
Il cambiamento radicale del mondo è tutto in una frase: “Sotto la guida del presidente Putin e del presidente Trump, oggi il mondo è diventato un posto molto più sicuro. Storico!”.
La frase è di Kirill Dmitriev, inviato speciale di Vladimir Putin per la cooperazione economica e di investimento internazionale, poco dopo la fine della telefonata tra il presidente russo e quello americano.
La Russia non è più il nemico degli Stati Uniti e gli Stati Uniti non sono più il nemico della Russia.
Se trovate da qualche parte il telefono di Bruxelles comunicate la novità alla signora Ursula von der Leyen e ai nani che la seguono, perché si comportano come Hiroo Onoda, il militare giapponese il quale, dopo quasi 29 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, nel 1974, nella giungla sull’isola filippina di Lubang, venne arrestato perché si rifiutava di credere che la guerra fosse finita.
L’Unione Europea sembra imbambolata, avvolta nella sua narrazione, incredula che tutte le idiozie scritte e divulgate dalla Montagna Incantata di Davos, dalle sedute del Gruppo Bilderberg, del Gruppo dei Trenta (Group of Thirty) e via discorrendo, siano alla canna del gas. Consulenti, ottimati, esperti, sono fuori gioco, perché le loro teorie appartengono ad un passato diventato remoto in pochi giorni.
Trump impone tempi rapidi. Il 12 marzo, per fare un esempio, come spiega l’Associated Press, Lee Zeldin, il capo dell’Environmental Protection Agency, in quello che ha definito il “giorno di deregolamentazione più importante nella storia americana”, ha annunciato una serie di azioni per abrogare le normative ambientali storiche, tra cui le norme sull’inquinamento delle centrali elettriche a carbone, sui cambiamenti climatici e sui veicoli elettrici. Lee Zeldin, ha aggiunto: “Stiamo conficcando un pugnale nel cuore della religione del cambiamento climatico e inaugurando l’età dell’oro americana”.
Cosa dirà la Germania che ha dato 100 miliardi ai Verdi, bocciati dall’elettorato, per farli votare il cambiamento della Costituzione con un Parlamento scaduto? Bell’esempio di democrazia stile III Reich.
Cosa dirà l’Unione Europea e cosa se ne farà del suo green e delle sue follie sul clima, delle sue auto elettriche, delle case da impacchettare, delle scempiaggini di anni che hanno distrutto l’economia?
I tempi scorrono in fretta anche per le trattative.
Stati Uniti e Russia terranno nuovi colloqui in merito alle condizioni per un cessate il fuoco in Ucraina domenica 23 marzo a Gedda, in Arabia Saudita.
Lo ha detto all’emittente televisiva “Fox News” l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, aggiungendo che la delegazione statunitense sarà guidata dal consigliere per la Sicurezza nazionale Mike Waltz e dal segretario di Stato Marco Rubio.
Witkoff non ha fornito informazioni in merito alla delegazione russa, e non è ancora chiaro se l’Ucraina sarà inclusa nei colloqui. “Fino a poco tempo fa, non avevamo davvero un consenso su questi due aspetti – il cessate il fuoco sull’energia e le infrastrutture e la moratoria dei combattimenti nel Mar Nero – e oggi siamo arrivati a questo punto. Credo che da qui la distanza che ci separa da un cessate il fuoco completo sia relativamente breve”, ha detto Witkoff commentando gli esiti del colloquio di martedi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo, Vladimir Putin.
È necessario prendere atto di alcuni dati di fatto.
Primo dato di fatto.
La guerra in Ucraina è stata, giustamente, definita una guerra per procura alla Russia da parte degli Usa di Victoria Nuland, di Barack Obama, di Joe Biden (con la connivenza di George Soros).
Il fatto che Donald Trump si proponga come mediatore tra l’Ucraina e la Russia significa che gli Usa non sono più interessati ad una guerra per procura e che la guerra per procura è finita.
Questo è un dato di fatto acquisito.
Secondo dato di fatto.
