di Alessandro Roazzi
Impressiona e lascia attoniti la facilità’ di come si ammazza e ci si suicida. Non è facile, penso, risalire alle cause. Non mi riesce andare oltre pesanti interrogativi: la scristianizzazione ad opera di un laicismo individualista ha pesato?
La dominanza del soldo e le relative frustrazioni e diseguaglianze hanno condizionato?
Lo sfarinamento di presidi come famiglia e scuola ha una qualche responsabilità? Ovvero abbiamo “desquamato” la nostra società’ oltre il lecito? Oppure più’ semplicemente seguiamo la sorte di altre società industriali dove il vuoto dell’anima carica aggressività’ ed autodistruzione?
La politica è sorda, ma non è una novità, la mediocrità in tali situazioni si esalta. La destra mette una pezza di ordine pubblico, dire che è un comportamento inadeguato diventa un complimento.
La ex post sinistra gravata da anni di opportunismo, trasformismo, odio politico, culto delle élite e dei clan, manco a parlarne.
Liberarsi di questa matassa infernale equivarrebbe ad una rivoluzione civile.
Poteva però fare come gli antichi: rispolverare esemplari modelli del passato. L’Italia non ne è povera a volerlo. Ma c’è un microscopico impaccio: proprio la ex post sinistra ha demolito ipocritamente alle radici la memoria per non doverne rispondere, riesumata talvolta solo quando, come nel caso dell’antifascismo, proprio non se ne può fare a meno.
Un bel guaio, immagino.




