
di Giorgio Cattaneo
Il Donbass, le milizie, la ferocia uncinata. I russi, la Nato, i sabotaggi, gli attentati. Il proiettile per Trump e quello per Vladimir. Il tour della signora Kamala nell’Africa dolente, patria sacrificale del ricatto: legislazioni gender fluid, nel continente nero, o addio aiuti finanziari. E poi Pechino e l’altra Cina, le Coree, le trippe del tiranno Kim, i missili sul Libano e quello su Teheran, l’ira funesta di Erdogan, la barba del Profeta e degli ayatollah. La ciurma dei ladroni senza passaporto, la tenaglia: odio su odio, le macerie, quello che resta della Siria, le ceneri di Gaza.
Chi sogna salvatori, grandi alleanze e invitti giustizieri. Chi trema, vedendo vacillare il suo potere. Chi spara e uccide per non perderlo: Crono insaziabile e cannibale. E il monopolio armato del denaro, l’oro del mondo di domani oppure la valuta digitale, la marmellata post-umana di Parigi, i cocktail con l’acqua benedetta della Senna: gretini di tutto il mondo unitevi (e soprattutto, state buoni: siate devoti all’obbedienza, scattate sempre sull’attenti, e anche stavolta – lo vedrete – finirà tutto in gloria).
Pionieri dello spazio, i cieli ridipinti a strisce, signori dello strazio senza fine: e niente più orizzonte, per nessuno. L’elettrificazione capillare degli encefali, biofisica per cavie interattive. Il metaverso dei cervelli frammentati, le nuove teologie disintegrate su TikTok: il niente che sfavilla travestito da qualcosa. E sullo sfondo, la sorda guerra planetaria dove i peggiori mostri, allegramente, nuotano nel sangue.
Mitologie consunte: l’élite, gli imperatori, i panfili. L’inarrivabile tenacia degli avvelenatori. Spaventapasseri dovunque resti conveniente la paura, medicinale antico per le genti. E il tempo intanto corre, si dilegua: nessuno sa perché siamo ridotti così male, intimiditi e presi a calci (o a cannonate). Da chi? Per quale superiore intento? Per quale oscuro arcano, che sfugge ai manovali della storia? Il senso ultimo, la verità mai pervenuta.





