
I Tre Maestri. Per colui che non si deve nominare
Nel rigo 12 della Tavola si legge: Liberi nella spada, nella maschera, nella mano.
Liberi nella spada
Come si sa, la “spada”, oggetto all’apparenza freddo e metallico, ha invece molteplici significati simbolici: essa è un archetipo di forza e giustizia che si ritrova in tutte le culture; per cui, l’uomo ha da sempre riversato nella spada profondi significati che vanno ben oltre il suo utilizzo pratico.
Essa ha in primo luogo, scontati significati di difesa e di offesa da cui deriva la dualità tra il bene e il male, a seconda dell’uso che di essa si fa; da tali concetti, per il suo uso, sono derivati il Codice Cavalleresco in occidente ed il Bushido nell’estremo Oriente, entrambi come Codici d’onore. La Spada, perciò, era un segno distintivo del Cavaliere e del Samurai: un “marchio” che contraddistingueva gli iniziati guerrieri.
In questo senso, la Spada è il simbolo per antonomasia della condizione militare e delle virtù relative al coraggio; espressione di nobiltà, di forza virile e di altezza morale. Essendo però, anche un simbolo di potere, essa ha in sé da un lato costruttiva, di giustizia, e dall’altro distruttiva. Nella tradizione cavalleresca, dunque, la Spada se brandita da mani capaci e giuste, esprime “forza benefica”; ma se cade in mani indegne e impure può divenire “malefica”.
La sua dualità, peraltro, contiene il maschile e il femminile o, come detto, il bene e il male uniti in un unico oggetto. Da questa unione di opposti la Spada trae la sua forza che può essere anche divina[1] per cui, come simbolo della volontà divina, anima e protegge i giusti, punisce gli ingiusti e simboleggia il Verbo divino. Nell’Apocalisse di Giovanni, infatti, è rappresentato il Verbo Personificato (il Cristo) dalla cui bocca fuoriesce una spada a doppio taglio i cui due fili taglienti stanno a significare il duplice potere di giustizia: combattere il “male” e difendere i “giusti”[2].
Nella Genesi, si narra che Dio avesse posto due cherubini armati di spade di fuoco a guardia del sentiero che conduceva all’Albero della Conoscenza. Infatti, nell’Antico Testamento, Adamo ed Eva furono cacciati dall’Eden da angeli armati di spade infuocate[3]. Analogamente nella Cosmogonia orientale dove una “spada fiammeggiante” fu posta in mano ad esseri spirituali chiamati Deva che similmente ai Cherubini nel giardino dell’Eden, erano posti a guardia del Regno spirituale.
Anche nella iconografia buddista la lama di fuoco è simbolo della lotta per la conquista della conoscenza e per la liberazione dai desideri materiali, come pure nella cultura induista, la spada di fuoco di Vishnù è simbolo di conoscenza ottenuta col fuoco.
Guénon, all’interno della sua opera “ I Simboli della Scienza Sacra”, cita la spada piuttosto frequentemente, affermando: “…Non abbiamo fatto altro d’altronde che riunire qui, su questo argomento (la spada), alcune osservazioni che potrebbero dar luogo a ben altri sviluppi; ma pensiamo che, anche così, esse mostreranno sufficientemente, si tratti dell’islamismo o di qualsiasi altra forma tradizionale, quanto siano lontane dalla verità coloro i quali pretendono di attribuire alla spada solo un senso “materiale”[4].
La Spada unita alla bilancia della Giustizia diviene simbolo di discernimento, e grazie alla sua ponderazione diviene forza controllata, in quanto l’operare di essa è per certi versi analogo a quello della luce che contrasta le tenebre e l’oscurità dell’ignoranza. In questo senso la Spada è purificatrice come il fuoco: la purificazione avviene sia con il lungo ed estenuante apprendistato per conoscere i segreti del suo utilizzo in battaglia, sia per l’acquisizione della fermezza d’animo nel colpire ed uccidere l’avversario.
La cerimonia della consacrazione dei cavalieri occidentali avveniva, infatti, mediante l’imposizione della Spada da parte del Vescovo, significando la trasmissione attraverso l’arma della virtù divina al nuovo cavaliere.
Ovviamente, il simbolo della Spada Fiammeggiante è usato anche nella Libera Muratorìa ed è impugnata dal Maestro Venerabile durante i rituali di passaggio di grado e di iniziazione. Essa rappresenta sia il fuoco che distrugge l’uomo vecchio per dare vita all’iniziato, sia la fiamma perenne dell’amore che è alla base della Fratellanza.
Un cenno anche all’Alchimia dove il Ferro nell’uomo è la forza della volontà e in questo senso, secondo gli alchimisti, è Zolfo incombusto allo stato “fisso”. Infatti, il Ferro, quale si trova nell’uomo comune, è impuro, si ossida facilmente e non resiste alla fusione; va trattato pertanto con fuoco e con acqua per essere trasformato in Acciaio.
Con ciò si intende dire che la virtù eroica dell’uomo si esercita e si perfeziona attraverso le prove del Fuoco e dell’Acqua per arrivare all’Acciaio dal quale costruire la “Spada della Volontà” così da poterla configgere nel cuore del Drago.
La Spada resta nella Bestia abbattuta come il seme resta nella terra; dopo che ha riposato per qualche tempo nel corpo putrefatto del Drago, ecco che la Spada fa sbocciare da sé la rosa, simbolo rosacruciano della Rosa che sorge dall’impugnatura della Spada.
Alla luce di quanto sopra, se ne potrebbe dedurre che “Liberi nella Spada”, non significhi altro che “elevatevi secondo la vostra Natura e sostenete in egual maniera l’elevazione altrui”.
[1][1] Ef; 6,17
[2] Ap; 1,16
[3] Gn; 3,24
[4] René Guénon -; I Simboli della Scienza Sacra – Adelphi, pag. 169





