato gli effetti sull’aumento delle temperature medie causato dall’aumento delle macchie solari e le eruzioni che ne sono derivate avvenute nel 2022 e 2023 dato che l’anno scorso è stato l’anno più caldo da sempre. Il grafico seguente ci aiuta a dissipare questi dubbi poichè emerge che negli ultimi 150 anni l’irradiazione solare è stata sempre quasi costante mentre viene messa in evidenza la crescita continua della temperatura.
Per il resto è chiaro che un nuovo modo di fare economia più sostenibile deve avvenire con l’utilizzo delle rinnovabili (vento, sole, acqua, geotermico) anche perchè comunque la curva di Hubert è sempre dietro l’angolo, ovvero il punto massimo di produzione di fonti fossili oltre il quale inzia la sua inesorabile discesa.
I temi che si pongono sono due, il primo ci interroga su come sostituire gradualmente le fonti fossili con le rinnovabili visto che poi le prime si esauriranno, mentre il secondo tema ci impone di cambiare i paradigmi economici per limitare la produzione di CO2 nell’aria ed evitare che i cambiamenti climatici causino l’innalzamento del livello dei mari con disatrose conseguenze per le città costiere. Oggi l’impresa più difficile è come riuscire a mantenere certi std qualitativi di vita sotto il profilo economico accettando la sfida di bloccare l’utilizzo dei motori endotermici senza creare disoccupazione per il mutamento delle filiere produttive labour intensive e come convertire i sistemi di riscaldamento delle abitazioni senza che i costi che questa transizione comporta ricadano sulle fascie più deboli della società. Alcune tesi in America propendono a dire che questo passaggio all’elettrico produrrà molti disoccupati, sopratutto l’ex Presidente Usa, mentre in Italia le aziende intervistate dell’automotive asseriscono che questo impatto sui livelli occupazionali sarà nullo anzi ci dicono che si creeranno nuovi posti di lavoro. La polemica maggiore viene fatta sul modo di produrre le batterie elettriche che contengono il litio, un materiale la cui estrazione comporta un notevole dispendio di risorse energetiche. La Cina ha il monopolio della produzione di batterie per auto elettriche (60% del mercato). Il dibattito politico ora verte sul fatto che mentre prima la dipendenza energetiche dei fossili era concentrata sui paesi dell’Opec ora si rischia di dipendere solo da due o tre paesi per i minerali e le terre rare necessarie per la fabbricazione di queste batterie e altri materiali indispensabili per la transizione energetica. Un altro ostacolo sicuramente è come accorciare i tempi di ricarica delle auto elettriche nelle stazioni di servizio, circa 30 minuti se va bene. Questo problema si può limitare nei centri urbani dove ogni abitazione potrebbe avere una colonnina di ricarica elettrica.
Quindi la morale è che l’universo sicuramente arriverà alla sua fine inevitabile decretata dalle leggi fisiche che lo governano ma durante questo lunghissimo lasso di tempo che rimane occorre trovare un sistema per sopravvivere senza ritornare nelle caverne. La nostra esistenza dipende dal fato, dobbiamo temere le leggi fisiche, la natura con le eruzioni dei supervulcani, le possibile cadute di meteoriti, le esplosioni di bombe atomiche con le quali ci possiamo autodistruggere, ma come per miracolo a volte tutto può accadere, ciò che ci fa paura potrebbe essere la nostra unica salvezza. Potremmo usare l’energia atomica per mandare fuori traiettoria possibili meteore, oppure possiamo utilizzare la fusione nucleare come già detto per creare energia pulita, illimitata a basso costo o infine utilizzando sempre processi di creazione di reazioni a catena tramite fissione nucleare potremmo riaccendere una scintilla nel sole morente.
Italy for climate





