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G7, THE SHOW MUST GO ON, OVVERO LO SPETTACOLO E’ FINITO TORNIAMO ALLA REALTA’

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di Bruno Chiavazzo

Trentasei pagine di dichiarazione conclusiva. Il G7 si è concluso, i cosiddetti Grandi della Terra hanno lasciato il Borgo di cartapesta e se ne sono andati a bordo di Jet privati con scorte e agenti di sicurezza con Ray-Ban di ordinanza. Prossimo appuntamento la Svizzera per la “Conferenza di Pace” per l’Ucraina.

Due giorni di foto opportunity per far vedere al mondo quelli che contano davvero. Gioisce la Meloni che ha cambiato più abiti che strette di mano: “Abbiamo tracciato la strada. L’Italia ha assunto la leadership”.

Questo il messaggio che ha voluto lanciare al colto e all’inclita dagli infiniti “special” che soprattutto la Rai ha mandato in onda a getto continuo. Dulcis in fundo la visita del Papa che ha tenuto uno “speech” sull’Intelligenza Artificiale, come se il problema oggi per il mondo cristiano fosse la capacità tecnologica dei computer di prevalere sull’umanità e non la fame, la guerra, le migrazioni bibliche di milioni di persone che vorrebbero semplicemente vivere meglio.

Ma tant’è. Centinaia di articoli, puntute disamine sulle virgole, le esegesi sulle parole inserite nel documento finale. Manca l’aborto, il richiamo al mondo LGBT, i diritti delle donne e via dicendo, come se, una volta scritto la dichiarazione, avrebbe taumaturgicamente risolto i drammi dell’umanità.

Non so quanti G7 e G8 ci sono stati a mia memoria, tutti in luoghi esotici, ma mai che qualcuno fosse servito a risolvere un solo problema mondiale. Mentre i “grandi” parlavano tra un aperitivo e un taralluccio pugliese, Putin ha messo nero su bianco le sue “condizioni” per la pace in Ucraina: voglio tutto quello che ho preso finora e mai l’Ucraina nella NATO, esattamente quello che diceva due anni e mezzo fa, prima che mandasse i carri armati.

Hamas non libera gli ostaggi e i cinesi continuano ad accerchiare Taiwan e a comprarsi l’Africa. In compenso la nostra Premier può sventolare agli occhi degli italiani la citazione del suo “Piano Mattei”, una roba che l’araba fenice trasecola, come successo planetario.

Finito il tour salentino, ognuno torna ai suoi problemi: Joe Biden sempre più spaesato alle prese con il pazzo dai capelli arancioni, Macron con le elezioni tra quindici giorni in patria con i neofascisti di Le Pen che potrebbero conquistare il Parlamento, Scholz che sta per essere cacciato e la Von der Layen in bilico per la riconferma.

L’unica che può stare un pò tranquilla, a parte i suoi “ragazzi” inneggianti al duce e a Hitler, è la Meloni che in casa deve vedersela con la Schlein, il disossato Salvini e i due galletti spennacchiati Renzi e Calenda. Che altro vuoi dalla vita?

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  • Redazione

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