
di Vito Schepisi
Ciò che è difficile capire è il perché ci siano coloro che fanno i finti tonti.
Quella di Israele è una lotta per la sua esistenza.
Fanno finta di non saperlo, eppure la massima autorità spirituale iraniana – che coincide con quella politica (come se il Papa fosse anche il capo in Italia d’un regime teocratico) – non hai mai nascosto l’idea della teocrazia iraniana di voler costruire un ordigno nucleare per cancellare Israele dalla faccia della Terra!
Israele conosce per filo e per segno sia le finalità e sia, per fortuna, i tempi e lo stato dei lavori della realizzazione della bomba nucleare iraniana.
L’intelligence israeliana, come un chirurgo che ben conosce il corpo del paziente a cui deve estirpare un tumore, ha dovuto attrezzarsi meticolosamente per conoscere ogni anfratto dei paesi che gli sono pericolosamente ostili, e su cui metodicamente ha la necessità d’intervenire per prevenire ed estirpare ogni minaccia.
Si è visto in questi giorni, con gli interventi chirurgici sul territorio iraniano.
Questa è anche la sua forza!
Israele resiste ai ripetuti attacchi dei paesi arabi d’aria sin dal 1947, quando, con la Risoluzione 181 delle Nazioni Unite, fu ripartito il territorio contestato in due parti: una per gli arabi e una per gli ebrei.
Israele esiste perché lotta giorno per giorno per continuare ad esistere.
C’è forse chi pensa che il regime degli Ayatollah a Teheran, qualora acquisisse la sua bomba nucleare, si possa astenere dall’usarla contro Israele?
C’è forse chi pensa che, solo per un suo spontaneo e caritatevole pensiero pacifico, possa astenersi dal farne oggetto di minacce e ricatti (anche contro gli altri paesi, Europa compresa)?
C’è forse chi pensa che il fanatismo religioso, appesantito dal principio fondamentalista, faccia parte d’un gioco da tavola?
Un banale Risiko a premi?
Ce ne vorrebbe d’ipocrisia e di tanta faccia di tolla per pensarla così!
Per i fondamentalisti islamici tutto ha origine dal principio religioso assoluto.
Anche il diritto alla vita di uomini e di stati fa parte di questo principio!
Per il fondamentalismo islamico non può esistere niente che non si richiami ai principi della loro fede.
Non esiste il laicismo, l’agnosticismo, l’ateismo.
E non esiste il dissenso!
In uno stato teocratico, chi non si dispone a piegarsi ai principi religiosi perde il suo diritto alla vita.
Sono un po’ peggio anche di quelli della rivoluzione culturale cinese: quelli col libro rosso di Mao!
A differenza di quest’ultimi, infatti, che fondavano tutto sulla rivoluzione popolare, quindi su un modello collettivista di società civile, il fondamentalismo islamico si è disposto a cancellare ogni forma di conoscenza slegata dalla fede assoluta e incondizionata, con l’obbligo a rispettarne i principi.
E tutto ciò che non s’inquadri in questi principi è definito MALE assoluto e, come tale, meritevole d’essere soppresso.
Ora i nemici sono Israele e gli ebrei, ma domani saranno tutti gli altri, perché chi si illude di potersene stare da parte e farsi i fatti propri … non ha capito niente!
Il fondamentalismo islamico si basa su una logica molto semplice: ci sono da una parte gli islamici e dall’altra gli infedeli. Punto!
Gli Imam lo predicano anche in Italia: chi crede in altro – o non crede proprio – è un infedele, ed è scritto nel Corano che bisogna “combattete coloro che non credono in Allah e quelli, fra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità”.
Se ora il fanatismo religioso è rivolto verso lo Stato d’Israele, se gli si consentisse di costruire l’ordigno nucleare, sarebbe anche facile pensare che domani Roma, sede del Cattolicesimo, e la Cupola di San Pietro possano divenire il nuovo bersaglio.
Ha ragione P.G. Battista quando scrive che: “Israele si difende e fa il lavoro sporco anche per noi”.





