
L’Armata del Bene, ossia del pensiero unico politicamente corretto, all’opera per stabilire cosa si deve dire e cosa non si deve dire, cosa si può scrivere e cosa non si può scrivere, ha il paraocchi dei finanziamenti di George Soros, cosicché la censura si avvale degli input che vengono dal magnate della finanza, che ha fatto i soldi speculando e che, ebreo di nascita, ha aiutato i nazisti a espropriare e vessare i suoi fratelli, senza esserne mai pentito.
Ai fini della trasparenza, non della censura, e anche della salvaguardia della democrazia, sarebbe utile, finalmente, che fosse impedito al magnate di finanziare organizzazioni che si occupano della comunicazione, essendo la comunicazione uno dei pilastri fondamentali del controllo sociale.
Come riferiva Panorama dell’8 febbraio del 2023 i finanziamenti di Soros sono andati a organizzazioni che si sono occupate di disinformazione e di caccia alla fake news, ossia alle notizie false.
Il fatto stesso di essere finanziate dal magnate rende queste organizzazioni di parte ed è assurdo che organizzazioni di parte possano stabilire ciò che è vero e ciò che è falso e che, addirittura, esercitino, come è già accaduto, attività censoria su opinioni legittime, che tali rimangono, ma che non sono vagliabili se non dal pubblico che le legge.
Oltre 220 mila euro, ad esempio, sono andati all’Associazione Carta di Roma, fondata “per dare attuazione al protocollo deontologico per un’informazione corretta sui temi dell’immigrazione”.
Sempre in tema di immigrazione, 906 mila dollari, dei quali 285 mila solo nel 2021, sono stati devoluti all’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione che pubblica la rivista Diritto immigrazione e cittadinanza in collaborazione con Magistratura Democratica.
Tra i finanziati c’è anche Altroconsumo che da Open society ha ricevuto 403 mila dollari.
Altri 313 mila dollari sono stati donati tra il 2029 e il 2021 a Dataninja, per “l’alfabetizzazione dei dati per gli studenti italiani” e per “insegnare agli studenti delle scuole secondarie italiane come individuare e sfatare la disinformazione”.
Alla Fondazione Openpolis, che edita l’omonimo sito, sono stati elargiti 200 mila dollari per “costruire una piattaforma che visualizzi i dati sull’attuazione del Pnrr”.
The good lobby Italia, “impegnata a rendere più democratica, unita ed equa la società in cui viviamo” ha ricevuto, tra il 2020 e il 2021 155 mila dollari.
Il sito ha svolto una campagna contro Berlusconi e contro la Santanché.
Tra il 2020 e il 2021 ben 415 mila dollari sono andati all’Irpi, acronimo di Investigative reporting project Italy.
La Open Society di Soros nel 2020 ha donato un milione e 150 mila dollari alla Milano di Beppe Sala per “Fornire sostegno alla cassa mutua soccorso per i soccorsi di Covid-19”.
George Soros è all’arrembaggio anche in America, in funzione elettorale.
Brendan Carr, uno dei due membri repubblicani della Federal Communications Commission, composta da cinque membri, ha messo in guardia giovedì su Newsmax riguardo agli sforzi di una società straniera fondata dal miliardario George Soros che sta cercando di accelerare l’acquisto di più di 200 stazioni radio in gli Stati Uniti
A febbraio, Soros Fund Management avrebbe acquistato 400 milioni di dollari di debito in Audacy, che è la seconda emittente statunitense dietro iHeartMedia.
Audacy, che possiede più di 220 stazioni a livello nazionale e raggiunge 165 milioni di ascoltatori mensili, presenta una serie di programmi conservatori di conduttori che includono Erick Erickson, Sean Hannity, Mark Levin e Dana Loesch.
Le norme della FCC (Federal Communications Commission) vietano di concedere una licenza per una stazione radio a una società se più del 25% della sua partecipazione di controllo è detenuta da un individuo, governo o entità straniera. Per assumere il controllo di Audacy, la FCC dovrebbe fare un’eccezione per Soros Fund Management.
“Abbiamo bisogno che il Congresso intervenga e richiami l’attenzione su questo in modo che la FCC non lo faccia attraverso una sorta di imbrogli di Soros a livello di ufficio – ha detto Carr a Prime News -. Rendiamo almeno questo voto a livello di commissione perché… ci saranno investimenti stranieri”.
“Non sappiamo – ha aggiunto – da dove provengano gli investimenti stranieri perché non hanno ancora specificato. Hanno detto: rinunciate a questa regola. Prendiamo il pieno controllo di queste stazioni adesso, e poi torneremo alla FCC che proseguirà e seguirà il processo di revisione della proprietà straniera. Dobbiamo occuparcene subito, fin dall’inizio.”
Ad aprile, il deputato Chip Roy, R-Texas ha chiesto una vigorosa supervisione della FCC “per garantire che le stazioni radio statunitensi non siano soggette a indebite influenze”.
“Molte di queste stazioni trasmettono solo musica oggi”, ha detto Carr. “Ma non è così in tutte le circostanze. Ce ne sono almeno alcuni che interpretano Sean Hannity, Mark Levin, Dana Loesch in città della Pennsylvania, in Virginia, anche in Florida… La mia preoccupazione è che la FCC stia andando accettare questa speciale scorciatoia di Soros e accelerare effettivamente questo accordo senza seguire le normali procedure, proprio quest’estate e questo autunno”.
La questione che si pone è di una evidenza democratica assoluta, in quanto non è possibile che i media siano soggetti a manovre finanziarie tese ad avere il monopolio dell’informazione a solo scopo di manipolare la comunicazione.
La questione dell’informazione, a tutti i livelli, è ormai un’emergenza democratica che va affrontata dai governi.





