Home Politica estera ISRAELE DISARMA LA SIRIA, DISTRUTTA LA FLOTTA E ARMAMENTI AVANZATI

ISRAELE DISARMA LA SIRIA, DISTRUTTA LA FLOTTA E ARMAMENTI AVANZATI

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La Marina militare israeliana ha condotto un’operazione su larga scala per distruggere la flotta navale del regime dell’ex presidente Bashar al Assad in Siria.

Lo riferisce il quotidiano israeliano “Times of Israel”.

Numerose navi della marina siriana armate di missili mare-mare sono state distrutte in attacchi condotti da imbarcazioni missilistiche della Marina israeliana, nella baia di Minet el Beida e nel porto di Latakia, sulla costa siriana, secondo fonti militari.

Gli attacchi sono stati condotti per impedire che le capacità e gli armamenti della Marina siriana cadessero nelle mani di forze ostili, in seguito al crollo del regime di Assad.

Parallelamente, l’Aeronautica militare israeliana ha condotto circa 300 attacchi aerei in Siria dal crollo del regime, avvenuto all’alba dell’8 dicembre, distruggendo armi avanzate e altre capacità per impedire che raggiungano le forze ostili.

Nel frattempo le Forze di difesa d’Israele (Idf) si sono dispiegate nella zona cuscinetto demilitarizzata con la Siria e “in altri luoghi necessari alla nostra difesa” in seguito “all’ingresso di personale armato” nell’area

Le alture del Golan sono una regione contesa tra Israele e Siria, e annessa de facto dallo Stato ebraico nel 1981. “Continueremo a operare finché sarà necessario per preservare la zona cuscinetto e difendere Israele e i suoi civili”, hanno detto le Idf.

I militari israeliani si trovano sulla cosiddetta Linea Alpha, all’interno della zona demilitarizzata, per la prima volta da quando è stato firmato l’Accordo sul disimpegno tra Israele e Siria del 1974. Secondo le Idf, il dispiegamento delle loro unità in questa zona sarebbe stato effettuato in coordinamento con la Forza di disimpegno degli osservatori delle Nazioni Unite (Undof), la missione dell’Onu istituita nel 1974 per il mantenimento della pace tra Israele e Siria dopo la fine della guerra del Kippur.

Inoltre, le Idf hanno preso il controllo del versante siriano del Monte Hermon, senza incontrare alcuna resistenza durante l’operazione.

Lo ha riferito il quotidiano “The Times of Israel”, secondo cui l’operazione è stata condotta dalle forze speciali Shaldag dell’aeronautica militare israeliana.

Sempre nella giornata di lunedi le Idf hanno avvertito i residenti di cinque villaggi della Siria meridionale, vicino al confine con Israele, di “restare a casa e non uscire fino a nuovo avviso”.

Ieri mattina il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha fatto sapere che l’esercito ha colpito presunti siti dove erano stoccati armi chimiche e razzi a lungo raggio in Siria per evitare che cadessero nelle mani di attori ostili. “Il nostro unico interesse è la sicurezza di Israele e dei suoi cittadini. Ecco perché abbiamo attaccato i sistemi d’arma strategici, come, ad esempio, le rimanenti armi chimiche, o i missili e i razzi a lungo raggio, affinché non cadano nelle mani degli estremisti”, ha affermato.

La Siria ha accettato di rinunciare alle sue scorte di armi chimiche nel 2013, dopo che il governo è stato accusato di aver lanciato un attacco vicino a Damasco che ha ucciso centinaia di persone. Tuttavia è opinione diffusa che abbia conservato alcune delle armi, ed è stato accusato di averle usate nuovamente negli anni successivi.

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