Il parallelo tra due dittatori in guerra tra di loro
Zelensky non vuole che siano indette nuove elezioni.
Nella Russia di Putin ci saranno presto le elezioni, ma, nel mentre, lo “Zar” mette fuori legge gli avversari e li elimina non facendoli candidare né come singole persone né come partiti.
Hanno molte cose in comune Zelensky e Putin, non vi è dubbio.
Sono due dittatori, sono due oligarchi.
L’Ucraina, da sempre, è stata conosciuta come il Paese più corrotto d’Europa e non ha certo perso questa qualità con l’era Zelensky.
Zelensky è semplicemente riuscito ad ingraziarsi le potenze europee ed occidentali, ha ottenuto tantissimi sovvenzionamenti per la difesa nella guerra contro Putin e molti di questi, con tutta probabilità, sono finiti nelle sue casse personali, dei suoi parenti, dei suoi sodali, dei suoi amici oppure di prestanome e, con tutta probabilità, collocati in paradisi fiscali.
Non abbiamo le prove di questo, ovviamente, ma se ragioniamo col criterio che l’Ucraina era il Paese più corrotto d’Europa, questo ci pare un esito piuttosto probabile dei tantissimi soldi che gli europei hanno dovuto dare all’Ucraina per una difesa assolutamente inutile di un territorio che era conteso già sin dal 2014, quindi, con un ritardo micidiale su tutta la linea.
Putin ha voluto mostrare i muscoli, ma al suo interno, in questo momento, si fa strada una crisi economica colossale, dove le banche non riescono nemmeno a mettere il denaro contante nei bancomat, dove la gente fa la fila ai bancomat per prendere pochi spiccioli per fare la spesa, dove i prezzi al consumo sono volati alle stelle.
Una Russia che, indubbiamente, è allo stremo delle forze economiche e allo stremo della coesione sociale.
Oltre 30.000 i morti nelle file russe e altrettanti e forse di più nelle file ucraine, il risultato è semplicemente una carneficina dove Putin e Zelensky, come due dittatori mediorientali, sono seduti su i crani dei morti.
L’Europa ha fatto la sua parte quella di aiutare un ex ballerino che per grazia ricevuta ha guidato e guida un popolo che non merita, certamente, di essere guidato da un soggetto del genere.
Purtroppo, la vera situazione che si sta verificando è che per lo stremo delle forze sia l’Ucraina sia la Russia finiranno per sfiancarsi e terminare questa guerra come è iniziata, ovvero, con un nulla di fatto.
In questa guerra di muscoli e di armi dove a morire sono solo i cittadini è mancata la diplomazia mondiale, ormai incapace di gestire queste crisi locali.
L’arma che ha salvato il mondo dalla catastrofe e l’Europa dalla guerra per oltre 60 anni non è più praticata dai tecnocrati europei in cerca di visibilità e incapaci di pensare a un domani ma capaci solo di distruggerlo per i nostri figli e i nostri nipoti e per le generazioni future tutte.





