Le vuote ideologie dei non eletti che svendono dignità e valori
Provate a immaginare che a Parigi, per visitare la Torre Eiffel, invece che dei monaci di una setta indù, siano arrivate delle monache di clausura carmelitane.
E immaginate che la direzione della Torre, che ieri ha ordinato alle dipendenti di sesso femminile di rimanere nascoste per non turbare i sensibili monaci indiani, avesse proibito ai dipendenti maschi di farsi vedere, per non turbare le fragili monache cristiane.
Impensabile, vero?
E allora perché si può invece fare alle donne quello che da un uomo non ci si sognerebbe mai di pretendere?
In realtà, se penso a come eravamo 30 o 40 anni fa, nessuno allora si sarebbe sognato di fare uno sgarbo, un’offesa, una violenza morale di questo genere alle donne.
Non lo avrebbe permesso il clima politico di Liberazione che a quel tempo dominava la società e che era entrato nel comune modo di sentire.
Eravamo un’Europa evoluta, civile, in cui libertà non erano le volgarità dei pride, ma l’eleganza di Paolo Poli.
E il femminismo era la Belisario, giunta ai vertici dell’industria italiana senza bisogno delle quote rosa, non le cretine che piangono per uno schwa e tacciono sulle donne iraniane
Poi arrivò Renzi a mettere le mutande alle statue.
E arrivarono milioni di trogloditi a seminare l’idea che la donna cammina un passo dietro l’uomo, che deve vivere in una perpetua tomba col volto nascosto e che può essere liberamente picchiata dal marito, badando solo a non provocarle fratture alle ossa.
Pensate che questo genere di virus non si diffonda nell’aria?
Stiamo scivolando sempre più indietro, un passo alla volta, nell’indifferenza di chi non vede, o non vuol vedere.
Non sono antifascista e anticomunista perché ce l’ho con i fascisti e i comunisti, quelli veri, che ci credono. Anzi, fra loro si trovano più spesso che altrove dei generosi idealisti. Parlo dei militanti, ovviamente: per i dirigenti è un altro discorso.
Il problema che accomuna quelle ideologie è considerarsi in missione per conto di Dio, o della Storia.
E ritenere che sia lo Stato, o meglio, l’élite che detiene il potere, a decidere di quali libertà possa o non possa godere il cittadino, mentre è il cittadino, secondo me, che delega allo Stato dei poteri, a fronte dei quali rinuncia a una parte della sua libertà.
Che può sempre riprendersi.
Per questo ho più paura dei presuntuosi cretini della UE, che di chi combatte contro un potere non eletto, che non ha a cuore gli interessi e i bisogni dei cittadini, ma punta a renderli obbedienti esecutori delle sue volontà e a perpetuare se stesso.
Il vescovo cattolico nigeriano Wilfred Chikpa Anagbe:
«È in corso la totale eliminazione della popolazione cristiana. Un genocidio per mano dei jihadisti».
Anagbe afferma che lo Stato di Benue, dove ha sede la sua diocesi e dove, secondo lui, il 98% della popolazione è cristiana, è diventato una delle zone più pericolose della Nigeria.
Riferisce che gli aggressori uccidono civili, distruggono chiese, bruciano terreni agricoli e costringono intere comunità ad abbandonare i propri villaggi prima di occupare il territorio abbandonato, descrivendo questa pratica come una «strategia calcolata di islamizzazione».
Ha sottolineato il massacro di Yelewata, in cui sono state uccise circa 200 persone, affermando che gli aggressori hanno appiccato il fuoco a una stanza in cui si trovavano dei civili e «hanno bruciato vivi tutti, compresi due bambini di tre e cinque mesi».
Una risoluzione del Parlamento europeo del 2024 citava stime secondo cui dal 2009 in Nigeria erano stati uccisi 52.000 cristiani e erano state distrutte 18.000 chiese e 2.200 scuole cristiane.





