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IL WOKISMO COME GNOSTICISMO RIVOLUZIONARIO (PARTE I)

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di Lucio Leante *

Il wokismo ha tutte le caratteristiche di un movimento religioso secolare, politico, rivoluzionario e nichilsta. Innanzitutto sono evidenti infatti i suoi aspetti neo-puritani, di un puritanesimo immanentista aggiornato in termini moderni. Sono tipici aspetti neo-puritanesimo il suo moralismo, la sua volontà di purificare dai germi del male la cultura e il mondo culturale occidentale, la società, lo stato e la religione occidentale, la sua arcigna intransigenza nei confronti dei nuovi peccati (razzismo, omofobia, sessismo, negazionismo climatico), la tendenza ad imbastire cacce alle streghe, processi inquisitori e roghi virtuali, quella a punire severamente, i “peccatori”, fino a cancellarli dallo spazio pubblico per le loro opinioni considerate eretiche o peccaminose, la demonizzazione delle istituzioni vigenti, la divisione dell’umanità in una élite di “santi” e puri ed in una massa di impuri che i primi avrebbero la missione salvifica di convertire e redimere, la volontà di costruire una società perfetta dalla quale siano stati eliminati i germi del male e del peccato.

Tutto questo fa pensare alle teorie e alle pratiche dei puritani inglesi del XVI e XVII secolo.

 Le similitudini con il vecchio puritanesimo sono state notate, tra gli altri, dal giornalista Federico Rampini che ha osservato: “Nell’antirazzismo radicale di Black lives matter’ e nel fervore di riscrivere tutta la storia americana demonizzandola all’insegna del ‘peccato originario’ dello schiavismo; nelle forme estreme di sessuofobia femminista di #MeToo; nella ‘polizia del linguaggio’ con cui i militanti transgender censurano la parola altrui: in tutto ciò è palese il ritorno di forme di puritanesimo intransigente e punitivo, intollerante ed antidemocratico. Condanna, richiesta di pentimento e di espiazione costituiscono il trittico che ritorna nei riti della cancellazione”. (1)
Negli Usa diversi commentatori hanno visto un ritorno al puritanesimo nelle pretese di un nutrito gruppo di professori universitari e studenti di passare al vaglio e “purificare”, su basi etiche e moralistiche, la storia, la cultura e l’identità americana, depurando la memoria di personaggi storici e di autori e opere del passato – ma anche di cancellare dallo spazio pubblico diversi esponenti del mondo culturale contemporaneo- al fine di cancellarvi i germi del male e del peccato. I “peccati mortali”, nella versione neo-puritana “woke”, sono individuati nella oppressione e discriminazione delle minoranze svantaggiate in accordo con il nuovo Vangelo e con il nuovo decalogo diversitario dell’adorazione dell’Altro e del Diverso.

Fa pensare ad un neo-puritanesimo anche la missione di educazione e illuminazione forzosa delle masse, soprattutto attraverso la repressione e la punizione dei peccatori, visti come streghe e incarnazione del demonio.

La scrittrice americana ebrea Anne Applebaum ha pubblicato nel 2021 sulla rivista “The Atlantic” un articolo dal titolo “The New Puritans” in cui denuncia un clima punitivo che ricorda quello arcigno e tetro descritto nel famoso libro “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorn (2).

L’intolleranza dei moralisti contemporanei fa pensare a quella dei puritani della grande rivoluzione di Oliver Cromwell nell’Inghilterra del XVII secolo caratterizzata da un totalitarismo culturale politicamente corretto simile a quello che in questi ultimi anni ha già colpito migliaia di intellettuali scorretti, “eretici” o “peccatori” nel mondo universitario e mediatico anglo-sassone..

Alcune campagne contro i presunti peccatori sottoposti a gogna mediatica hanno fatto pensare ai processi inquisitori e alle cacce alle streghe come quella dei puritani di Salem nel Massachusettes del 1692. Oggi quella tendenza sembra rivivere, sia pure in forme mediatiche, nel movimento “woke” nella persecuzione fino all’eliminazione dallo spazio pubblico dei nuovi “peccatori” ed “eretici”, che violano i divieti e i comandamenti linguistici e di opinione del nuovo decalogo e del codice etico-politico derivato dal pensiero unico politicamente corretto.

Anche la tradizionale sessuofobia dei puritani è sembrata ritornare in forme post-moderne con una diffidenza verso l’etero-sessualità e la famiglia etero-sessuale, come espressa, per esempipo, dalle nuove femministe del movimento MeToo che, paradossalmente, hanno equiparato i rapporti eterosessuali ad uno stupro mascherato e la famiglia naturale ad un luogo di oppressione delle donne e dei bambini.

La tendenza puritano-calvinista è inscritta nel DNA dell’identità degli Stati Uniti d’America, dato che il loro atto di nascita si fa risalire ai gruppi puritani inglesi che, fuggendo le persecuzioni, emigrarono nel XVII secolo nel Nuovo Mondo, dove cercarono di fondare una “Santa repubblica” fondata sulla “legge e volontà di Dio”. Dopo il fallimento di questa speranza, il puritanesimo rinunciò alla sua variante pubblica e rivoluzionaria e si restrinse nella sfera privata dove rimase per tutto il XIX e gran parte del XX secolo l’ethos egemonico americano.

