Home editoriali DUELLO ALL’ULTIMO SANGUE

DUELLO ALL’ULTIMO SANGUE

0

“Sotto insegne mistiche si fanno operazioni di borsa”.

In questa frase di Emilio Servadio[i] c’è la sintesi del duello in atto tra gli Stati Uniti di Trump e la monarchia inglese, capofila delle monarchie europee colonialiste. Duello che, nella percezione della base Maga, è l’equivalente di una nuova dichiarazione di indipendenza.

Il duello in atto è all’ultimo sangue, in quanto prevede la morte di uno dei due duellanti, e il predestinato, a quanto pare, fallita l’eliminazione fisica preventiva di Trump, è il sistema coloniale europeo travestito (grazie ai neocon americani e alla correità del socialcomunismo divenuto progressismo), da globalismo e da filantropismo.

La vittima sacrificale di questo scontro è l’Ucraina, la quale versa il suo sangue per assicurare ai neocon, ai neo colonialisti globalisti e alla finanza ad essi collegata una sopravvivenza che, a quanto pare, non ha spazio.

La monarchia inglese, a quanto ci racconta la storia, è il vertice del colonialismo delle monarchie europee, riunite da legami parentali in una sola grande Famiglia, come la chiama il mio amico dell’Esarcato.

La Famiglia, nei secoli si è avvalsa della finanza, in gran parte ebraica dove i finanzieri ebrei non vanno confusi con l’ebraismo, la religione ebraica, il sionismo, in quanto sono solo la banca delle monarchie.

Oggi, se si vuole guardare quanto avviene in Europa, lo stretto legame tra monarchie e finanza dei finanziari ebrei è visibile nell’invenzione dei Volonterosi, con da una parte il laburista fabiano Keir Starmer, espressione della monarchia anglosassone (l’aggettivo ne indica l’origine tedesca Sassonia-Coburgo-Gotha) e Emmanuel Macron, espressione dei finanzieri ebrei.

I due hanno tentato e tentano di mostrare i muscoli, ma essendo solamente degli attori sul teatrino europeo dove ormai girano i fantasmi di Ursula von der Leyen e di Kaja Kallas, possono avere come solo interlocutore l’altro attore divenuto presidente, ossia Volodymyr Zelensky, al secolo presidente dell’Ucraina, il quale non vuole capire o finge di non capire che sta mettendo a repentaglio l’intero suo popolo per una causa monarchico finanziaria che non riguarda gli ucraini.

Guarda caso, Zelensky si dimostra perfettamente prigioniero della morsa monarchico-finanziaria quando afferma: “La fine della guerra deve essere giusta e sono grato a tutti coloro che ora sono al fianco dell’Ucraina e del nostro popolo per la pace in Ucraina, che difende gli interessi vitali dei nostri popoli europei in materia di sicurezza. L’Ucraina apprezza e sostiene pienamente la dichiarazione del presidente (francese) Macron, del presidente del Consiglio dei ministri Meloni, del cancelliere (tedesco) Merz, del premier (polacco) Tusk, del premier (britannico) Starmer, della presidente (della Commissione Ue) Ursula von der Leyen e del presidente (finlandese) Stubb sulla pace per l’Ucraina”.

Il presidente francese Emmanuel Macron, la premier Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier polacco Donald Tusk, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente finlandese Alexander Stubb, in una dichiarazione congiunta in vista dell’incontro tra Trump e Putin, scrivono: “Sottolineiamo il nostro incrollabile impegno a favore della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. L’Ucraina ha la libertà di decidere sul proprio destino. Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità. Il percorso verso la pace non può essere deciso senza l’Ucraina”.

La dichiarazione congiunta è stata sottoscritta anche dal premier britannico Keir Starmer e la Gran Bretagna ha ospitato gli alti funzionari di Ue e Ucraina al vertice a cui ha preso parte anche il vicepresidente americano J.D. Vance. 

“Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L’attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati – hanno spiegato i firmatari della dichiarazione – Accogliamo con favore l’impegno del presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra della Russia, raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l’Ucraina. Siamo convinti che solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno a Kiev e pressione su Mosca possa avere successo. Siamo pronti a sostenere questo lavoro diplomaticamente”, a livello “militare e finanziario” e “anche attraverso il lavoro della coalizione dei Volenterosi”.

Le dichiarazioni come queste lasciano il tempo che trovano e dimostrano solo la debolezza estrema di un’Europa che non c’è.

