
di Giulio Galetti
Colpisce la variegata composizione di chi si contrappone, ideologicamente e non, ai “Volenterosi”.
L’accidia, ovvero l’apatica inerzia indolente, è uno dei 7 peccati “Capitali”, cui il sommo Dante riserva un contrappasso pittoresco: immersi nella melma con il fango che gorgoglia nelle loro bocche.
Elly Schlein, Matteo Salvini, Giuseppe Conte e Davide Prosperi, vellicano gli istinti del cerchiobottismo e la propensione alla “neutralità” senza criterio o costrutto che è alla radice dell’irrilevanza politica e della marginalità.
Si ricorda (sommessamente) che lo Stato, anzi, la Confederazione neutrale per antonomasia è quella elvetica che spende moltissimo per la difesa dei suoi, già sviluppatissimi, confini naturali.
Nel 2024 è arrivata a 6,2 miliardi di dollari con un pro-capite di 690$, associato al fatto, del tutto non marginale, che i militari di leva e della riserva sono pari rispettivamente a 160.000 e 300.000 soldati, costantemente addestrati.
L’Italia con i suoi 150$ è (tanto per cambiare) il fanalino di coda tra i paesi europei, non essendoci più la Grecia (810$) o il Portogallo (463$) a salvarci.
Sfilarsi e defilarsi è un antico vizio che ci contraddistingue e il variegato e composito universo degli oppositori al “Readiness 2030”, il nuovo nome dell’infelice “ReArm Europe” si contraddistingue per l’eterogenesi dei fini.
La sinistra oltranzista a fianco dei gesuiti (e questa non sarebbe una novità come Einaudi scoprì suo malgrado) e della destra più corriva e schierata con il supporto degli scoperchiatori di Parlamenti (come scatolette di tonno).
Illudersi di sopravvivere economicamente e non, affidandosi a una neutralità di facciata è un errore logico e storico. Un errore imperdonabile.





