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IRIS2, UN APPROFONDIMENTO

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di Giulio Galetti

Nel dibattito, per certi versi caotico, a cui stiamo assistendo circa l’opportunità di appoggiarsi a una rete satellitare per le necessità emergenziali e per la difesa, è il caso di ricordare che a fronte di un sistema (privato) già operativo STARLINK con 7000 satelliti a bassa quota, si contrappone un futuro sistema IRIS2 (con fondi europei) che verrà pronto (?!?) nel 2030.
Ma a che punto è IRIS2?
IRIS2 dovrebbe già disporre di un razzo per lanciare i satelliti a bassa orbita, ovvero Ariane6 dal nome francese, non a caso, del missilone da 60 metri riportato in foto.
Tutto parte, non a razzo, nel 2014 a Bruxelles.
A quel tempo per l’Italia c’erano Renzi e Calenda, che con l’entusiasmo generato da Macron misero una fiche sul tavolo da mezzo miliardo di euro per avere Ariane6 pronto nel 2020.
Gli altri paesi nel consorzio misero 3,5 miliardi per uno stanziamento complessivo di 4 miliardi.
Peccato che il primo lancio sperimentale con un vero satellite a bordo non sia ancora avvenuto.
Doveva essere a novembre, slittato a dicembre 2024, e nell’ultimo comunicato di Arianespace si parla di metà febbraio, a causa della grave anomalia verificatasi il 6 Luglio 2024 durante il volo di test, quando lo stadio superiore del razzo non è riuscito a eseguire le manovre previste perchè una temperatura fuori controllo aveva impedito l’avvio dell’unità di potenza ausiliaria dello stadio superiore, ovvero la possibilità di spostarsi in altre zone per depositare i due miniCube satellitari di test. Lancio fallito quindi al di là dei comunicati ufficiali.
Nel consorzio di aziende formatosi a cui sono stati conferiti i 4 miliardi iniziali, le quote sono così ripartite:
74% ad aziende aerospaziali francesi;
8.3% al gruppo tedesco Deutsche Telecom;
3.4% alle cenerentole italianane;
Il 14,3 rimanente suddiviso fra altre aziende dei diversi paesi europei, alcuni dei quali non hanno investito praticamente nulla.
Pertanto a fronte di un investimento pari al 12,5% l’Italia ha ottenuto solo il 3,4%, con Alenia e Telespazio rimaste al palo e senza nessun loro rappresentante nel management.
Dimenticavo… tutte le infrastrutture sono state localizzate in Francia.
Ariane6 (il pilastro di IRIS2) ha accumulato 4 anni di ritardo sulla tabella di marcia, con un progetto del 2012 nato già vecchio.
Al termine previsto tra il 2030 e il 2031, il governo italiano dovrà saldare altri 10 miliardi, (al netto di qualunque ulteriore imprevisto) per consentire alla rete IRIS2 di avere 289 satelliti in orbita e un servizio attivo
A quella data STARLINK arriverà a 42.500 satelliti e ad oggi non ha mai avuto problemi con una data di lancio.
Infine… Nel settembre 2025 verranno messi in orbita i satelliti a bassa quota “Direct to Cell”, ovvero in grado di fornire il servizio anche ai nuovi smartphone satellitari ovvero la possibilità di attuare la telefonia satellitare pervasiva.
 

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  • Redazione

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