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FEYNMAN, GLI ELETTRONI E LA FISICA QUANTISTICA

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di Laura  Luigia Martini
 
“Cosa farei se io fossi un elettrone?”
Di questo tenore con ogni probabilità le domande che si poneva il signore con un’aria divertita nella foto allegata. Si tratta del fisico teorico statunitense Richard Phillips Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1965 grazie agli studi sull'”elettrodinamica quantistica”, teoria gioiello della fisica moderna, estremamente precisa per le predizioni di quantità come il momento magnetico anomalo del muone o lo spostamento di Lamb dei livelli energetici dell’idrogeno. Dal punto di vista della fisica pura, tale teoria implica semplicemente che le particelle dotate di carica interagiscono scambiandosi bosoni a massa nulla, ovvero fotoni.
Feynman, che apprezzava il calcolo variazionale, è dunque l’ideatore della riformulazione della meccanica quantistica in termini di integrale su tutti i cammini percorsi dalle particelle. E l’elettrodinamica quantistica, detta anche QED (dall’inglese, Quantum Electrodynamics), è propriamente la teoria quantistica del campo elettromagnetico che descrive tutti i fenomeni associati alle particelle cariche che interagiscono tramite la forza elettromagnetica, inclusa la relatività ristretta.
Gli effetti di tali interazioni sono ben spiegate da approssimazioni successive mediante una tecnica nota come sviluppo perturbativo. Alla crescente complessità di tale tecnica, Feynman associa un semplice metodo mnemonico per identificare i vari termini dello sviluppo perturbativo. La meccanica quantistica dell’”integrale sui cammini” mette infatti in relazione il calcolo delle probabilità degli eventi ad ampiezze di probabilità per tutte le possibili traiettorie.
Gli integrali verranno da Feynman schematizzati con i famosi “diagrammi di Feynman”, una sorta di linguaggio visivo nello spazio-tempo, uno strumento di comunicazione potente per i fisici che cercano di comprendere e spiegare il microcosmo subatomico, ove l’idea di fondo è quella di rappresentare l’interazione consentendone una più facile comprensione.
Proprio l’elettrodinamica quantistica e i diagrammi che portano il suo nome, renderanno immortale il genio di Richard Feynman, che presto divenne una sorta di figura leggendaria, per l’impressionante versatilità della sua mente, per la capacità di rendere accessibili i più complessi fatti della fisica, ma anche per lo spirito marcatamente irriverente dell’uomo Richard Feynman, caratteristica che solo per un attimo lo redeva un essere umano come gli altri.
Suggerisco a tutti un approfondimento sui tanti temi toccati negli studi del grande fisico.
 

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  • Redazione

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