La retorica wokista vuole che si tratti, come dice la parola, di un “risveglio” dell’attenzione verso le ingiustizie e le discriminazioni etnico-culturali e di genere considerate “sistemiche” e implicite al sistema liberale occidentale. In realtà esso è un risveglio della variante pubblica e rivoluzionaria del puritanesimo originario che a sua volta fu un risveglio di antiche pulsioni gnostiche.

Come il vecchio puritanesimo, anche quello contemporaneo presenta aspetti manichei, messianici e apocalittici che sono caratteristiche dello gnosticismo antico. Con la differenza che lo “gnosticismo moderno” è soprattutto politico e – secondo vari autori- caratterizza tutte le ideologie “rivoluzionarie” dell’epoca moderna in Europa.

 Il nuovo puritanesimo pubblico anglosassone sembra intenzionato a purificare con una rivoluzione culturale, basata sulla religione diversitaria dell’Altro e del Diverso, la società liberale delle sue imperfezioni rispetto ai suoi stessi principi e dei suoi “peccati” verso le minoranze svantaggiate. La società occidentale sarebbe – secondo il wokismo- anche responsabile strutturale anche di una imminente catastrofe climatica del pianeta col suo capitalismo industriale bianco e le “insostenibili” immissioni di CO2.

 Anche l’ideologia green, che è parte integrante del wokismo internazionale, sembra essere mossa da pulsioni di carattere religioso. In esso si intravvedono chiaramente una tendenza apocalittica nella tutt’altro che scientifica previsione di una catastrofe climatica ed una tendenza neo-pagana anti-umanistica nella adorazione della Dea-Natura-Terra, considerata un’assoluta priorità rispetto all’uomo (bianco) colpevole -e perciò meritevole di punizione- di avere violato un Eden primitivo e incontaminato da restaurare a qualsiasi costo, anche al prezzo della depressione economica e della disoccupazione di massa.

Tutto lascia pensare che il wokismo sia sì un “risveglio”, ma di quelle tendenze gnostiche oltre che puritane pubbliche da molto tempo latenti nel sottofondo della coscienza occidentale e che, come un fiume carsico, riemergono in forme e termini moderni e immanenti, e cioè, non trascendenti, nelle ideologie rivoluzionarie di un certo tipo di intellettuali occidentali “antagonisti”. In loro sembra agire un rifiuto della società e della cultura occidentale, della propria casa natale (oikofobia) che fa pensare ad una secolarizzazione del rifiuto teologico del mondo reale (“anti-cosmismo”) tipico degli gnostici.

E’ poi evidente nel movimento “woke” un messianesimo millenarista, un’antica tendenza giudaica (e protocristiana) che si manifesta nell’imperativo missionario di un’attività profetica e missionaria mirante ad una generale “conversione” purificatrice delle masse che avrebbe propiziato e accelerato l’avvento di un Messia-Salvatore, un capo spirituale e politico- militare, inviato da Dio. Il Messia avrebbe inaugurato un millenario “regno di Dio” (una società perfetta, senza il Male radicale) sulla terra.

Il messianesimo democratico americano

La tendenza messianica è stata sempre presente negli Usa e in particolare nel Partito democratico americano, ma con la fine della guerra fredda, è per così dire “andata al potere”, incarnata nell’ egemonismo globalista dei neo-conservatori che ha molto influenzato la politica estera dei presidenti americani, sia repubblicani, sia democratici del XXI secolo.

Essa si è manifestata in politica estera come volontà missionaria di esportare con ogni mezzo la democrazia ed il verbo democratico (e, con essi, l’influenza americana) all’estero. All’interno il messianesimo missionario si è manifestato come velleità di colonizzazione interna degli strati popolari e medi attraverso un’imposizione alle masse con mezzi pedagogici e manipolativi del nuovo pensiero unico politicamente corretto delle élite intellettuali legate al Partito democratico.
Il messianesimo e le caratteristiche elitarie e manichee del movimento woke fanno pensare poi ad un ennesimo risveglio dello gnosticismo manicheista, l’eresia che si diffuse tra i primi cristiani (dal II al IV secolo, ma che forse aveva origini ancora più antiche) e che, come un fiume carsico, si immerge e poi, di tanto in tanto, riemerge e si “risveglia”, tra i “chierici” (gli intellettuali) rivoluzionari occidentali. Tra suoi risvegli c’è stato, nell’Inghilterra del XVII secolo, appunto l’integralismo puritano-calvinista. Il cerchio si chiude.

Ma, ai fini di una comprensione del fenomeno religioso-rivoluzionario, è necessario esaminare la parabola storica dello gnosticismo da quello protocristiano a quello moderno. Quest’ultimo non è prevalentemente teologico e spirituale e solo secondariamente politico, come quello antico, ma è secolare ed esplicitamente politico in senso rivoluzionario. Secondo vari autori – come Norman Cohn, Eric Voegelin e Luciano Pellicani- lo gnosticismo è stata l’ispirazione religiosa, spesso nascosta, di tutti i rivoluzionari che hanno calcato la scena della storia nell’Europa medievale e moderna: dai profeti medievali, ai puritani, ai giacobini russoviani, ai rivoluzionati di professione marxisti-leninisti, agli intellettuali organici gramsciani, ai filosofi di Francoforte, a quelli decostruzionisti e post-modernisti francesi. Secondo la tesi di questo scritto- uno gnosticismo moderno, secolare, politico, rivoluzionario e nichilista è l’anima nascosta del wokismo contemporaneo.
Un’ispirazione di tipo gnostico si riscontra nei puritani inglesi del XVI e XVII secolo. (continua)

* https://www.lucioleante.it/

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  • Redazione

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