Home Politica estera IL CASO ABEDINI SALA, COSA BOLLE IN PENTOLA?

IL CASO ABEDINI SALA, COSA BOLLE IN PENTOLA?

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di Marforius
Si da il caso che una giornalista italiana decida di recarsi, spontaneamente si spera, in Iran e che la stessa venga arrestata, senza alcuna ragione di natura giuridica e quindi penale, a quanto se ne sa.
Sempre il caso ci riserva l’accadimento riguardante l’arresto di un cittadino iraniano, Mohamed Abedini, in possesso anche di un passaporto svizzero, esperto di tecnologie militari avanzate ed  in grado di favorire il commercio di queste “prelibatezze” belliche. Arresto che proprio ieri il ministro degli esteri irniano ha dichiarato illegale, nel corso dell’incontro avuto con il nostro ambasciatore, appositamente convocato (chissà se gli è stato chiestoi allora se è legale l’arresto di Cecilia Sala).
Ancora il caso ci relega in un Paese non amato dai suoi cittadini, nel quale proprio per questo albergano le cosiddette quinte colonne, che, soprattutto dal dopoguerra in poi, hanno servito gli altri. Basti pensare al più grande partito comunista presente in occidente e via tradendo.
Al di la del silenzio assordante delle femministe, donne in nero, popolo viola e variopinti vari, come pure di tutte le diverse congreghe che cercano di propalare una propaganda intrisa di melassa, il sistema politico è entrato in fibrillazione, o forse meglio viene fatto fibrillare.
Ma cosa bolle in pentola. Sicuramente gli iraniani vogliono  la liberazione di Abedini, arrestato in base a un mandato di cattura internazionale emesso dagli USA, per ragioni più che intuibili.
E proprio questo aspetto fa pensare ad altro. E pensando ad altro non si può non pensare al divo Giulio, il quale diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina. Allora come non pensare che qualcuno vorrebbe costringere il Governo, segnatamente la Meloni, a favorire il rilascio di Abedini, per consentire la liberazione di Cecilia Sala, la cui mamma è stata peraltro ricevuta a Palazzo Chigi, diversamente dal padre che visto il suo ruolo cerca di rimanere defilato.
In caso ciò accadesse, l’effetto sarebbe scontato: la Meloni da primo referente Europeo verrebbe iscritta d’ufficio al club di Sigonella. La Sala verrebbe probabilemente liberata, cosa buona e giusta, il che ovviamente diverrebbe, passata la festa, come al solito strumento della indegna propaganda che avvelena il nostro Paese.
Una situazione quindi veramente difficile, riguardo la quale la logica da seguire è quella che seguirebbero gli autentici statisti. Quindi una logica che deve si tutelare i cittadini, ma che non può essere quella da sacrestia o da radical chic a senso unico alternato.
Sarebbe bene intanto denunciare senza se e senza ma uno stato che svolge azioni di palese pirateria e che pretende di sedere in un consesso come l’ONU, sfuttando anche la propria posizione per attaccare altri stati che, al di là di tutto, sono sicuramente democratici.
Intanto estromettiamo dall’ONU e dai consessi internazionali gli stati, che una volta erano definiti canaglia.
Poi allora possiamo vedere cosa fare ed eventualmente derogare dai criteri strettamente formali, ovviamente senza arrivare ad essere la caricatura dei devoti di De Amicis e del suo libro Cuore.
Tertium non datur, altrimenti è il solito alto tradimento delle solite quinte colonne.
Amen awomen
 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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