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IL SACCO DI MILANO

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Sembrano 2 notizie separate e distinte, ma sono parte di uno stesso scenario.
La prima è rappresentata dalla emissione di 6 misure cautelari per la vicenda riguardante le irregolarità urbanistiche in seno all ufficio tecnico del Comune di Milano, e la seconda riguardate la chiusura indagini circa la vicenda Equilaize con oltre 200 pagine attestanti le attività di spionaggio meneghino con obiettivo circa 650 persone del mondo della politica, finanza ed imprenditoria.
Gli attori protagonisti sempre gli stessi.
Da un lato la politica, a questo giro di sinistra, a partire dal sindaco Sala, dall’altro la magistratura milanese ancora una volta protagonista di un nuovo filone giudiziario di cui pochi intravedono gli effetti reali.
Il fatto che Sala non sia ancora investito da provvedimenti diversi, e ciò è stato scritto in un articolo precedente, fa pensare (si ripete pensare augurandoci di sbagliare) che la nomina di un Commissario di Governo imporrebbe la applicazione di ordinanze di abbattimento e demolizione di quanto costruito in difformità normativa.
È uno scandalo di “sistema” nel voler aggiungere che da oltre 24 mesi il Parlamento non è stato in grado di trovare una soluzione ad uno scenario economico finanziario deteriorato e compromesso.
È straordinario il fatto che i giornali abbiano dato un risalto alle ordinanze di custodia cautelare con la stessa enfasi di quando si pubblicavano gli annunci mortuari.
Si è scritto della vicenda degli spioni di Equilaize, ove la domanda è chi fossero i beneficiari di questa mole di informazioni ed a cosa fossero finalizzate.
Scriviamolo in modo inequivoco. Questo è il Paese dei segreti di Pulcinella ed anche Milano, che è sempre Milano capitale economica italiana, è sempre un piccolo centro dove si sa sempre tutto di tutti.
Ed arriviamo alle domande.
Con tutte le sigle che lo Stato dispone fra F.O. e F.A. è possibile che dovevamo arrivare a questo?
Ed i controlli di natura amministrativa, dal comune, provincia e regione?
Come al solito poi arriva la Procura che chiude le danze.
Dove sono i giornalisti di inchiesta, quelli specialisti in letamai e cloache pubbliche che hanno per decenni infierito contro tutto e tutti?
E i fior di analisti, anti corruzione e anti mafia, a ricordare che a Milano impera la ndrangheta, anti quello che vi pare, oltre a scrivere dei professori di rango la cui unica attività è l’autoreferenzialita’ fatta di convegni e conferenze?
Ma è solo un grande ed unico disegno che nasce il 27 ottobre 1962.
L Italia, grande potenza economica con l IRI, grande potenza geopolitica in M.E. con Mattei, non “doveva” andare avanti.
L ‘Ingegneria Sociale del caos, a livello culturale e giudiziario ha un solo scopo.
Il primato economico.
E la Teoria dei Giochi insegna quando afferma l’equazione 0=1.
Andrebbe riletto il libro edizio e Rubettino “Intelligence Economica ” di Paolo Savona e Carlo Jean per comprendere qualcosa.
Le guerre, di tutti i tipi anche se adesso le chiamano ibride, commerciali, calde, fredde, con zucchero o senza zucchero, liscie o gassate, con dazi o con pistacchio, hanno un solo comune denominatore: il primato economico.
Il Sacco di Milano è un colpo letale all economia nazionale.
Lo scriviamo solo per i posteri.
Per il resto andate tutti a cantare “….cuoricini..” sulla spiaggia.

Autore

  • Redazione

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