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Iran, il perpetuo tiramolla sull’accordo che non c’è

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Iran, il perpetuo tiramolla sull'accordo che non c'è

Condizioni più dure per Teheran nella controproposta americana all’Iran per la pace nel Golfo

Il nuovo capitolo di una storia infinita è che gli Stati Uniti hanno chiesto impegni su nucleare e uranio e che Trump attende una risposta non prima di tre giorni.

Ma gli ayatollah avvertono: «Non ci fidiamo più delle promesse del nemico». E annunciano una nuova nave-mosquito che lancia missili Cruise fino a 700 chilometri.

Intanto Israele stringe la morsa e taglia il Libano in due: l’esercito conquista il castello conteso di Beaufort e avanza di 25 chilometri oltre il Litani per isolare Hezbollah. Netanyahu: «Estendiamo la presa».

A partire da ieri mattina, i mediatori hanno continuato a discutere i vari aspetti del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, dopo le correzioni richieste venerdì dal presidente americano Donald Trump.

Secondo la CBS News, la bozza revisionata è stata inviata a Teheran per l’approvazione e la parte americana è in attesa di risposta. Si tratta del terzo ciclo di modifiche apportate dal tycoon alla proposta USA, oggetto di uno scambio continuo con Teheran tramite i mediatori, in un processo guidato dal Pakistan.

La fonte anonima citata da CBS News ha indicato che le modifiche americane sono state questa volta “piuttosto significative”, malgrado non fossero immediatamente disponibili dettagli al riguardo.

Donald Trump ha affermato che l’Iran si è impegnato a non sviluppare armi nucleari, un punto cruciale nei negoziati tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra.

In un’intervista con la nuora Lara Trump (moglie di Erik Trump), registrata all’inizio di questa settimana e trasmessa ieri su Fox News, il presidente ha affermato di aver ricevuto assicurazioni sul fatto che Teheran non acquisirà armi nucleari, né producendole né acquistandole.

“L’unica garanzia di cui ho bisogno è che non ci saranno armi nucleari. Hanno accettato questo, ed è stato molto interessante”, ha dichiarato Trump.

“Inizialmente dissero: «Non svilupperemo un’arma nucleare». Io dissi: «Va bene, cosa succederebbe se compraste un’arma nucleare?».

Ora dicono: «Non svilupperemo, e in nessun caso compreremo, un’arma»”. “Non ho fretta – ha affermato ancora – Lentamente ma inesorabilmente, credo che otterremo ciò che vogliamo. E se non otterremo ciò che vogliamo, le cose andranno diversamente”.

Non sulla linea di un’intesa è la dichiarazione di Teheran: “Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico”.

Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, sottolineando: “Il nostro criterio è rappresentato dai risultati concreti che dobbiamo ottenere (durante i colloqui con gli Stati Uniti) per adempiere ai nostri impegni. Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i nostri diritti”.

Intervenendo ieri in una sessione online del Parlamento, Ghalibaf, che è anche il capo negoziatore nei colloqui Iran – USA, ha aggiunto: “Il nemico è in una nuova fase di guerra con l’Iran, attraverso la pressione economica e la propaganda mediatica per seminare discordia nel Paese al fine di compensare il suo fallimento militare e anche per costringerci a sottometterci. Noi dobbiamo mantenere l’unità. “I messaggi e la guida della Guida Mojtaba Khamenei – ha aggiunto – sono la nostra mappa stradale”.

Una storia senza fine, quella dell’accordo, che potrebbe anche sfociare in una nuova fase di guerra.

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  • Redazione

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