di Savino di Scanno
Moltissime occasioni mi hanno permesso di ascoltare il Canto XXVI vv. 119 dell’inferno in Divina Commedia “…considerate la vostra semenza. Fatti non foste per vivere come bruti ma per seguir virtute e conoscenza.”.
Erano le parole con cui Ulisse incitava il suo equipaggio a perpretare il viaggio verso l’ignoto ed il Sommo Poeta ha donato all umanità l’incipit che dovrebbe dirigere le azioni di ognuno nel vivere quotidiano.
Ma chi scrive vive la “frontiera” del lavoro e della vita lasciando ai professori di ogni ordine e rango, agli scienziati, convegnisti, analisti, astronauti e velisti da sotto costa e vasca da bagno le considerazioni accademiche, limitandosi a trascorrere il tempo ancora concesso da Dio nel cercare di svolgere la propria attività professionale con decoro. E quindi, nel discutere di politica con l’amico notaio nel consumare il caffè della mattina al bar, si ha avuto modo di poter parlare con due giovani, un ragazzo ed una ragazza, alle prese con cappuccino e cornetto con al seguito macchina fotografiche, tablet ed altre strumentazioni tecnologiche di difficile comprensione per chi scrive.
Volti bellissimi, puliti, occhi di chi vuole un futuro migliore, la serenità della giovinezza con la fiducia nel cuore. Visti ormai più come nonno che come padre, rivolgendosi ai due la cui sommatoria dell’ età anagrafica a breve sarà la metà della propria giunse la domanda di rito: “ragazzi che lavoro fate?”.
Risposta:”esperti di piattaforma social per influencer….”.
Seguirono i complimenti ed auguri ai due giovani, ma uscendo dal bar, tra chi scrive e l’amico notaio, le considerazioni che abbiamo fatte furono altre.
“Cosa abbiamo sbagliato?”. Perché se è vero come è vero che ognuno è figlio del proprio tempo, ma chi ha esperienza della vita conosce i pericoli del divenire, si arriva alla domanda: “Dove abbiamo sbagliato”. Perché la nostra generazione responsabilità le avrà pure se i giovani continuano ad andare all’ estero (ed è una fortuna) per lavorare, se i modelli sociali ispirati dal pensiero unico hanno prodotto deserti intellettuali millantando lauree per cultura, se i rappresentanti di rango della pubblica amministrazione, delle professioni e della politica sono degli accattoni arricchiti di privilegi, quando poi ci ritroviamo le nuove generazioni assolutamente impreparate per affrontare il mondo.
Chi scrive non ha soluzioni da proporre tranne una da ripetere ogni giorno e non solo ai giovani”…seguir virtute e conoscenza”.