Gli Usa dell’amministrazione Trump stanno ristabilendo relazioni strategiche con la Russia, che non è più il nemico guidato dal “macellaio” Putin (copy di Biden), ma una superpotenza con la quale avere rapporti amichevoli, volti a stabilire nuovi equilibri mondiali, basati sui reciproci interessi.
Terzo dato di fatto.
Il fatto che i colloqui tra Usa e Russia si svolgano a Gedda ha il significato esplicito di uno spostamento del baricentro politico in Medio Oriente. L’Arabia Saudita si pone come perno di un assetto mondiale che assicura Israele, ridefinisce le aree di influenza e marginalizza l’Europa, nano geopolitico, gestita da incapaci.
Lo spostamento del baricentro politico in Medio Oriente ha un effetto immediato sulla centralità del Mediterraneo e sulla marginalizzazione dell’Est e del Nord Europa.
L’Italia, in questo contesto, se ne sarà capace, avrà molto da fare.
Quarto dato di fatto.
Il nuovo rapporto tra Usa e Russia non è un’improvvisata e nemmeno una forzatura trumpiana.
Ad uso e consumo degli idioti della comunicazione servile e degli idioti a tutto campo, che ipotizzavano il fallimento della telefonata, Donald Trump, in un’intervista concessa a ‘Washington Examiner’ poco dopo il colloquio con il leader russo, ha svelato un retroscena: “Con Vladimir Putin è stata una telefonata molto buona. Penso che sia l’inizio di qualcosa di positivo. In realtà, l’inizio è avvenuto tre o quattro settimane fa. Questa non è solo una telefonata che ha dato il via a tutto. Abbiamo avuto altre conversazioni. Questa è una continuazione di sviluppi positivi”.
Come era pensabile, ma dai sani di mente, i due leader non si sono presentati all’attesa del pubblico, come in un dibattito televisivo, per soddisfare gli idioti che pensavano o speravano di far pensare che i due, dopo anni di silenzio, dovessero incontrarsi, con il furbo Putin che avrebbe preso per i fondelli il rozzo Trump. La telefonata è solo un passaggio allo scoperto di intense trattative che durano da tempo.
Quinto dato di fatto.
Le relazioni Usa e Russia sono bilaterali. L’Ucraina potrebbe essere coinvolta per la parte che la riguarda e non per altro. L’Europa è fuori.
Sesto dato di fatto.
Il Regno Unito dei fabiani e di Sua Maestà ha avuto il ben servito e con il Regno Unito hanno ricevuto il ben servito le nazioni coronate d’Europa, la cui filiera, dalle ansie neo coloniali mai sopite e dagli interessi che si intrecciano con la finanza, è messa in un angolo, per essere in un prossimo futuro espropriata (vedi Canada e Groenlandia). Forse questo è il dato più importante riguardante il futuro del Vecchio Continente. La fine del dominio inglese e della filiera delle corone neo coloniali cambia anche il ruolo della Nato. Non a caso Starmer si agita.
Settimo dato di fatto.
La filiera Rothschild, Davos, Gruppo Bilderberg, del Gruppo dei Trenta (Group of Thirty), con la schiera dei suoi consulenti, leader à la carte, venditori di fumo, nani e ballerine, imbonitori e pifferai è esclusa dal palcoscenico e cacciata dalle quinte. Non a caso Macron si agita.
Potrebbe esserci un ottavo dato di fatto, ma non merita altro che un cenno. La Germania con il 50 mila miliardi di prodotti finanziari in pancia alla Deutsche Bank può anche riarmarsi e fare debito, ma è un fragile fuscello facilmente abbattibile. Deutsche Bank detiene in pancia quasi 50 mila miliardi di euro in derivati finanziari (pari oltre 24 volte il Pil tedesco e al 12% del valore mondiale). Uno scossone ben assestato e Merz finisce nel baratro. La Germania cha cambia la Costituzione con un Parlamento scaduto non merita credito.
Conclusione: il nuovo rapporto Usa Russia è stato preparato nei dettagli, riguarda l’intero assetto delle relazioni su tutti i quadranti, prosegue in modo bilaterale e viaggia in prossimità della velocità della luce.
Il resto è cipria.





