
di Salvino Paternò
Non so a quale fantomatico principio di civiltà giuridica faccia riferimento il dott Gabrielli, addetto alla sicurezza del comune di Milano (i cui risultati nessuno ha visto) per asserire con sicumera che l’inseguimento di Corvetto non è stato fatto in modo corretto.
Premesso che chi mette in condizioni di pericolo la sua vita è chi scappa e non chi lo insegue, seguendo la dottrina Gabrielli, alla prima manovra pericolosa di un mezzo in fuga, ogni inseguimento dovrebbe cessare.
Inseguire le persone sospette o pericolose, invece, è un dovere che il pubblico ufficiale è chiamato ad adempiere in modo indeclinabile.
Rientra tra i compiti della Polizia giudiziaria che, forse, Gabrielli dimentica.
E l’inseguimento, eseguito con le necessarie cautele, non può che concludersi con la cattura del fuggiasco.
Secondo la teoria “gabrielliana”, essendo, poi, gli agenti in possesso della targa del mezzo in fuga, l’inseguimento era del tutto inutile, come se agli agenti operanti interessasse recuperare il mezzo e non identificare ed eventualmente arrestare i fuggiaschi.
Che certe cose le dica un giornalista o un politico ignorante, passi pure.
Ma che le dica uno che è addirittura stato nominato capo della polizia, ci fa capire come si procede alle nomine dei vertici della nostra pubblica amministrazione e quanto conti la meritocrazia nel nostro disastrato paese.
Non so dove Gabrielli vada a pescare i suoi principi di civiltà giuridica, verrebbe da dire, forse nei codici di Paperopoli.
Vorrei ricordargli che, al contrario, nel nostro ordinamento giuridico abbondano le sentenze di Cassazione in cui si riconosce la discriminante dell’uso legittimo delle armi contro auto in fuga quando, questa “non sia finalizzata esclusivamente alla conservazione dello stato di libertà ma, per le sue modalità, determini l’insorgere di pericoli per l’incolumità di terzi” (Cass. pen. n. 6719/2015, Cass. pen. n. 9961/2000).
Se, quindi, è consentito sparare, figurarsi se non sia consentito inseguire e bloccare un veicolo che fugge in quella maniera demenziale mettendo a rischio la vita di innocenti.
Detto ciò, consiglierei a Gabrielli di studiare di più e parlare di meno…
Perlomeno, però, un risultato l’ha ottenuto. E’ diventato l’idolo dei maranza, visto che da capo della polizia, idolo dei poliziotti non lo è mai stato…





