Home Politica estera IN ROMANIA C’È LA DITTATURA DEL GRANDE FRATELLO DI BRUXELLES

IN ROMANIA C’È LA DITTATURA DEL GRANDE FRATELLO DI BRUXELLES

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In Unione Europea ormai sta avanzando la dittatura del Grande Fratello, quella che Orwell ha ben descritto in quanto frutto del fabianesimo e di una progressiva deriva antidemocratica ormai evidente in tutta la conduzione politica delle istituzioni comunitarie.

Dopo l’esclusione di Calin Georgescu, il leader di destra già vincitore delle precedenti elezioni rumene, annullate per una presunta interferenza russa, in Romania un altro candidato è stato escluso dalle prossime elezioni presidenziali di maggio dall’Ufficio elettorale centrale del Paese. Si tratta di Diana Sosoaca, avvocato nazionalista e già senatrice per l’Alleanza per l’Unione dei Rumeni (Aur), che dal 2024 è membro del Parlamento Europeo.

Chiaro? Un membro del Parlamento europeo non è candidabile in Romania per le sue idee. Diana Sosoaca eletta con S.O.S. Romania è stata esclusa perché perché, secondo l’Ufficio elettorale della polizia psichica del Grande Fratello rumeno, è euroscettica e anti-Nato.

Come sottolinea in un tweet il noto imprenditore e commentatore francese Arnaud Bertrand, “è ufficiale: in Romania puoi candidarti alla presidenza solo se non ti opponi all’UE o alla NATO. La «democrazia» nell’Ue sta diventando: sei libero di candidarti a una carica pubblica purché non metta in discussione chi detiene davvero il potere”.

La democrazia in Romania è defunta e nell’Unione Europea e nella Nato non battono ciglio.

E’ del tutto evidente che ormai nel Vecchio Continente si va a rapidi passi verso una odiosa dittatura che elimina tutti coloro i quali non condividono le idee del burosauro europeo, ormai decisamente venduto alle logiche neocon.

Dire che Vance aveva ragione è dire poco, ma vale la pena, a questo punto di ricordare quanto ha detto a Monaco che non è altro che la pura e assoluta verità.

“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa – ha detto Vance – non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Quello che mi preoccupa è la minaccia dall’interno: l’arretramento dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America. Mi ha colpito il fatto che un ex commissario europeo sia andato recentemente in televisione e si sia rallegrato del fatto che il governo rumeno abbia appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che se le cose non dovessero andare come previsto, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania. Queste affermazioni così disinvolte sono scioccanti per le orecchie degli americani. Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è costruito come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo tribunali europei che annullano elezioni e alti funzionari che minacciano di annullarne altre, dovremmo chiederci se ci stiamo astenendo a uno standard adeguatamente elevato. E dico noi stessi perché credo  fondamentalmente  che  siamo  nella  stessa  squadra.  Dobbiamo fare di più  che  parlare  di  valori democratici, dobbiamo viverli”.

L’Europa è su una china pericolosa, antidemocratica e negatrice della libertà. Una china che va interrotta e che ogni Stato ha il compito, politico e morale, di interrompere, a cominciare dall’Italia.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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