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IN HOC SIGNO VINCES

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di Savino di Scanno

La Storia è un grande scrigno ove è possibile trovare ciò che più aggrada, ovvero essere utile per asseverare convinzioni, confutare opinioni, anche intrattenere con stupide ed ilari lezioni “ex cathedra” giovani studenti, più interessati ai Tik Tok che ascoltare il “professore”, sempre quello bravo e simpatico, che parla secondo il principio del “la Storia sono io”.

Viviamo tempi complessi, difficili, ma poi, sempre studiando la Storia, questa come una perfida ingannatrice od abile maga, si ripete sempre. Di questi tempi ormai si è saturi e stanchi dei soliti discorsi contro la filosofia woke, il cancel culture, il transumanesimo, pensiero unico e politiche gender di tutti i colori e sigle di questo mondo, fenomeni questi certificatori che la stupidità e la ignoranza sono frutti dello stesso albero, coltivato e reso rigoglioso dal “padrone del mondo”.

A voler aprire un tomo scolastico si potrà trovare, tra il 20 novembre del 284 d.c. ed il 1° maggio 305 d.c. narrati gli eventi riguardanti l’Imperatore Diocleziano, Imperatore questo che nel suo periodo fu impegnato in importanti riforme dello Stato, guerre di espansione, lotte furibonde per il potere sino alla creazione della “Tetrarchia” per rendere stabile il governo di un Impero che ormai dominava ben 3 Continenti. Ma Diocleziano passerà alla Storia (neanche a dirlo o scriverlo) per le più imponenti e crudeli persecuzioni dei Cristiani. Secondo gli studiosi tra il 303 d.c. ed il 311 d.c. furono sterminati milioni di Cristiani, tra Oriente ed Occidente, pari al 10/11 % della popolazione dell’Impero Romano.

Ma poi succede sempre “qualcosa” Succede che nel 313 d.c. l’Imperatore Costantino I detto il Grande con l’Editto di Milano pone fine alle persecuzioni e concede libertà di culto ai Cristiani, aprendo la strada al far divenire tale culto nel tempo religione di Stato. Ma per arrivare all’Editto di Milano bisogna tornare un anno a ritroso, e per l’esattezza al 28 ottobre del 312 d.c. ove Costantino vince con la “Battaglia di Ponte Milvio” Massenzio. Ed in merito a tale battaglia è significativo ciò che determinò o poté determinare tale vittoria. Si narra che Costantino ebbe una visione, una visione mistica, rappresentativa di una frase “In Hoc Signo Vinces”. Dopo questa visione Costantino fece sostituire sugli scudi e labari dei suoi legionari l’aquila imperiale con il “Chi-Rho” o “Chrismon” per semplificare fece disegnare la “Croce” e così vinse.

Su questo episodio e sulle sue conseguenze sempre gli scienziati della Storia nel corso dei secoli hanno scritto tutto ed il contrario di tutto, dalla politica di opportunismo di Costantino fino talvolta ad un negazionismo tanto sterile quanto ridicolo. In ogni caso Costantino vinse, e vinse con una Croce sugli scudi. Ma Costantino con la vittoria di Ponte Milvio oltre a vincere le legioni di Massenzio, distrusse definitivamente la Guardia Pretoriana distruggendo tutte le sue caserme, in particolare l’accampamento del Viminale, eliminò i reparti di cavalleria “Equites Singulares” disperdendo e congedando gli appartenenti rendendo la loro sorte più mite rispetto ai Pretoriani che furono passati tutti a fil di spada. Costantino creò, poi, il suo reparto scelto titolato “Schole Palatine”, guardie scelte che lo seguiranno fino in Oriente.

Torniamo ai giorni nostri con un salto nel tempo. Oggi ci troviamo in un’epoca che più o meno replica periodi già vissuti. Nel riepilogo scriviamo guerre, corruzione, mercimonio, tradimenti, dissolutezze sociali vendute come oscene libertà, grida che auspicano fine dei giochi di palazzo, quando tali giochi esistono e sono sempre esistiti perchè esiste ed è sempre esistito il Palazzo.

Ma la Storia, e lo abbiamo scritto sopra, è una abile megera e si diverte non solo a ripetere fasi sociali, bensì talvolta anche gli stessi luoghi. Un esempio? Dove stava l’accampamento più importante della Guardia Pretoriana? Su colle Viminale…….e chi conosce Roma ed i suoi Palazzi sa bene che più o meno quali sedi sono in quell’area….

“In Hoc Signo Vinces”. Ebbene bisogna farsene una ragione. La Croce, malgrado persecuzioni, ingiustizie, viltà e quanto di orribile il genere umano possa realizzare secondo le volontà del “principe del loro mondo” vince sempre. Ci potranno diffamare, incarcerare, impoverire, uccidere, ma è l’esempio ciò che ogni cristiano deve rappresentare, perchè “martire” significa “testimone”.

Quindi nessuna paura, nessun timore, È una guerra già vinta ed il male non prevarrà, con buona pace di scienziati e radical chic in questi giorni già sui panfili al largo dell’Argentario… o sotto gli ombrelloni di Capalbio

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  • Redazione

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