
In collaborazione con Agenzia Nova.
Il Regno Unito sta valutando la possibilità di schierare truppe in Ucraina per un periodo di cinque anni. È quanto rivelano alcune fonti del quotidiano “The Telegraph”, secondo cui l’obiettivo sarebbe addestrare e ricostruire le Forze armate ucraine per prevenire una futura aggressione da parte della Russia.
Il piano, discusso con Francia e altri alleati nell’ambito della “Coalizione dei volenterosi”, prevede una forza a guida europea incaricata inizialmente di garantire il rispetto di un eventuale accordo di pace e dare sollievo alle forze ucraine.
Secondo fonti del quotidiano, i delegati militari francesi ritengono altamente improbabile che il presidente russo Vladimir Putin possa autorizzare un nuovo attacco in presenza di truppe occidentali in Ucraina, considerando che le sue forze attualmente riescono a conquistare solo piccole porzioni di territorio.
Il piano, secondo le fonti del “Telegraph”, prevede inoltre che la “forza di rassicurazione” a guida franco-britannica possa contribuire a proteggere i cieli e i mari dell’Ucraina.
Tuttavia, l’obiettivo principale del dispiegamento sarebbe iniziare immediatamente l’addestramento e la ricostruzione delle Forze armate ucraine, per scoraggiare qualsiasi futura aggressione russa.
Il ritiro avverrebbe poi in diverse fasi, con le ultime truppe che dovrebbero lasciare l’Ucraina entro circa cinque anni.
Secondo i servizi d’intelligence britannico, danese e tedesco, la Russia potrebbe essere pronta a dare il via a una nuova aggressione già entro cinque anni qualora venisse siglato entro breve un accordo di pace.
Le armi tedesche non sarebbero “adatte alla guerra”
Gli armamenti inviati dalla Germania alle Forze armate ucraine – in particolare il sistema di difesa aerea Iris-T e i carri armati da combattimento – “non sarebbero del tutto adatti alla guerra”. E’ quanto riferiscono alcuni media tedeschi che citano un rapporto interno trasmesso alle Forze armate tedesche (Bundeswehr) redatto dal vice addetto militare dell’ambasciata tedesca a Kiev. “Quasi nessun pezzo dell’equipaggiamento tedesco di grandi dimensioni è completamente adatto alla guerra”, avrebbe dichiarato l’addetto militare. Secondo il rapporto, ad esempio, “il Leopard 1A5 è affidabile”, ma “a causa della sua debole corazza, viene spesso utilizzato solo come mezzo d’artiglieria improvvisato”.
Nel frattempo Vladimir Putin afferma che l’industria missilistica e spaziale russa “dovrebbe diventare uno dei motori della crescita economica nazionale e della sovranità tecnologica”.
In una nota il Cremlino ha pubblicato le congratulazioni del presidente ai lavoratori e ai veterani dell’industria missilistica e spaziale.
“L’industria missilistica e spaziale dovrebbe diventare uno dei motori della crescita economica nazionale per garantire la sovranità tecnologica del Paese e migliorare la qualità della vita delle persone in tutte le regioni della Russia”, ha affermato Putin nel messaggio.
“Oggi – ha aggiunto Putin – il complesso spaziale e missilistico risolve compiti volti a rafforzare le capacità scientifiche e tecniche, migliorare la base di produzione e le infrastrutture terrestri, sviluppare attrezzature avanzate per lo studio e l’esplorazione dello spazio, nonché attuare programmi di difesa, compresi quelli relativi alle operazioni militari speciali”.
Senza coinvolgere minimamente inglesi e francese e, tanto meno i tedeschi, Usa e Russia continuano imperterriti a dialogare per normalizzare rapporti, vie diplomatiche, particoloari un un accordo globale.
A Istambul venerdi è iniziato un nuovo giro di colloqui tra le delegazioni di Stati Uniti e Russia. A ospitare le delegazioni, il consolato russo a Istanbul, in Turchia.
Diversi i temi sul tavolo, ma l’Ucraina “non è assolutamente nell’agenda”, ha precisato ieri la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Tamy Bruce. In discussione ha spiegato, la normalizzazione delle relazioni diplomatiche e l’operatività delle ambasciate, ridotta drasticamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Sempre venerdi Steve Witkoff, l’inviato speciale di The Donald, ha incontrato il presidente russo Putin per la terza volta in poche settimane.
L’incontro è avvenuto a San Pietroburgo.
Il portavoce del Cremlino Peskov ha sottolineato che tra Washington e Mosca è «in corso un processo di normalizzazione delle relazioni e di ricerca delle basi per intraprendere la traiettoria di un accordo sulla questione ucraina».
E che forse c’è in programma un faccia a faccia da fissare tra i leader di Usa e Russia. Per ora, si profila una nuova telefonata tra i due leader. E la portavoce della Casa Bianca Leavitt definisce il colloquio «un altro passo nel processo di negoziazione verso un cessate il fuoco e un accordo di pace definitivo».
Trump spinge per un cessate un fuoco e va in pressing: «La Russia deve muoversi. Troppe persone stanno morendo, migliaia alla settimana, in una guerra terribile e insensata che non sarebbe mai dovuta accadere, e non sarebbe accaduta se fossi stato presidente».
Dopo aver discusso con l’inviato del Cremlino per gli investimenti Kirill Dmitriev, già incontrato a Washington, le richieste russe sono state la revoca di alcune sanzioni Usa, a partire da quelle inflitte alla compagnia Aeroflot nel contesto della discussione sulla ripresa dei voli diretti fra i due Paesi, fino alla «normalizzazione», e cioè il «reciproco riconoscimento e rispetto degli interessi nazionali», ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, affermando che gli Usa sono consapevoli che «tornare ai confini del 1991, come Zelensky chiede, è irrealizzabile». E Trump sa che, per metter fine alla guerra, «dovrà accettare la perdita dei territori» conquistati da Mosca.
«A differenza dell’Europa che ignora le cause profonde della situazione attuale, gli Stati Uniti sono disposti ad arrivare al nocciolo del problema», ha detto Lavrov.
La trattativa procede e la direzione di marcia è tracciata.





