Home Politica I COME INTELLIGENCE – PARTE I

I COME INTELLIGENCE – PARTE I

0

di Vittorio Dublino

L’accordo recentemente siglato tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), l’organo della Presidenza del Consiglio a capo dei servizi segreti italiani, ha dato vita ad nuovo programma: “I come Intelligence”. Questa iniziativa rappresenta un altro passo nella promozione della Cultura della Sicurezza e dell’Intelligence tra gli studenti delle scuole italiane, affrontando temi cruciali per la formazione di cittadini consapevoli e responsabili. Che si aggiunge ad altre iniziative del DIS – come “Partecipiamo alla Sicurezza Nazionale”, “Roadshow Intelligence Live” o il videogioco “Cybercity Chronicles” – che rappresentano un impegno concreto per coinvolgere le nuove generazioni nella comprensione e nella promozione della sicurezza nazionale, attraverso concorsi, progetti educativi, videogiochi e percorsi itineranti. Il DIS punta a costruire una cultura della sicurezza diffusa e condivisa, preparando i giovani a diventare cittadini consapevoli e responsabili in un mondo sempre più interconnesso, ambiguo e complesso.

Trasparenza e Sicurezza. Un bilanciamento necessario

Il concetto di trasparenza e sicurezza nei servizi di intelligence fu uno dei temi centrali del saggio “Intelligence: un problema di comunicazione istituzionale?, già pubblicato nel 2000, sulla Rivista Italiana di Intelligence, di Mario Caligiuri –  professore ordinario all’Università della Calabria, considerato uno dei massimi studiosi europei di intelligence a livello accademico. La storia dei servizi segreti, non solo in Italia ma in tutto il mondo, è intrinsecamente legata all’evoluzione degli Stati moderni e alla necessità di proteggere la sicurezza nazionale. Tuttavia, questa missione, che in passato poteva essere svolta lontano dagli occhi del pubblico, oggi richiede un equilibrio delicato tra segretezza operativa e trasparenza istituzionale.

“I come Intelligence” in azione

Le radici storiche dei Servizi Segreti

I servizi segreti, come li conosciamo oggi, hanno origini che risalgono a molti secoli fa. Già nell’antichità, gli Stati riconoscevano la necessità di raccogliere informazioni riservate per proteggere i propri interessi. Ad esempio, i veneziani furono tra i primi a sviluppare un sistema di spionaggio sistematico. Nei secoli successivi, altre potenze come la Gran Bretagna, la Francia e, più recentemente, gli Stati Uniti con la CIA, lo FSB-SVR della Russia – che hanno ereditato le attività del KGB dell’URSS –  e Israele con il Mossad, hanno perfezionato e istituzionalizzato questi servizi.

L’esigenza della trasparenza

Nell’era moderna, la trasparenza è diventata una componente fondamentale della democrazia. Internet ha amplificato questa esigenza, rendendo l’accesso alle informazioni un diritto quasi universale. Tuttavia, per i servizi segreti, la trasparenza può sembrare un paradosso.

Come possono queste organizzazioni, il cui successo spesso dipende dalla segretezza, operare in modo trasparente?

Questa dicotomia non è solo un problema tecnico, ma anche culturale. In Italia, i servizi segreti sono ancora spesso percepiti come “lo Stato parallelo” o il “lato oscuro dello Stato”. Questa visione negativa è amplificata da una serie di scandali e episodi controversi che hanno coinvolto i Servizi nel corso della Storia repubblicana italiana.

Adattamento ai cambiamenti globali

La globalizzazione e l’avanzamento tecnologico hanno trasformato il panorama della sicurezza nazionale. Oggi, le minacce non sono solo di natura militare, ma anche economica, cibernetica e terroristica. I Servizi devono essere pronti ad affrontare queste nuove sfide, il che richiede un adattamento continuo delle loro strategie e operazioni.

In questo contesto, la trasparenza non è solo una questione etica, ma anche operativa. Una maggiore trasparenza può migliorare l’efficacia dei Servizi, favorendo la collaborazione con altre Istituzioni pubbliche e private e aumentando la fiducia del pubblico. La fiducia, a sua volta, è essenziale per il supporto e la legittimazione delle operazioni dei Servizi.

Il paradosso della trasparenza nei Servizi Segreti

Mentre da un lato, i Servizi devono mantenere un certo livello di segretezza per proteggere le loro operazioni e fonti, dall’altro, devono anche essere abbastanza trasparenti da garantire che le loro azioni siano percepite come legittime e giustificate.

Esempi internazionali come la CIA negli Stati Uniti, l’MI5 nel Regno Unito e il Mossad in Israele evidenziano come questi abbiano sviluppato pratiche di comunicazione trasparente pur mantenendo la necessaria riservatezza. Questi modelli dimostrano che è possibile trovare un equilibrio tra segretezza e trasparenza.

La percezione distorta dei Servizi Segreti italiani

L’Impatto degli scandali e della politicizzazione

La percezione dei servizi segreti in Italia è spesso negativa e controversa. I Servizi sono visti non come un’istituzione di sicurezza nazionale, ma come uno “Stato parallelo” o il “lato oscuro dello Stato”. Questo punto di vista è il risultato di numerosi episodi oscuri e scandali che hanno segnato la loro storia, come le vicende del SIFAR (Servizio Informazioni Forze Armate), sciolto nel 1977 a seguito della gestione controversa del generale De Lorenzo, e la successiva creazione del SID (Servizio Informazioni Difesa). Tali eventi hanno contribuito a dipingere un quadro di inefficienza e oscurità, alimentando un clima di sospetto e sfiducia nei confronti dei Servizi, percepiti non come difensori della sicurezza nazionale, ma come entità autonome con agende proprie.

