
di Vito Sibilio
La figura di Benedetto XI (1303-1304), Papa domenicano beatificato dalla Chiesa, è senz’altro atipica, con le sue virtù e il suo equilibrio, in quell’epoca di incalliti marpioni che fu a cavallo tra il XIII e il XIV sec. Entrato nella storia più per la sua santità che per la sua azione politica, anche a causa della brevità del suo pontificato, Benedetto – al quale io stesso dedicai una biografia nel 2005, che fu il mio primo libro – ha meritato senz’altro una corona di studi particolari, incentrati su svariati aspetti del suo diverso modus essendi rispetto al predecessore Bonifacio VIII o al successore Clemente V. E su questa scia si colloca il pregevole volume Il Volto del Beato Benedetto XI Papa Domenicano, edito dalla Compagnia della Stampa Massetti Editori a Roccafranca di Brescia nel 2024, con la curatela di Alberto Vaglia e Ivano Sartor, sotto gli auspici della Fondazione Civiltà Bresciana e dell’Associazione Amici della Fondazione Civiltà Bresciana.
Esso infatti, oltre a raccogliere ben tre prefazioni – del Cardinale DUKA OP, del presidente dell’Istituto Storico Domenicano Padre Dóci e del Bibliotecario di Santa Romana Chiesa Monsignor Zani – che introducono il testo da tre differenti angoli visuali, contiene una raccolta pregevolissima ed esaustiva dell’iconografia del Beato, forte di centoventiquattro opere pittoriche, ventiquattro scultoree, sette di intarsio o in vetrata e trentadue di grafica, provenienti da tutto il mondo e scaglionate lungo tutti i secoli che ci separano dalla morte del Pontefice, illustrate ognuna da schede tecniche complete. Questa galleria di eccezione è ampiamente introdotta e commentata dal pregevole saggio di Ivano Sartor che illustra la tipologia iconografica del Beato e la sua diffusione temporale, soffermandosi sui nessi tra essa e l’Ordine dei Predicatori, nonché con le aree geografiche in cui è attestata, valutandone la fortuna e la qualità artistica. Una raccolta di questa vastità e portata fa onore e testimonianza alla grandezza del culto del Papa ma fa anche da cassa di risonanza della molteplicità delle forme artistiche della civiltà cristiana nel corso dei secoli, mentre attesta il gusto e la sensibilità intellettuale ed estetica dei curatori, oltre a fornire le giuste chiavi di lettura di una così ricca fenomenologia iconografica.
Pregevoli i saggi in appendice, di Sara Bruno e Simona Gavinelli, sulla pianeta di Papa Benedetto conservata nel Museo Capitolare di Velletri, finemente decorata di sacre immagini debitamente riprodotte e commentate, e sull’interpretazione della figura di Benedetto XI nei Vaticinia de Summis Pontificibus del XV sec. – il cosiddetto Papalisto ben noto ai medievisti.
Come può constatare il lettore, si tratta di un libro di nicchia, ma importante per la comprensione del personaggio a cui è dedicato, mediante la sapiente intersezione dei linguaggi verbali e artistici, nonché fruibile da chiunque voglia nutrire il proprio gusto estetico e il proprio mondo interiore mediante una formidabile immersione in questo percorso di arte sacra.





