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ITALIA VINCENTE

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di Gianvito Caldararo
Italia vincente, è lo slogan utilizzato da Giorgia Meloni per il battesimo e i festeggiamenti del suo governo per il primo anniversario di vita. La stessa ha dichiarato: “Ho camminato a testa alta senza scendere a compromessi” e “sono fiera di quanto fatto in un anno di governo”.
La brava Giorgia, che ha avviato un intenso giro diplomatico  nelle principali cancellerie di Europa, non è riuscita a convincere personaggi come il premier ungherese, Victor Orban, ad accettare la distribuzione dei migranti nei diversi paesi europei che giungono sulle coste italiane.
La Meloni ignora che il suo governo è il meno gradito dopo un anno di attività. A distanza di un anno dalla sua elezione, il suo governo registra il suo peggior gradimento, appena il 46%. Il valore più basso da 2019. Ciò significa che è terminata la fase della nota “luna di miele”.
In effetti, molte promesse che la Meloni aveva lanciato con entusiasmo e convinzione durante la campagna elettorale, sono rimaste scritte nel programma. Alle spalle la leader di Fratelli d’Italia si lascia le famose accise, leggi di bilancio, consigli dei ministri itineranti ed improvvisati e una grave crisi migratoria di difficile gestione.
Qualcuno ha ha fatto rilevare che la realtà dei risultati non è quella che ci stanno raccontando. Si guarda al futuro con ottimismo, ma il primo anno di vita è stato tutto in salita. Passare dalla propaganda alla realtà dei fatti, ha di fatto ridimensionato molto delle aspettative promesse. Il ministro Fitto ha dichiarato: “Stiamo lavorando bene”. Il lavoro di Fitto si è concentrato a trasferire la gestione del PNRR dal Ministero dell’Economia e Finanza a Palazzo Chigi, cioè sotto l’ala protettrice del Governo.
Fitto è stato l’artefice di aver realizzato una unica ZES ( Zona Economica Speciale ), vanificando il ruolo delle regioni e accentrando tutto presso il suo Ministero. Quindi un lavoro sulla “governance”, ma non su risultati concreti. Il PNRR è ancora in una fase di decollo, nonostante un alleggerimento di circa 16 miliardi di risorse. Come pure, il ministro Fitto non riesce a trasferire alle regioni del Sud le risorse rivenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione. Tanto da far dire a Vincenzo De Luca, tenace governatore della regione Campania: ” he siamo in presenza di un burocratismo e di una palude”.
Le opposizioni sono severamente critiche. Conte del M5S: “I risultati? Soldi ai corrotti, evasione e soldi all’industria bellica”. Secondo il leader del M5S, il governo Meloni ha “voltato le spalle a chi non ha niente, al ceto medio affossato dal carovita, ai nostri giovani ai quali sanno proporre solo contratti precari”.
Per il PD la manovra è dannosa, senza respiro e non orientata alla crescita, ma all’aumento del debito pubblico. La realtà che vivono molti italiani è quella di assistere ad una pesante inflazione, che fa aumentare i prezzi dei beni di prima necessità e di largo consumo, l’aumento della benzina, il vertiginoso aumento delle rate dei mutui, le insufficienti risorse destinate alla scuola e alla sanità. E a proposito della sanità, non si comprende il rinvio della ratifica del MES e del perchè ci si ostina a non utilizzare le sue risorse.
Assistiamo, inoltre, alla partenza dei nostri pensionati alla ricerca del “buen ritiro” nei diversi Paesi come Cipro, Malta, Spagna, Romania , Bulgaria, Croazia  e da ultimo anche in Albania, con particolare favore nella città di Durazzo. Ma insieme ai pensionati, aumenta la fuga dei cervelli. E quelli che restano lamentano i bassi salari e poco competitivi con quelli fuori confine.
Secondo una ricerca, l’estero risulta attrattivo per i finanziamenti (84%) e per l’alta qualità della  ricerca scientifica (72%) e la meritocrazia. Infatti, vi è una maggiore facilità di accesso e progressione nella carriera accademica. Secondo i dati Istat nel 2021, dopo la pandemia, sono rimpatriati 75 mila italiani e questo grazie agli incentivi del “decreto rimpatriati del 2015”.
Tra il 2012 e il 2021 i giovani fra i 25 e i 34 anni espatriati sono circa 337 mila, di cui 120 mila giovani laureati. Alla luce di quanti innanzi, festeggiare l’anniversario del Governo Meloni con un roboante “Italia Vincente” appare un pò eccessivo. Questo Governo è anche quello che annovera ministri ritenuti “inadeguati” e  “superficiali”.
Il ministro Sangiuliano si esibsce in un “Dante fondatore del pensiero di destra”. Studiosi e politici, bolleranno tale frase come “analisi risibili e caricaturali”. Poi assisteremo al ministro Valditara, il quale sostiene che “la umiliazione deve essere interpretata in senso positivo e considerarla come un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità”. Infine, Lollobrigida con la sostituzione etica.
Senza considerare che ad accrescere la delusione degli italiani, nel confronti del Governo, vi è la penosa vicenda del ministro Santanchè, che non viene invitata a dimettersi. Forse sono maturi i tempi per un serio “Rimpasto”, con la scelta di ministri che sanno volare alto.      

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  • Redazione

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