Home Opinioni I nodi della migrazione

I nodi della migrazione

0
I nodi della migrazione

Domande a un candidato ideale

Per quanto riguarda la questione tragica dell’immigrazione, ribadisco il mio rifiuto per ogni postura suprematista a base etno-razziale o religiosa.

Ciò detto, questo è il flusso di coscienza delle mie angosce a riguardo, scritto sotto forma di una batteria di domande da inoltrare a sé stessi, al proprio candidato ideale o al proprio partito di riferimento.

Magari torna utile a qualcuno.

Confindustria ha richiesto seicentomila ingressi in tre anni; sei d’accordo con Confindustria?

Per quali motivi vogliono tutta questa gente?

Quale modello economico rischiamo di assecondare?

Gli stipendi relativi agli ambiti in cui la manodopera straniera viene impiegata, si sono alzati o si sono abbassati?

E di quanto?

Quali sono i mestieri in cui gli italiani sono stati sostituiti?

Com’è cambiata la percezione dei giovani rispetto ai lavori manuali?

Perché gli italiani non fanno più figli?

Perché le regioni meridionali e appenniniche si spopolano?

Cos’è successo a un tessuto sociale che è passato, dai circa due milioni di stranieri del 2005, agli oltre sei milioni attuali?

Com’è mutata la composizione delle città e dei territori?

Quanto è alto il rischio di importare il modello delle banlieue che non ci è mai appartenuto?

Perché i gruppi sociali che a parole si definiscono più inclusivi sono spesso i primi ad allontanare i propri figli da quelle scuole in cui gli immigrati sono la maggioranza e ad acquartierarsi in zone urbane a riparo da eccessive “contaminazioni”?

I frutti di uno stato sociale ottenuto al prezzo di centocinquant’anni di lotte sanguinosissime, vanno donati a chiunque a prescindere dalla cittadinanza?

E quand’anche rispondessimo di sì per far fede ai nostri principi universalistici, siamo pronti a pagare lo scotto di un dimagrimento collettivo dei servizi sociali?

Chi pagherà il conto?

Siamo pronti a reggere il peso dello sradicamento, dell’anomia e del nichilismo che si accompagnano sempre al fenomeno dell’immigrazione?

Non abbiamo già problemi di coesione sociale?

Qual è il grado di salute della comunità di approdo?

Le varie comunità di immigrati, si sopportano o vanno in conflitto?

In quale modo abbiamo deciso di integrare le persone che giungono qui?

Cosa abbiamo deciso di chiedere loro?

Siamo consapevoli del fatto che la maggior parte di essi viene qui a sputare il sangue per un piatto di lenticchie?

Che questo piatto di lenticchie viene sempre meno spesso riassorbito nella nostra economia e sempre più spesso mandato nelle economie di provenienza?

Possiamo pensare di alleviare la suppurazione demografica del Sud del mondo allargando le nostre maglie?

Qualcuno pensa davvero di ottenere un bilanciamento demografico a mezzo dell’immigrazione senza curarsi delle conseguenze?

[Etc. etc.]

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui