Home Cronaca ISRAELE, ESPANSIONE DELLE OPERAZIONI A RAFAH E SCONTRO CON L’ONU

ISRAELE, ESPANSIONE DELLE OPERAZIONI A RAFAH E SCONTRO CON L’ONU

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I media ebraici riferiscono che il gabinetto di sicurezza israeliano ha votato giovedi sera per approvare l’espansione delle operazioni dell’IDF a Rafah,. rischiando uno scontro con Biden. L’espansione è considerata misurata in ciò che Israele spera non superi il limite di quella che gli Stati Uniti considerano una “grande operazione”.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avvertito all’inizio della settimana che avrebbe fermato alcune spedizioni di armi offensive verso Israele se fosse entrato nei centri abitati di Rafah a causa delle preoccupazioni per oltre un milione di civili che vi si rifugiano.

Il sito di notizie Axios cita due fonti che affermano che l’espansione sarà sufficientemente limitata da non turbare l’amministrazione Biden, mentre una terza fonte avverte che le mosse potrebbero essere interpretate dagli Stati Uniti come un passo troppo oltre.

Il gabinetto di sicurezza ha anche votato per incaricare la squadra israeliana di negoziazione degli ostaggi di continuare i suoi sforzi per cercare di raggiungere un accordo sugli ostaggi mettendo insieme una nuova proposta nella speranza di raggiungere una svolta, riferisce Axios.

Ieri l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato una risoluzione che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, e raccomanda al Consiglio di Sicurezza di “riconsiderare favorevolmente la questione”.

Il via libera del Consiglio di Sicurezza, dove gli Usa il mese scorso hanno posto il veto, è condizione necessaria per un’eventuale approvazione piena.

Il testo ha ottenuto 143 voti a favore, 9 contrari e 25 astensioni (tra cui l’Italia).

“Avete aperto le Nazioni Unite ai nazisti moderni”, ha detto l’ambasciatore israeliano all’Onu Gilad Erdan poco prima del voto.

La risoluzione proposta dal rappresentante degli Emirati Arabi ha dunque ottenuto una larghissima maggioranza.

L’Italia si è astenuta, assieme ad Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Gran Bretagna, Lettonia, Lituania, Isole Marshall, Olanda, Macedonia del Nord, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, Principato di Monaco, Ucraina, Svezia e Svizzera.

I nove Paesi che hanno votato contro sono invece Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina e Repubblica Ceca.

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  • Redazione

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