Irlanda, Arabia Saudita, Europa: arrangiatevi
La prudenza felpata della diplomazia.
Un ricordo!
Certo il Presidente degli Stati Uniti ne è l’artefice.
Definito nei modi più offensivi praticamente dalla maggioranza dei benpensanti… così “loro” pensano di essere.
Certo per un democristiano ben conservato che ha conosciuto Andreotti e Moro, per citarne solo due, vengono meno molti insegnamenti che ho appreso.
Certo anche che gli attori sono cambiati, da tutte le parti, che i protagonisti sono aumentati e le convenienze sono moltiplicate.
Tornando a Trump forse piuttosto che insultarlo varrebbe comprenderne le mosse.
Ormai dovrebbe essere più facile e più utile rendersi conto che, appunto, il passato insegna, ma l’attualità pretende.
Due delle sue ultime iniziative sono emblematiche ed a quelle ci fermiamo.
Pochi giorni fa tutta la stampa di fronte all’iniziativa del governo britannico di sanzionare Israele, non faccio inutili minimizzazioni di luoghi, aveva evidenziato che gli Stati Uniti erano stati preventivamente avvisati… e non avevano reagito.
Il dato è che come sempre si individuano i fatti che non contano e interpretano secondo la logica del proprio pensiero.
Appunto gli Stati Uniti non hanno reagito considerando tale iniziativa per quello che era e che è: profondamente sbagliata e intensamente motivata da falsità.
Ecco la semplicità della risposta di Trump.
In visita a Dublino ha “pericolosamente” auspicato un’Irlanda unita.
Un caso?
Pensate ai vostri problemi, visto che, proprio voi, vivete una contraddizione tanto forte ed evidente… voi così democraticamente progressisti e amanti delle libertà e del diritto… strumentalmente interpretato viene da aggiungere.
Una lezione semplice, semplice.
Ancora altro fronte… nemmeno troppo altro.
Gli Houthi hanno praticamente conquistato una serie di isolette che consentono di bloccare il trasporto navale del Mar Rosso.
I Sauditi avevano chiesto aiuto: negato.
Molto semplicemente poche settimane sono trascorse da quando si è creata una piccola NATO islamichetta tra Turchia, Pachistan e appunto Regno saudita.
La risposta di Trump è stata semplicemente quella di osservare che poteva chiedere ai suoi nuovi soci difensivi la solidarietà.
Altra contraddizione fatta scoppiare.
Ve la vedete la Turchia che è diventata il maggior hub terroristico islamico, fornire soccorso contro gli Houthi?
Ma non solo.
Il disinteresse di Trump si rivolge all’Europa.
Quello stretto è il principale canale di comunicazione commerciale tra Oriente ed Europa… verrebbe da dire esiziale.
Anche qui semplice semplice l’indicazione degli Stati Uniti.
Arrangiatevi, voi che avete interpretato come fossi io l’aggressore nella controversia con l’Iran.
Ora difendetevi da soli.
Certo l’Europa forse pensa di inchinarsi ulteriormente con ennesime concessioni, ma la dipendenza da regimi dittatoriali e terroristici non è un buon viatico.
Quando la diplomazia era felpata, il principio di fondo era quello che, comunque e prioritariamente, nulla di essenziale potesse essere lasciato all’avversario.
Senza dilungarsi oltre varrebbe riflettere, senza ideologia, senza preclusioni, senza falsità… con il pragmatismo.


Eugenio Baresu, ex parlamentare, già Segretario della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Autore, antiquario.


