
La guerra tra Usa e Russia, condotta per procura dall’Ucraina, è diventata la palestra degli idioti e il teatro dei bugiardi.
Emmanuel Macron ha inviato la Legione Straniera sul fronte ucraino e minaccia ogni giorno di inviare truppe che non ha, ma nel frattempo fa presenziare il suo ambasciatore a Mosca alla cerimonia del giuramento di Vladimir Putin.
L’Unione Europea che sanziona Mosca (senza risultati) e ogni giorno sforna comunicati roboanti contro la Russia, non ha risposto compatta all’appello di disertare la cerimonia del giuramento, con sei Paesi (Francia, Ungheria, Slovacchia, Grecia, Malta e Cipro) che hanno deciso di far presenziare i loro ambasciatori, nonostante le relazioni particolarmente tese tra Bruxelles e Mosca.
La Lituania mostra i muscoli. Il presidente lituano, Gitanas Nauseda, ha detto:”Dobbiamo considerare seriamente l’idea di inviare truppe in Ucraina. Logicamente, la decisione va presa cercando prima un accordo tra gli alleati e solo dopo aver valutato molto attentamente le informazioni d’intelligence”.
Ridicolo. Fare affermazioni del genere serve solo alla propaganda, in quanto la Nato ha più volte ribadito che nessun soldato dei paesi dell’Alleanza Atlantica metterà piede sul territorio ucraino.
Si deve inoltre considerare che se un paese Nato andasse a combattere in Ucraina, che non è membro dell’Alleanza Atlantica, sarebbe un aggressore della Russia e non un aggredito e, pertanto, non scatterebbe il famoso articolo 5 del Trattato.
Idem dicasi per l’Unione Europea. Non essendo l’Ucraina un paese dell’Unione non ci sarebbe alcun obbligo di sostenere un paese UE che combattesse in Ucraina, in quanto non sarebbe aggredito, ma aggressore.
In questi quasi due anni di guerra si è sentito dire più volte che la Russia non avrebbe retto, che sarebbe collassata, che Putin aveva una dose mortale di cancri.
Tirando le somme, la Russia non avrebbe potuto resistere ad un’Ucraina sostenuta dalla Nato e dall’Unione Europea e sarebbe collassata sotto il peso delle sanzioni.
Gli stessi che hanno affermato queste “verità” dicono che la Russia è una minaccia per l’Europa e che sarebbe in grado di invaderla. Si sono sentite idiozie del tipo: Putin può arrivare in Portogallo, può minacciare Parigi.
In pratica, a giorni alterni, la Russia è debolissima e allo sfascio, oppure e fortissima e potrebbe conquistare l’Europa.
Anche la storia delle armi nucleari è assurda e ridicola. L’uso di armi nucleari strategiche vorrebbe dire guerra mondiale con la seria messa in discussione dell’umanità, Russia compresa.
L’uso di armi nucleari tattiche, usate su un territorio ucraino, prossimo a quello russo, renderebbe impraticabile quel territorio per anni.
E’ del tutto evidente che mostrare le armi nucleari appartiene al novero della deterrenza, ma c’è chi grida al pericolo atomico, perché se non c’è un virus o il clima a tenere impaurite le masse, si deve ricorrere all’atomica.
Che la minaccia nucleare sia da annoverare nel quadro della deterrenza lo dice la stessa Russia. Il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov secondo Ria Novosti ha detto che Mosca non ha apportato modifiche alla sua dottrina nucleare, ma avverte gli Stati Uniti e l’Occidente che, a causa dell’escalation, sarà costretta a rafforzare le misure di deterrenza nucleare. “Le possibilità per il primo utilizzo delle armi nucleari sono chiaramente indicate nella dottrina militare e nei Fondamenti della politica statale nel campo della deterrenza nucleare. Al momento – ha detto Sergei Ryabkov – non ci sono cambiamenti a questo riguardo, ma la situazione stessa sta cambiando, quindi il modo in cui i documenti fondamentali in questo settore si riferiscono alle esigenze di garantire la nostra sicurezza è oggetto di costante analisi”.
Il fatto vero da considerare è che le armi all’Ucraina arrivano con il contagocce, il paese è stremato, non ci sono più uomini per il fronte e i russi stanno avanzando lentamente con l’intento di definire linee di confine in funzione di una prossima tregua non ufficiale.
In questo contesto la palestra degli idioti è attivissima, soprattutto se è una palestra virtuale, frequentabile dal divano del salotto.
Si parla di F16 come fossero l’arma risolutiva. Gli Abrams, altra arma risolutiva, alla prova del fuoco hanno fatto cilecca.
Dei soldi stanziati per Kiev dagli Usa, la maggior parte è destinata a finanziare le industrie americane che producono armi.
Nel frattempo si gioca a chi la spara più grossa, nel tentativo di forzare la situazione, come ill presidente polacco Donald Tusk, il quale ammette che ci sono alcuni militari Nato in Ucraina, con l’intento di forzare nella direzione dell’intervento. “Oggi – ha detto ai giornalisti il premier polacco – la Nato sta aiutando il più possibile. Senza l’aiuto della Nato, l’Ucraina non sarebbe stata in grado di difendersi per così tanto tempo. Ebbene, ci sono alcuni militari lì. Ci sono alcuni osservatori, ingegneri”.
A che serve dire che la Nato è già in Ucraina se non ad alzare il livello della tensione?
Il quotidiano spagnolo El Mundo riferisce che in Ucraina si è formata una rete di fabbriche nascoste che producono armi e cita una fonte dell’industria bellica ucraina.
Alcune di queste fabbriche sarebbero sotterranee, altre camuffate. La fonte ha osservato che la necessità di mantenere segreta l’ubicazione di queste industrie è fonte di particolare preoccupazione per Kiev, poiché sono già stati trovati “traditori” tra i dipendenti delle imprese. Queste fabbriche produrrebbero munizioni, tutti i tipi di droni, veicoli corazzati Kozak, missili Neptune, missili anticarro Stugna e i volumi di produzione sono triplicati dal lancio nel 2023.
Sul fronte politico interno, fa sapere Ukrainska Pravda, Volodymyr Zelenskyy ha firmato leggi che estendono la legge marziale e la mobilitazione in Ucraina, dal 14 maggio all’11 agosto.
Conseguentemente, niente elezioni, in un paese dove Zelensky ormai avrebbe meno del 20% del consenso.
Non a caso Zelensky si è sbarazzato del suo principale concorrente.
Il presidente ucraino, infatti, ha firmato un decreto per nominare l’ex comandante in capo delle Forze armate ucraine Valery Zaluzhny ambasciatore dell’Ucraina presso il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
Il decreto è stato pubblicato sul sito della presidenza ucraina.
La decisione fa seguito a un altro decreto pubblicato mercoledi sera con il quale Zelensky aveva sollevato Zaluzhny dal servizio militare “per motivi di salute con il diritto di indossare un’uniforme militare”.
Pietosa bugia nel teatrino dei bugiardi.
Show must go on, in funzione elettorale sulle due sponde dell’Atlantico.
Nel frattempo sul fronte si muore.





