
Le elezioni in Germania hanno decretato la netta sconfitta di Olaf Sholz e dei socialdemocratici. Una sconfitta bruciante.
Negli anni Ottanta, l’SPD era uno dei due pilastri del sistema politico tedesco, insieme alla CDU/CSU. Dopo il lungo cancellierato di Helmut Schmidt (1974-1982), il partito perse il potere nel 1982 a favore di Helmut Kohl (CDU). Nonostante ciò, mantenne un consenso significativo: 1983 – 38,2%.
Una sconfitta netta contro la CDU/CSU (48,8%), ma comunque un risultato solido.
Nel 1987 l’SPD totalizzò il 37,0%, con un leggero calo e con la CDU/CSU ancora dominante (44,3%).
Gli anni Novanta segnano un periodo di transizione, con una flessione iniziale seguita da una risalita: 1990 – 33,5% (CDU/CSU al 43,8%); 1994 – 36,4% (CDU/CSU (41,4%); 1998 – 40,9% – La svolta arriva con Gerhard Schröder, che porta l’SPD alla vittoria dopo 16 anni di opposizione, formando una coalizione rosso-verde con i Verdi (6,7%). Il partito intercetta il desiderio di cambiamento dopo l’era Kohl.
Il cancellierato di Schröder (1998-2005) inizia forte, ma le riforme economiche (Agenda 2010) alienano parte della base tradizionale.
Nel 2002, con il 38,5%, Schröder vince di misura contro la CDU/CSU (38,5%), ma il margine è sottile.
Nel 2005, con il 34,2%, l’SPD perde il potere, finendo in una “grande coalizione” con la CDU/CSU (35,2%) guidata da Angela Merkel.
Nel 2009 con il 23,0% l’SPD ha un crollo storico, dovuto alla concorrenza della Linke (11,9%) e alla perdita di credibilità come forza progressista.
Anni dieci del Duemila vedono un declino continuo, con una crisi di identità e con la leadership della Markel.
Nel 2013 con il 25,7% l’SPD ha un lieve recupero, ma la CDU/CSU domina con il 41,5%.
Nel 2017, con il minimo storico del decennio, l’SPD arriva al 20,5%, con Martin Schulz incapace di contrastare Merkel (CDU/CSU al 32,9%). L’SPD perde voti verso Verdi, Linke e AfD.
Nel 2021 con il 25,7% e con Olaf Scholz, l’SPD torna al governo dopo 16 anni, vincendo di misura contro la CDU/CSU (24,1%).
Nel 2025 l’Spd è ora al 16,3%.
La CDU/CSU vince con il 28,6%, mentre l’AfD sale attorno al 20,4 (raddoppiando).
Raddoppia anche Linke (estrema sinistra) con l’8,5%.
I Verdi sono fermi al 12,3. Liberali e altri sono in lotta fino all’ultimo voto per entrare in Parlamento.
Friedrich Merz, vincitore delle elezioni e prossimo cancelliere, ha detto che l’obiettivo è ora quello di ”formare un governo che sia in grado di agire il più rapidamente possibile. Abbiamo vinto queste elezioni federali perché Cdu e Csu hanno lavorato molto bene insieme. Sono consapevole della responsabilità e della portata del compito che ci attende. So che non sarà facile”.
Il problema è che Csu è molto più spostata a destra di quanto non lo sia Cdu e non sarà del tutto scontato che voglia rieditare alleanze con Spd e Verdi come se nulla sia accaduto.
Non a caso, il segretario generale della Cdu, Carsten Linnemann, ha subito commentato che con la vittoria dell’alleanza Cdu e Csu alle elezioni federali anticipate, ”gli elettori tedeschi hanno votato per un cambiamento concreto dell’attuale politica. Ora la Germania ha bisogno di un governo stabile per uscire dalla crisi”.
Più preciso il capogruppo parlamentare della Csu, Alexander Dobrindt, che ha sottolineato come una coalizione con i Verdi non sia in alcun modo possibile: “Non posso immaginare una coalizione con loro. È necessario un governo stabile e sembra che i Verdi non siano necessari per questo”.
Non sarà facile per l’SPD, in un eventuale governo con CDU-CSU scaricare i Verdi, in ragione dei riflessi immediati sulla coalizione di Bruxelles.
La presenza di Afd e di Linke che, pur su versanti diversi, la pensano nello stesso modo su migranti e rapporti con la Russia e che sono molto presenti nella Germania Est pongono seri problemi alla costruzione delle future alleanze.
Il risultato di Alternativa per la Germania (AfD) alle elezioni federali anticipate è, come ha detto Alice Weidel, ”un successo storico. Questo è il miglior risultato che abbiamo ottenuto. Siamo riusciti a raddoppiare i nostri numeri e abbiamo di gran lunga superato il risultato delle ultime elezioni federali. AfD ha condotto una campagna elettorale estremamente riuscita e impegnata e si è assicurata un posto solido come partito popolare”.
Nel frattempo Sholz sta per essere scaricato anche come leader dei socialisti.
Il risultato elettorale del Partito socialdemocratico alle elezioni federali anticipate è stato ”devastante e catastrofico”, ha detto il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius. ”La cosa fondamentale – ha aggiunto – è che dobbiamo essere consci di questo. Non c’è un altro modo di indorare la pillola. Ora spetta al candidato cancelliere di Cdu-Csu, Friedrich Merz, attuare il mandato del governo. Siamo sempre stati disposti a parlare ma non spetta a noi a dover fare passi avanti in questo senso”.
Il ministro non ha voluto rispondere alle indiscrezioni secondo le quali, dopo Olaf Scholz, sarà lui il nuovo leader dei socialdemocratici. “Non spetta a me decidere, spetta al partito”. Un modo per dire che Sholz è scaricato.
Il partito dei Verdi prende atto della sua esclusione probabile da un futuro governo.
Il partito dei Verdi ”è pronto a formare una coalizione con Unione cristiano democratica (Cdu), Unione cristiano sociale (Csu) e Partito socialdemocratico (Spd)” per governare la Germania, ha detto Robert Habeck e ha aggiunto: “Siamo sempre pronti ad assumerci la responsabilità. Tuttavia, la decisione se includere o meno i Verdi nella formazione del governo spetta al candidato cancelliere (di Cdu-Csu) Friedrich Merz. Sinceramente non credo che ciò avverrà. La Csu ha ripetutamente respinto una eventuale collaborazione con i Verdi e non credo che Merz possa prevalere su questo”.
La formazione di un governo in Germania comincia in salita.





