di Savino Di Scanno
A voler leggere la autorevole pagina dell’Osservatorio Economico del nostro Ministero infomercati.it/materie_prime.php?id.paesi alla voce Qatar, nella sezione dedicata alla produzione di gas, si può apprendere che: il Paese è il terzo produttore mondiale di gas naturale (dopo USA, Russia e Iran) e il primo esportatore di gas naturale liquefatto (GNL). Il giacimento North Dome Gas Field è considerato il terzo al mondo (dopo Russia e Iran) per riserve di gas naturale accertate, pari a 896.000 miliardi di piedi cubi di gas naturale equivalenti a 24.500 miliardi di metri cubi (14% circa delle riserve globali).
Il giacimento è ubicato nel bacino del Fars Arch, che si estende a nord oltre i confini marittimi con l’Iran, risulta contiguo al grande giacimento iraniano di gas di South Pars.
Nell’ambito dei programmi di sviluppo dell’industria del gas, il Qatar ripone molta fiducia nelle potenzialità del GTL (gas-to-liquids) una nuova tecnologia che consente di sintetizzare dal gas naturale un tipo di carburante ecologico privo degli agenti inquinanti contenuti nei comuni carburanti.
La competitività economica del GNL qatarino risiede nei minori costi unitari di estrazione del gas e nella vantaggiosa posizione geografica del paese rispetto ai tre principali mercati regionali del gas (Europa, Stati Uniti e Asia-Pacifico).
Il Qatar produce circa 177,2 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno (di cui 123 miliardi di cu.m. vengono esportati). Il Qatar esporta circa l’85% del GTL (60% verso l’Asia e 30% verso l’Europa).
Per visionare in tempo reale i prezzi di petrolio e gas naturale, si invita a visitare gli indici di WTI e Brent, sul sito del Sole 24Ore
I dati e le informazioni sono stati forniti a cura di ICE Doha ed l’Ambasciata d’Italia
A supporto del dato istituzionale possiamo aggiungere quanto riportato dal sito www.energiaitalia.news ove apprendiamo che:
Espandere il North Field, il più grande giacimento di GNL al mondo, è l’attuale ambizione del Qatar, che vuole aggiungere ulteriori 16 milioni di tonnellate all’anno a quelli già a disposizione. In questo modo, dai 77 milioni di oggi si potrebbe arrivare a 142 milioni, con un aumento dell’85% della produzione.
Ad annunciare i nuovi piani del governo qatariota è il ministro dell’Energia Saad Sherida al-Kaabi, nonché CEO di Qatar Energy. Tale decisione rafforzerà sempre di più il ruolo del Paese arabo a livello internazionale, considerando che parliamo già di uno dei principali produttori mondiali di Gas Naturale liquefatto insieme a Stati Uniti, Australia e Russia.
In ultimo, ma non ultimo, conforto lo troviamo sul sito della CIA, alla voce cia.gov/the-world.factbook/countries/qatar ove nella sezione energy si scrive:
natural gas
production: 169.595 billion cubic meters (2022 est.)
consumption: 41.515 billion cubic meters (2022 est.)
exports: 126.221 billion cubic meters (2022 est.)
proven reserves: 23.861 trillion cubic meters (2021 est.)
I dati riportati su fonti certe ed autorevoli, in modo che i nostri analisti saranno contenti di leggerli per poter aggiornare i loro noiosi data base giusto il fatto che del Qatar oltre alla meravigliosa città di Doha, i mondiali di calcio, le corse di auto, nulla conoscono, permettono di proporre alcune riflessioni sulla “crisi del gas” aperta con la chiusura delle condotte con la Russia.
Non si tornerà a scrivere di condotte sottomarine sabotate, di prezzi del gas implementati a danno della economia domestica ed industriale, ma a parte la nostra ENI che lo fà per mestiere, i nostri di Leonardo e di qualche altra azienda di Stato ancora considerata seria e strategica, ma “qualcuno” negli uffici dedicati del Ministero degli Esteri, del Commercio Estero, della Cooperazione Internazionale, qualche domanda tra un panettone ed una giarrettiera la dovevano fare o farsi prima di arrivare al 2 gennaio 2025?
In breve il Qatar è tra i primi produttori al mondo di gas naturale unitamente a USA, Russia ed Iran con cui condivide un territorio ricco di tale risorsa naturale.
Esclusa la Russia, l’Iran, gli USA ma solo perchè abbiamo un oceano ed un mare che ci divide, l’Italia ha la sola possibilità di importare, attraverso la “Via del Cotone” questa risorsa energetica.
Ricordiamo che l’Italia è una Penisola posizionata strategicamente al centro del Mediterraneo, che la Sua è una vocazione commerciale ed economica verso i Paesi MENA, e sarebbe inutile continuare a parlare di “Piano Mattei” se poi ci si limita a programmi di sviluppo che andrebbero considerati in modo diverso. Significa, tra l’altro, rivedere il “modello di Difesa” perchè se non abbiamo noi la “forza” di difendere i nostri interessi economici poi non possiamo far scendere in piazza i “flgli di papà” con Rolex e scarpe da 300 euro per manifestare contro Israele che invece stà facendo anche i nostri interessi con le Sue operazioni militari ed antiterrorismo.
Come non possiamo ridurre amministrazioni “dedicate” a convivi di analisti quando forse, sempre a ricordare Mattei, servirebbero i famosi “marescialloni” con Bic e ’34 a voler aggiornare ai tempi attuali sempre Bic con la variante della ’92, perchè “qualcuno” a parlare con i cammellieri bisognerà mandare e certamente non si possono mandare delicati damerini o damigelle di corte.
Il Qatar è un obiettivo economico, finanziario ed energetico.
E Mattei, e lo ricordano ancora da quelle parti, “non era molto educato” quando doveva trattare a favore degli interessi italiani. Ricordiamolo….




