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ITALIA GIAPPONE, ASSE INDUSTRIALE CHE SFIDA I DAZI

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Italia–Giappone: l’asse industriale che sfida i dazi USA. Dati, tecnologie e investimenti oltre l’Expo

L’Italia ha attivato un corridoio industriale ad alta intensità tecnologica con il Giappone, trasformando l’Expo 2025 di Osaka in un vettore operativo di politica economica. Nei primi 90 giorni di attività, il Padiglione Italia ha ospitato 367 eventi (di cui 104 a carattere economico), registrando 5.480 partecipanti e la presenza di 207 delegazioni ufficiali. Il dato più rilevante riguarda i 336 milioni di euro in investimenti già firmati, che coprono tre settori: acciaio, mobilità elettrica, e sistemi produttivi avanzati.

Danieli ha sottoscritto due contratti per impianti siderurgici full-digital con aziende nipponiche per 200 milioni di euro, destinati a fornaci automatizzate in grado di operare con un’efficienza termica superiore al 92%. NSG Group investirà 80 milioni in un forno industriale a San Salvo (CH) con tecnologia low-E (emissività ridotta) per vetri ad alta efficienza energetica, destinati al mercato automotive e residenziale. Ebara Corporation ha stanziato 6 milioni per ampliare lo stabilimento di Gambellara (VI), dove verranno realizzati compressori a basso impatto per il settore HVAC, mentre DR Automobiles ha lanciato un piano da 50 milioni di euro per rilanciare l’automotive nel Molise con la produzione di veicoli elettrici e ibridi, puntando su 300 assunzioni in tre anni.

A fronte delle tariffe annunciate da Trump — 30% di dazi sulle esportazioni UE a partire dal 1° agosto 2025 — l’Italia attiva un’azione di de-risking commerciale, diversificando i mercati e aggirando l’asse atlantico. L’Ufficio studi CGIA di Mestre ha stimato in 35 miliardi di euro/anno il possibile impatto dei dazi USA sull’export italiano. La contromisura è già visibile: sono stati realizzati oltre 90 incontri B2B e 12 memorandum tra università, camere di commercio e centri R&D, puntando alla cooperazione tecnologica in ambiti ad alta intensità di capitale umano e IP (intellectual property).

Leonardo potrebbe ora giocare un ruolo strategico: l’integrazione delle sue competenze in sensoristica, spazio, difesa e sicurezza con l’industria nipponica (es. Mitsubishi Heavy, JAXA) consentirebbe la creazione di poli congiunti per la cybersicurezza industriale e i sistemi autonomi, anche dual-use. Uno scenario di sviluppo prevede la creazione di un fondo bilaterale da 500 milioni di euro tra CDP e MUFG per finanziare scale-up italo-giapponesi nel campo dell’AI industriale, dei semiconduttori e della robotica meccatronica.

La leva tecnologica è accompagnata da quella culturale: la replica digitale della Venere di Venafro ha superato 6 milioni di visualizzazioni su X, mentre il metaverso del Padiglione ha totalizzato 160.000 accessi in meno di un mese. L’interazione tra soft power e industria diventa leva strategica. In un momento di vulnerabilità europea, con Berlino in tensione industriale e Parigi impegnata sul fronte interno, l’Italia c’è.

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  • Redazione

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