La linea europea, condivisa con Kiev, è emersa in una riunione organizzata nella sua residenza ufficiale nel Kent dal ministro degli esteri britannico, David Lammy, alla presenza del vicepresidente americano Jd Vance. In videocollegamento i rappresentanti dell’Ucraina e di vari Paesi europei (per l’Italia ha partecipato Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni).

Un funzionario americano ha detto a Cnn e Axios che gli incontri nel Regno Unito hanno prodotto “progressi significativi” verso l’obiettivo di Donald Trump di mettere fine alla guerra in Ucraina.

Secondo un funzionario ucraino, Kiev e gli europei hanno detto al vicepresidente JD Vance che un cessate il fuoco immediato dovrebbe essere il primo passo e che l’Ucraina non dovrebbe cedere alcun territorio in cambio di una tregua.

Anche Zelensky, secondo quanto riferisce la Cnn, ha dichiarato che i colloqui avvenuti tra i funzionari ucraini, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e le loro controparti britanniche ed europee sono stati “costruttivi”. “Abbiamo trasmesso – ha detto Zelensky nel suo discorso serale alla nazione – tutti i nostri messaggi. Le nostre argomentazioni sono state ascoltate. I pericoli sono stati presi in considerazione. Il percorso verso la pace per l’Ucraina deve essere definito insieme e solo insieme all’Ucraina; questo è fondamentale. Ciò di cui abbiamo bisogno ora -, ha aggiunto Zelensky – non è una pausa nelle uccisioni, ma una pace vera e duratura. Non un cessate il fuoco in un futuro prossimo, tra qualche mese, ma immediatamente. Il presidente Trump me l’ha detto e io lo sostengo pienamente”.

Gli europei hanno quindi sottolineato come, prima di ogni discussione, dovrà entrare in vigore un cessate il fuoco e come nessun accordo di pace potrà essere raggiunto senza la partecipazione di Kiev. 

Sembra di assistere ad una sceneggiata senza senso nel teatro dell’assurdo, dove le caratteristiche peculiari sono il deliberato abbandono di un costrutto drammaturgico razionale e il rifiuto del linguaggio logico-consequenziale. La struttura tradizionale (trama di eventi, concatenazione, scioglimento) viene pertanto rigettata e sostituita da una successione di eventi priva di logica apparente, legati fra loro da una labile ed effimera traccia (uno stato d’animo o un’emozione), apparentemente senza alcun significato.

L’effimera traccia è quella dei media, che propongono le soluzioni più disparate sulle quali, purtroppo, disputano le élite europee evidentemente prive di informazioni credibili.

L’unico elemento credibile è la richiesta di un cessate il fuoco che congeli il conflitto, la qual cosa darebbe spazio ad una soluzione coreana che metta il conflitto ucraino in stand by mentre si conclude la guerra vera, quella all’ultimo sangue, che verserà il sangue del duellante coloniale finanziario.

Gli elementi per la sconfitta dei colonialisti e della loro strumentazione finanziaria sono abbastanza palesi.

La corona inglese ha ricevuto, non più tardi della scorsa settimana, pesci in faccia dal Mossad.

Secondo quanto riportato giovedì dal Times di Londra e come riferisce Ynet, Israele starebbe valutando la possibilità di interrompere la cooperazione in materia di sicurezza con la Gran Bretagna se il Primo Ministro Keir Starmer dovesse dare seguito al suo piano dichiarato di riconoscere uno Stato palestinese.

Il Times ha affermato che porre fine alla cooperazione potrebbe compromettere la sicurezza nazionale della Gran Bretagna.

Negli ultimi anni, Israele ha fornito alla Gran Bretagna informazioni cruciali sulle minacce iraniane, che secondo i funzionari sono in aumento. Il Mossad avrebbe condiviso informazioni che hanno contribuito a sventare un presunto complotto iraniano per attaccare l’ambasciata israeliana a Londra, portando all’arresto di cinque uomini sospettati di aver pianificato l’attacco. Il Times ha anche sottolineato i legami passati con la difesa, tra cui l’impiego da parte della Gran Bretagna di droni di fabbricazione israeliana per missioni di sorveglianza in Iraq e Afghanistan, e il merito di aver “salvato la vita” dei soldati britannici in quelle guerre ad altre attrezzature di sicurezza israeliane. Anche le aziende israeliane forniscono armi alle aziende britanniche, tra cui il gigante della difesa BAE Systems.

La notizia mette allo scoperto la dipendenza della sicurezza del Regno Unito dal Mossad. Non male per chi vorrebbe dettare legge in Europa e contrastare i piani di Donald Trump.

