
di Marco Pugliese
Berlino e Parigi come il gatto e la volte, a pagare siamo noi, quel mancato passaggio ci costò quasi 2 punti di Pil.
Fincantieri-Stx e Siemens e Alstom, facciamo ordine:
– la Francia ha danneggiato (con Macron che creò ad hoc una polemica con Di Maio per coprire il boicottaggio) il colosso della cantieristica italiana inventandosi un superamento dei tetti di fatturato (??!!) per attivare l’Antitrust europeo. Ovviamente i tetti non venivano superati in caso di acquisizione da parte di Fincantieri dei Chantiers de l’Atlantique. Questa mossa scorretta è bastata per bloccare la creazione d’un gigante del settore, tale da competere con i rivali asiatici e americani (che Roma possa superare in qualcosa Parigi non va proprio giù);
– le regole tanto care ai francesi (quelli che sforano i parametri più di noi…) per bloccare Fincantieri non sono però gradite da Berlino e Parigi. La Ue infatti bloccò i due colossi: i tedeschi di Siemens e d i francesi di Alston perché la nuova creatura avrebbe violato la famosa regola del fatturato. Ma la reazione fu rabbiosa.
Cito una nota dei ministri dell’Economia di Francia e Germania: “le regole sulla concorrenza sono essenziali, ma le regole esistenti devono essere riviste per poter adeguatamente tenere conto delle considerazioni di politica industriale, che possono sostenere le aziende europee nella competizione sulla scena mondiale”.
Capito? Quando le regole sono strette per l’Italia s’utilizza il Cencelli e poi il bastone per fargli ingoiare il rospo, quando invece le regole stesse toccano gli interessi dei nuovi padroni d’Europa (senza Londra e dopo Aquisgrana non vi sono altri vocaboli) vanno cambiate.
E’ il caso che riguarda Fincantieri, quindi italiani, non stupitevi, perché siete anche voi gli azionisti di questo colosso d’eccellenza italiana del settore macro dell’industria navale (tra i primi al mondo). Miliardi di guadagni e aumento dei posti di lavoro avrebbero portato all’Italia almeno due punti di Pil in 3 anni.
Esistono invece degli italiani giacobini che continuano a fustigare il nostro paese e a giocare per i competitor che vogliono azzerare la nostra industria e ridurci a dirimpettai.
Che sia ora di cambiare?…





