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IL LATO OSCURO DELLE ONG

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di Carlo Di Stanislao

“Il male trionfa quando i buoni rinunciano all’azione.”
— Edmund Burke

Il caso Casarini: tra umanitarismo e interesse economico

Luca Casarini, ex leader dei Disobbedienti e oggi figura centrale della ONG Mediterranea Saving Humans, è al centro di un’inchiesta che getta ombre pesanti sull’intero mondo delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Un tempo celebrato anche da Papa Francesco e da numerosi ambienti religiosi e progressisti, Casarini oggi appare in una luce ben diversa: quella di un uomo che, secondo le indagini della Procura di Ragusa, brindava a champagne non per aver salvato vite, ma per aver intascato un bonifico da 125.000 euro.

La cifra, proveniente dalla compagnia danese Maersk Tankers, serviva come compenso per il trasbordo di 27 migranti dalla petroliera Maersk Etienne alla Mare Jonio, nave gestita dalla ONG italiana. In sé, nulla di illegale se non fosse per il tono delle intercettazioni: “Domani a quest’ora potremmo essere con lo champagne in mano a festeggiare,” dice Casarini. Parole che risuonano come uno schiaffo a chi crede ancora nell’ideale puro del soccorso in mare.

Secondo la Procura, l’operazione non era una semplice missione umanitaria: la ONG avrebbe agito per finalità economiche, simulando un’emergenza sanitaria a bordo della petroliera per giustificare il trasbordo. Per gli inquirenti, si tratta di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’attivismo umanitario si mischia così con logiche di profitto, e ciò che dovrebbe essere un gesto di salvezza si tinge di opacità contabile e retorica di convenienza.

Il sostegno della Chiesa: tra carità e complicità involontaria

Ciò che rende questa vicenda ancora più controversa è il sostegno entusiasta espresso da figure di spicco del mondo ecclesiastico. Papa Francesco ha lodato pubblicamente Casarini e l’operato della sua ONG: “Salvano tanta gente, tanta gente,” ha dichiarato, e ha anche inviato benedizioni all’equipaggio della Mare Jonio. La collaborazione con la Fondazione Migrantes della CEI ha addirittura visto organizzare missioni congiunte.

Ma viene spontaneo chiedersi: fino a che punto l’ingenuità, o la fede, possono giustificare una cieca fiducia in un attore oggi sotto indagine? È possibile che la Chiesa cattolica si stia facendo portatrice, seppur in buona fede, di un sistema in cui il soccorso viene trattato come una merce, e le ONG come soggetti che trattano “vite umane” in chiave finanziaria?

Il rischio non è solo morale: è quello di distruggere la credibilità stessa del volontariato internazionale. L’abuso della narrativa umanitaria da parte di certe ONG – tra cui anche altre indagate in passato per rapporti opachi con trafficanti libici – rischia di generare diffidenza verso tutte le realtà che operano davvero in modo trasparente per salvare vite, senza secondi fini.

Ong nel Mediterraneo: tra eroismo vero e business travestito

Il caso Casarini non è isolato. Da anni si susseguono inchieste, sequestri di navi, rapporti di intelligence, dossier che indicano come alcune ONG abbiano agito in coordinamento tacito (o esplicito) con trafficanti di esseri umani. Alcune missioni sembrano aver agito come “navette private” più che come salvataggi d’emergenza, in un tragico gioco in cui i migranti finiscono per essere vittime due volte: prima dei trafficanti, poi delle narrazioni strumentali.

Il quadro è quello di un’industria del soccorso sempre più ambigua, dove il confine tra solidarietà e interesse è sottile e spesso oltrepassato. Casarini, passato dalle tute bianche dei centri sociali alle barche umanitarie, sembra incarnare proprio questa trasformazione: da ribelle ideologico a manager di missioni ben finanziate, con una retorica sempre più distante dai fatti.

Conclusione: il prezzo della retorica

La solidarietà vera non ha bisogno di bonifici milionari né di frasi ad effetto. Il salvataggio in mare è sacrosanto, ma deve essere trasparente, disinteressato, limpido. Ogni volta che una ONG tradisce questa missione, compromette l’intera causa. Ogni volta che un attivista brinda allo champagne per un bonifico, macchia il valore della vita umana che dice di voler proteggere.

La fiducia va meritata, non incensata. E la verità – anche se scomoda – deve venire prima di tutto. Anche prima degli applausi. Anche prima delle benedizioni.

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  • Redazione

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