Il segretario di Stato Marco Rubio, in un’intervista tv, ha stigmatizzato la politica del pupillo francese di Rothschild, accusandolo di aver creato le condizioni dell’interruzione delle trattative con Hamas.

«Il dialogo con Hamas è crollato il giorno in cui Macron ha preso la decisione unilaterale di riconoscere lo stato palestinese. Da quel momento altra gente si è fatta avanti, altri paesi hanno detto «se non c’è un cessate il fuoco per settembre, riconosceremo lo stato palestinese». Fossi Hamas, direi che non mi conviene fare un cessate il fuoco, possiamo essere premiati».

Ovviamente il presidente francese non cessa di essere la punta avanzata europea contro Trump.

Su X Macron ha scritto: “Il futuro dell’Ucraina non può essere deciso senza gli ucraini che da oltre tre anni lottano per la propria libertà e sicurezza. Anche gli europei saranno necessariamente parte della soluzione, perché da essa dipende la loro sicurezza. Restiamo impegnati a sostenere l’Ucraina, lavorando in uno spirito di unità e proseguendo il lavoro svolto all’interno della coalizione dei Volenterosi”.

Macron dovrebbe pensare a come è stato cacciato dall’Africa, cosa che rende evidente che la Francia è geopoliticamente inesistente.

Il duello, comunque, riguarda ben altro e questo ben altro è la fine del colonialismo delle monarchie europee travestito da globalismo.

Il colonialismo delle monarchie europee, tra il XV e il XX secolo, è stato un processo di espansione territoriale, economica e politica che ha visto potenze come Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia e Olanda dominare vasti territori in Africa, Asia, America e Oceania.

I secoli XV e XVI sono stati l’epoca delle esplorazioni, avviata da Portogallo e Spagna, con la ricerca di nuove rotte commerciali (spezie, oro, seta) e dalla diffusione del cristianesimo.

La scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo (1492) e il viaggio di Vasco da Gama in India (1498) segnarono l’inizio.

Non è questo colonialismo ormai lontanissimo che oggi è in discussione e nemmeno quello degli imperi iberici, con la colonizzazione, da parte della Spagna, delle Americhe (Messico, Perù, Caraibi) e da parte del Portogallo in Africa (Angola, Mozambico), Asia (Goa, Malacca) e Brasile.

Imperi finiti.

Interessante è invece concentrare l’attenzione sul commercio di spezie e di schiavi che ha visto, nei secoli XVII e XVIII, l’ascesa di Olanda, Inghilterra e Francia. L’Olanda, con la Compagnia delle Indie Orientali (colonie in Indonesia e Sudafrica); l’Inghilterra in Nord America (13 colonie), in India (tramite la Compagnia delle Indie Orientali) e nei Caraibi; la Francia in Canada, Louisiana, Indie Occidentali e parti dell’India.

Nel XIX secolo il colonialismo precedente si è trasformato nell’imperialismo moderno.

La Conferenza di Berlino, 1884-1885 portò alla spartizione dell’Africa tra le potenze europee. L’Inghilterra consolidò il dominio in India, Australia e Africa; la Francia in Nordafrica e Indocina. Nuove potenze come Germania e Belgio (Congo) entrarono in gioco.

L’imperialismo europeo ha significato lo sfruttamento economico (estrazione di risorse, piantagioni, monopoli commerciali), la schiavitù di milioni di africani deportati nelle Americhe per il lavoro forzato, l’imposizione di lingua, religione e cultura europea, spesso con la distruzione delle civiltà locali.

Per le colonie l’imperialismo europeo ha significato la spoliazione di risorse, genocidi, schiavismo, perdita di identità culturale, confini arbitrari che causano conflitti post-coloniali, mentre in Europa l’imperialismo ha significato l’arricchimento delle monarchie, il rafforzamento delle economie e guerre di rivalità.

La decolonizzazione del XX secolo è stata in gran parte formale, con un’indipendenza fittizia, segnata dal controllo economico e finanziario da parte degli ex colonizzatori.

L’esempio più infame della colonizzazione imperialista europea è quello del Congo da parte dell’immondo assassino satanico Leopoldo II.

In questo scenario, il ruolo della finanza è stato fondamentale.

I Rothschild, una delle famiglie bancarie più influenti della storia, hanno giocato un ruolo significativo nel finanziamento degli imperi coloniali europei, in particolare tra il XVIII e il XIX secolo, grazie alla loro rete bancaria internazionale e alla capacità di fornire capitali per grandi progetti.

