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IL RITORNO DELLA BITMESTIMMUNG

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Nella discussione sul salario minimo, proposto dal Pd e dall’incomprensibile Elly Schlein, entra una proposta che riporta la barra al centro, reintroducendo un ragionamento che è proprio della socialdemocrazia e che da anni funziona in Germania.

Il segretario Cisl Luigi Sbarra, poco convinto del salario minimo, sollecitato in proposito da “La Verità”, afferma: “Puntiamo sulla partecipazione dei lavoratori ai cda e agli utili delle aziende”.

Tale partecipazione è la Mitbestimmung socialdemocratica.

Mitbestimmung, ossia cogestione, è il termine che si riferisce alla partecipazione attiva dei lavoratori nei processi decisionali delle aziende. Il termine riguarda anche una partecipazione ai risultati economici e alla redistribuzione degli utili.

La disciplina della cogestione varia a seconda degli ordinamenti nazionali.

In Germania con la Mitbestimmung, frutto della svolta socialdemocratica di Godesberg, i lavoratori e le rappresentanze sindacali hanno un potere significativo nella gestione dell’azienda.

Nei vari Paesi dove si è sperimentata e attuata la cogestione, la giurisprudenza prevede il diritto di informazione, consultazione diretta e rappresentanza dei lavoratori nei processi decisionali. La legge indica gli ambiti decisionali per i quali i lavoratori devono essere informati, devono dare un’approvazione mediante votazione, quelli per i quali operano i loro rappresentanti.

Alcuni ordinamenti prevedono un sistema di cogestione con un solo organo, altri con due, uno esecutivo e l’altro di controllo. Dove abbiamo due organi solitamente i lavoratori eleggono 1/3 dei membri dell’organo di controllo. In un numero minore di casi, come nel modello tedesco, eleggono la metà dei membri dell’organo di controllo, e nei casi di indecisione prevale il voto del Presidente, che vale doppio e rappresenta gli azionisti.

Luigi Sbarra ha dichiarato ieri a “La Verità”: “C’è una riforma cardine che riteniamo davvero indispensabile in questa complessa stagione di transizione: quella della partecipazione dei lavoratori alla vita, agli utili e all’organizzazione delle imprese. Una sfida che intercetta tutte le più importanti questioni, a cominciare da quella salariale, per continuare con la qualità e la stabilità del lavoro, l’incremento della produttività, il contrasto alle delocalizzazioni, i controlli su salute e sicurezza e l’applicazione dei buoni contratti”.

Il ritorno alla Mitbestimmung è anche il ritorno al sindacato e alla sua capacità contrattuale che, in questi anni, è andata perduta per la trasformazione delle organizzazioni sindacali in sportelli di servizi fiscali e previdenziali per conto dello Stato e dell’Inps, il che ha comportato una burocratizzazione è una deprofessionalizzazione sindacale sempre più evidente.

Il ritorno alla Mitbestimmung è anche una risposta alle logiche di chi vuole trasformare il sindacato in un soggetto politico, così come sta avvenendo con la Cgil, che appoggia il governo amico e combatte il governo ritenuto nemico, tentando anche di essere la cinghia di trasmissione al contrario dei partiti della ormai sedicente sinistra.

Il ritorno della Mitbestimmung costringe anche le organizzazioni datoriali a riprendere la loro funzione, persa da anni, essendosi a loro volta accomodate ai tavoli di confronto con i governi in un ubriacatura del “far politica” che ha fatto loro dimenticare il motivo per il quale esistono.

Sarà interessante vedere se il centro destra, guidato da una Giorgia Meloni che, come si diceva un tempo, sa stare sul pezzo, saprà fare quello che la sedicente sinistra non ha saputo fare: reintrodurre la logica socialdemocratica in Italia.

Se accadesse, sarebbe la sconfitta bruciante per una sinistra che si è venduta alle multinazionali e al capitalismo comunista finanziario e all’ideologia woke.

Finalmente passeremmo dalla propaganda orwelliana di una sinistra chiacchierona a una nuova stagione di confronto con la realtà.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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