di Nino Orlandi
I conservatori in Grecia hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi.
Dopo i risultati del settembre scorso in Italia, oggi quelli delle elezioni politiche in Grecia confermano il crollo della sinistra. Che immagino verrà confermato e ribadito tra un mese dalle elezioni politiche che si terranno in Spagna.
E questo trend non è solo del sud dell’Europa: basti pensare alla Finlandia.
Ciò significa che la gente non trova non dico una ragione, ma nemmeno un’emozione per votare a sinistra. Il che appare comprensibile, quanto alla ragione, visto il tipo di programmi punitivi, di interessi che quanto meno appaiono anti popolari, proposti dalle sinistre green – LGBT- open arms.
Quanto alle emozioni, alla passione politica, alla determinazione, da Sara Marin a Elly Schlein, passando per Eva Kaili, non mi sembra siano in grado di trasmettere molto.
Allontanarsi dalla gente, dal popolo, farsi intervistare da Vogue, frequentare solo certi ambienti e considerare per anni come unico obbiettivo quello di andare al governo, ha prodotto questa generazione di leader scadenti, che oltre a ciò non sono in grado nemmeno di capire le ragioni della sconfitta a causa della mancanza di capacità autocritica, che significa mancanza di cultura politica. E non solo politica. Per non parlare di umiltà.