Il loro coinvolgimento va inteso come una partecipazione strategica attraverso prestiti, investimenti e gestione del debito pubblico.

La famiglia ebrea dei Rothschild, originaria di Francoforte, ha costruito il proprio impero finanziario sotto la guida di Mayer Amschel Rothschild (1744-1812), il quale inviò i suoi cinque figli a gestire banche nelle principali capitali europee: Londra, Parigi, Vienna, Napoli e Francoforte.

Questa rete transnazionale ha permesso ai Rothschild di diventare i principali finanziatori di governi e progetti infrastrutturali durante l’epoca degli imperi coloniali, un periodo in cui le potenze europee, come Gran Bretagna, Francia e Austria, espandevano i loro domini globali.

Uno degli esempi più noti del coinvolgimento dei Rothschild è il finanziamento dell’acquisizione britannica delle quote egiziane del Canale di Suez nel 1875. La banca londinese N M Rothschild & Sons, guidata da Lionel Rothschild, fornì un prestito di 4 milioni di sterline al governo britannico per acquistare il 44% delle azioni del canale, un’arteria commerciale cruciale per l’Impero britannico. Questo non solo consolidò l’influenza britannica in Egitto, ma rafforzò anche la posizione dei Rothschild come banchieri di fiducia della Corona.

I Rothschild hanno stabilito stretti legami con la Corona britannica, fornendo finanziamenti per progetti coloniali, inclusa la Compagnia delle Indie Orientali, che governava vasti territori in India come un’entità semi-privata. La loro capacità di gestire ingenti flussi di capitale e debito sovrano fu cruciale per sostenere le operazioni coloniali britanniche, che richiedevano enormi risorse finanziarie per mantenere eserciti, infrastrutture e amministrazione.

Durante le guerre napoleoniche (1799-1815), i Rothschild, in particolare Nathan Mayer Rothschild a Londra, hanno facilitato il finanziamento di truppe mercenarie dell’Assia per conto del governo britannico. Questi fondi furono essenziali per sostenere la coalizione anti-napoleonica, che proteggeva gli interessi coloniali britannici in un periodo di grande instabilità europea. Nathan organizzò anche il trasporto di oro e argento per finanziare le campagne militari, scavalcando il blocco napoleonico.

I Rothschild hanno finanziato infrastrutture chiave per gli imperi coloniali, come le ferrovie in Europa e nelle colonie (es. Compagnie des Chemins de fer du Nord in Francia e linee in Austria, Italia e Russia). Queste infrastrutture facilitavano l’estrazione di risorse e il controllo amministrativo dei territori coloniali. Inoltre, la loro banca a Napoli, gestita da Carl Rothschild, fu coinvolta nel drenaggio di capitali verso il Regno delle Due Sicilie, contribuendo indirettamente al consolidamento economico dei territori preunitari italiani, che in parte erano sotto influenza straniera.

L’influenza dei Rothschild sugli imperi coloniali non si limitava al mero finanziamento. La loro rete di corrieri e agenti in tutta Europa permetteva loro di ottenere informazioni privilegiate, come nel caso della battaglia di Waterloo (1815), dove Nathan Rothschild avrebbe ricevuto la notizia della vittoria britannica prima del governo, sfruttandola per speculazioni finanziarie vantaggiose.

Questo ha alimentato teorie del complotto sul loro presunto controllo occulto degli eventi mondiali, spesso esagerate o prive di fondamento, ma che riflettono la percezione della loro enorme influenza.

Rimane il fatto che il declino delle potenze europee, l’emancipazione delle ex colonie, l’arrivo in Africa di Russia e Cina hanno messo a dura prova il combinato disposto di colonialisti e finanzieri al loro seguito. Dura prova che è, in buona sostanza, la crisi attuale del Vecchio Continente.

Donald Trump, riconoscendo Vladimir Putin come interlocutore e Mosca come potenza mondiale, ha spezzato l’idea dei neocon, dei colonialisti e della finanza al loro seguito, che la Russia potesse essere ridotta a nazione geopoliticamente dominabile e, possibilmente, finanziariamente occupabile.

Ora, la riunione di Putin e Trump sul cappello ghiacciato dell’emisfero boreale, significa la sconfitta definitiva del duellante colonial-finanziario. Motivo per il quale Macron e Starmer si agitano.

L’importante è che il freddo polare congeli il conflitto e risparmi il sangue degli ucraini, mentre scorre quello dei vecchi attori imperiali, ormai destinati alla fine.  

 

[i] Emilio Servadio, Passi sulla via iniziatica, Edizioni Mediterranee

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui