
L’Italia .è un paese democratico e pluralista, in grado di esprimere i propri valori in diverse forme. Possiede, quindi, una coscienza ed una forza democratica talmente forti da renderlo in grado di assorbire molte delle forze centripete espresse, per esempio, dai centri sociali e dall’ integralismo ambientalista
Questa condivisione valoriale, infatti, rappresenta l’essenza stessa di una nazione in quanto rafforza la costituzione che definisce la stessa democrazia.
L’imposizione violenta, invece, da parte di una minoranza di diverse priorità, esattamente come l’evoluzione di Autonomia Operaia in precedenza ha dimostrato, pone le basi per la nascita di un movimento violento e nelle sue estreme espressioni anche terroristico.
In altre parole, manifestare le proprie opinioni non dovrebbe esulare comunque dal rispetto delle regole condivise democratiche. Zittire un avversario politico ad un incontro culturale rappresenta la negazione stessa di una democrazia la quale assicura sempre il confronto.
Violentare un monumento rappresenta un oltraggio alla cultura storica del nostro paese. Impedire alle persone di andare a lavorare con dei blocchi stradali non è più un atto di disobbedienza civile, ma è una violenza ideologica ma anche fisica.
Quindi, come successe negli anni Settanta, la sottovalutazione di questi fenomeni, già ora violenti nelle loro elementari manifestazioni, rappresenta un errore strategico e politica colossale.
Proprio in questo contesto si pongono le basi per la nascita di un movimento che ha al proprio interno già un DNA eversivo, anche se di genesi ambientalista più che politica.
Non è difficile immaginare come da questi movimenti, già di per se violenti ed intransigenti, si staccheranno delle cellule probabilmente terroristiche, che daranno vita ad un violento movimento ambientalista.
Una democrazia deve essere in grado di raccogliere al proprio interno anche le forme più estreme di contrapposizione politica.
Con la medesima attenzione deve riporre la massima attenzione nell’individuare i germogli terroristici, simili a quelli da cui nacquero i precedenti movimenti, come autonomia operaia, come la storia del nostro paese ha dimostrato in passato.
il pericolo risulta evidente, e nasce innanzitutto da una intransigenza “intellettuale unita ad un massimalismo ideologico “i cui livelli hanno ampiamente superato i livelli di pericolo per la nostra democrazia.
Contemporaneamente si evidenzia una sottovalutazione delle degradazioni ideologiche, esattamente come negli anni 70, si tardò a comprendere il pericolo definendo semplicemente i movimenti eversivi come “compagni che sbagliano”.
Ormai i Livelli di intransigenza idrogeologica, molto simili a quelli che diedero inizio alla movimenti eversivi degli anni di piombo, sono stati raggiunti e spesso anche ampiamente superati.





