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I MEDIA, FOFO’ E PAOLA

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di Raffaele Romano

Dalle foto di un mio articolo pubblicato di recente riscontravo visivamente le enormi incongruenze che riempiono la vita del paese. Oggi, nel continuare questo percorso, vedremo le foto finanziarie dell’editoria della carta stampata italiana e quelle giudiziarie cercando di capire come facciano a reggere i giornali e perché visto che producono solo perdite, mentre l’intreccio con talune frangie della magistratura si rivela sempre più forte e noi siamo qui per ricordare cose messe sotto al tappeto puntando alla corta memoria italica in questo aiutata dalla stampa nostrana.  

I maggiori gruppi editoriali italiani sono Cairo, Gedi, Caltagirone e Angelucci e secondo l’Osservatorio Agcom, le copie vendute ogni giorno in formato cartaceo sono circa 1.130.000. L’Agcom evidenzia, altresì, che i principali 5 quotidiani a diffusione nazionale il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Avvenire e Il Messaggero, nei primi mesi del 2024 hanno registrato una fortissima flessione nella vendita di copie cartacee pari all’ 8,3% rispetto ai corrispondenti volumi del 2023 ma, se guardiamo al 2020, la flessione diventa quasi tracollo perdendo addirittura ben il 37,60%. Senza dimenticare il gruppo Angelucci che con Libero, Tempo e Giornale è distante dagli altri. Nello specifico al primo posto per il 2023 si posiziona il Corriere della Sera con 138.981 copie vendute segnando una perdita dell’8,46%. Segue a ruota, ma ben distanziato la Repubblica del Gruppo Gedi ovvero Atlantis Fiat, che ha venduto 76.028 copie con un – 17,04%. Poi abbiamo La Gazzetta dello Sport con 74.800 copie -10,48%. A distanza c’è La Stampa col -13,99%, il Resto del Carlino -11,09%, Il Messaggero con -11,57%, La Nazione -11,72%, il Corriere dello Sport a -11,84%, il Giornale -11,92%, Il Sole24Ore7,71% e, per finire, il Fatto Quotidiano con un -7,87%.

In questi giorni caldissimi scoppia, non si sa se per caso o con una regia ben fatta, il caso per un preannuncio di chiamata penale per “traffico di influenze”, un reato inventato e che non conosce presenza in alcun Paese al mondo. L’autore o per dir meglio l’autrice è la prof. Paola Severino che viene rafforzata dal successore Alfonso Bonafede detto fofò dagli amici soprannome di quando da ragazzo organizzava serate nelle discoteche di Mazara del Vallo” che, non soddisfatto, promulga la famosa “legge spazzacorrotti” che, come quella del suo amico Giggino Di Maio aveva eliminato la “povertà”, lui ha ben pensato di eliminare la “corruzione” come risulta a tutti. Vista la sua immensa opera, come Luigi da Pomigliano che opera costruttivamente alla secolare crisi del medio oriente, anche lui è stato, giustamente, nominato componente nientemeno che del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria. Al Consiglio di presidenza della giustizia tributaria è stato eletto anche Cosimo Ferri che siederà vicino a Bonafede che, da ministro della Giustizia, avviò un procedimento disciplinare per la vicenda dell’Hotel Champagne sulle nomine nella magistratura. Il procedimento disciplinare nei confronti di Ferri è ovviamente ancora aperto in quanto bloccato dallo scontro tra Camera e Csm sulla legittimità dell’uso delle intercettazioni realizzate col trojan nei confronti dell’allora parlamentare del Pd.

Nel ribadire la mia distanza siderale sia politica che culturale dalle sorelle Meloni e, congiuntamente, dalla signora Elly Schlein, per par condicio, non posso non evidenziare che questa grande invenzione penale di Paola e Fofò dovrebbe indagare decine di migliaia di commessi, impiegati e quant’altri esercitano da qualche secolo tale presunto reato nelle pubbliche amministrazioni ed in quelle private.

Per completezza si riportano gli incarichi della prof. Severino ripresi, solo in parte, dal sito del suo studio legale: dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 è stata ministra della giustizia del governo Monti. È Presidente della Luiss School of Law e Professore emerito di Diritto penale presso l’Università Luiss Guido Carli, dove è titolare anche della cattedra di “Cybersecurity”. Ha ricoperto presso il medesimo Ateneo le cariche di Vice Presidente, Rettore, Prorettore Vicario e Preside della Facoltà di Giurisprudenza. Dal 24 settembre 2021 è Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Da giugno 2022 è membro del Comitato tecnico scientifico dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Da luglio 2021 è Co-Presidente del Comitato Scientifico e Rappresentante dei Cittadini Italiani per la Conferenza sul Futuro dell’Europa. Da maggio 2021 è Presidente del Comitato Scientifico (Supervisory board) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza istituito presso il Ministero dell’Università e della Ricerca. Dal 2019 è Vice Presidente dell’AIDP (Association Internationale de Droit Penal), di cui è Presidente del gruppo italiano dal 2015. Dal gennaio 2018 al dicembre 2020 è stata Rappresentante Speciale della Presidenza OSCE per la lotta alla corruzione, ecco un’altra affinità con Bonafede. Ha rivestito, inoltre, la carica di Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Militare. È stata nominata dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal Presidente della Repubblica francese Macron membro del Comitato italo-francese composto da sei saggi per la stesura del “Trattato del Quirinale” da cui sono discesi, come tutti sanno, molti benefici agli italiani. È sposata con Paolo Di Benedetto, ex commissario Consob. Fra i suoi innumerevoli clienti spiccano grandi banche come Banca d’Italia, Deutsche Bank, Unicredit, Romano Prodi per la vendita della Cirio, l’editore del Messaggero Francesco Gaetano Caltagirone, Eni, Enel e Telecom Italia.

Alla Presidente del Consiglio ricorderei, sommessamente, che la magistratura ha prima invaso e poi occupato il legittimo campo della politica dal lontano 1992 in base al quale lei e tutti gli altri sono potuti nascere. Lamentarsi ora che si è al governo e condividere quanto sia straripato è cosa errata e pericolosa. Dovrebbe con coraggio affrontare una vera e robusta riforma della Giustizia e non quello spolverino che il buon Nordio cerca di portare avanti già da 2 anni e che non risolverà quasi nulla.

Autore

  • Redazione

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