La politicizzazione dei servizi

La politicizzazione dei Servizi è un altro fattore che ha contribuito a questa percezione negativa. La letteratura e i media italiani spesso trattano i Servizi attraverso una lente politica, utilizzandoli come capri espiatori per giustificare fallimenti o crisi politiche. Questo approccio ha impedito una comprensione equilibrata e oggettiva del loro ruolo e delle loro funzioni, accentuando l’immagine di un’istituzione oscura e segreta. La maggior parte dei testi e delle analisi sui Servizi segreti sono fortemente connotati politicamente, focalizzandosi sugli aspetti più controversi e oscuri della loro storia.

La necessità di riforme e maggiore trasparenza

Nel documento di Caligiuri si suggerisce che per cambiare questa percezione negativa sia necessario un approccio riformista e una maggiore trasparenza. La comunicazione istituzionale deve essere migliorata, rendendo più accessibili le informazioni sui compiti e le operazioni dei Servizi, pur mantenendo la necessaria riservatezza. Questo potrebbe contribuire a costruire una nuova immagine dei Servizi come istituzioni professionali e responsabili, impegnate nella protezione della sicurezza nazionale. Per superare la percezione distorta, è essenziale instaurare un nuovo paradigma di fiducia tra i Servizi e il pubblico. Questo richiede un impegno costante da parte dei Servizi per operare con integrità e trasparenza, e una comunicazione chiara e continua sulle loro attività e obiettivi.

Mancanza di contributi scientifici

Uno degli aspetti più problematici evidenziati nel documento è la carenza di contributi scientifici nella letteratura sui Servizi segreti italiani. Mentre in altri paesi esistono studi accademici approfonditi che analizzano i Servizi da una prospettiva tecnica e operativa, in Italia questo tipo di ricerca è estremamente limitato. La prevalenza di una prospettiva politica ha ostacolato lo sviluppo di un corpus di conoscenze oggettive e basate su dati empirici.

Effetti sulla percezione pubblica

La prospettiva politica dominante ha avuto un impatto significativo sulla percezione pubblica dei Servizi. La popolazione italiana tende a vedere i Servizi come entità negative e pericolose, piuttosto che come istituzioni indispensabili per la sicurezza nazionale. Questa percezione negativa alimenta la sfiducia e rende difficile per i Servizi operare con il supporto pubblico necessario.

La necessità di una prospettiva equilibrata

Per correggere questa distorsione, è fondamentale promuovere una letteratura più equilibrata e scientifica sui Servizi. Gli studiosi e i ricercatori dovrebbero essere incoraggiati a sviluppare studi che analizzino i Servizi da una prospettiva operativa e tecnica, basata su dati concreti e priva di pregiudizi politici. Inoltre, è importante che i media e i politici adottino un approccio più responsabile nel trattare il tema dei Servizi, evitando di usarli come capri espiatori per questioni politiche.

La cultura moderna dello Stato

La carenza di una cultura moderna dello Stato significa che le istituzioni italiane, inclusi i Servizi segreti, non sono sempre al passo con le evoluzioni tecnologiche e le innovazioni necessarie per operare efficacemente nel contesto contemporaneo. La cultura moderna dello Stato implica l’adozione di pratiche amministrative e operative che sfruttino appieno le nuove tecnologie per migliorare la trasparenza, l’efficienza e la capacità di risposta

Il Libro Verde sulle informazioni del Settore Pubblico

Il Libro Verde rappresenta un punto di riferimento importante per comprendere il ruolo delle informazioni pubbliche nell’economia moderna. Pubblicato dalla Commissione Europea, questo documento analizza come le informazioni generate, raccolte e detenute dagli enti pubblici possano essere utilizzate per favorire l’innovazione, migliorare i servizi pubblici e stimolare la crescita economica. Il documento sottolinea la necessità di rendere queste informazioni facilmente accessibili e utilizzabili per le imprese e i cittadini.

Il nuovo filo conduttore dei Servizi Segreti

Economia e Sicurezza

L’evoluzione dei contesti globali ha portato a una trasformazione significativa nella priorità e nelle funzioni dei servizi segreti. Il già citato documento “Intelligence: un problema di comunicazione istituzionale?” mette in evidenza come la globalizzazione economica abbia spostato l’attenzione dei Servizi dall’ambito strettamente militare a quello economico. In questo nuovo scenario, l’informazione efficace e tempestiva diventa essenziale per supportare le imprese e proteggere gli interessi economici nazionali.

Dall’ambito militare a quello economico

Storicamente, i servizi segreti hanno avuto un ruolo primario nella difesa militare dello Stato. Le informazioni raccolte erano utilizzate per prevenire minacce militari, spionaggio e sabotaggi. Tuttavia, con la fine della Guerra Fredda e l’inizio della globalizzazione, le dinamiche della sicurezza nazionale sono cambiate drasticamente. Le minacce oggi non sono più solo militari, ma anche economiche e cibernetiche. (continua domani)

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui