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L’EUROPA E LA PAURA DELLA RUSSIA

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di Vittorio Dublino

“Hannibal ad portas”! dicevano i romani.
Tuttavia, molti si chiedono perché Trump si vuole sganciare da una Europa che trema per il “metus hostilis” (“paura del nemico”), che era utilizzato per descrivere la paura dei Romani nei confronti dei popoli barbari e spesso sfruttato politicamente per giustificare guerre e campagne militari.
Negli ultimi anni, il dibattito sulla sicurezza europea ha visto una crescente preoccupazione per la minaccia russa. Ma se guardiamo ai numeri, questa paura sembra essere più il risultato delle inefficienze dell’Unione Europea che di una reale sproporzione di forza militare.
Prima del 2022, la spesa militare della Russia era di circa 66 miliardi di dollari, mentre l’Unione Europea spendeva 3,5 volte di più, con un totale di circa 230-240 miliardi di dollari. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la Russia ha aumentato il suo budget militare fino a circa 145 miliardi di dollari nel 2024, ma l’UE ha anch’essa incrementato la spesa, raggiungendo oltre 320 miliardi di euro (circa 350 miliardi di dollari). Nonostante ciò, la percezione della minaccia russa rimane alta.
Dove sta il problema?
La questione non è la forza militare russa in sé, ma l’incapacità dell’UE di tradurre la sua superiorità economica e demografica in una forza militare efficace.
I problemi principali sono:
• Frammentazione
L’UE non ha un esercito unico, ma 27 eserciti nazionali con sistemi d’arma, dottrine e strutture di comando diverse.
• Acquisti scoordinati
Ogni Stato compra armi in modo indipendente, senza una strategia comune, aumentando i costi e riducendo l’efficienza.
• Industrie militari in competizione
I produttori europei competono tra loro invece di cooperare, rallentando lo sviluppo di tecnologie condivise.
• Dipendenza dalla NATO
L’UE si affida agli USA per la deterrenza strategica, rimanendo priva di una reale autonomia militare.
E la Russia?
Nonostante abbia un budget inferiore, la Russia ottimizza la spesa con:
• Centralizzazione del comando e decisioni rapide.
• Standardizzazione degli armamenti, che riduce i costi di produzione e manutenzione.
• Investimenti mirati in missili ipersonici, guerra elettronica e artiglieria, settori chiave per il suo tipo di guerra.
Dunque?
Se guardiamo solo i numeri, l’UE ha una spesa militare quasi tripla rispetto alla Russia e una popolazione di circa 450 milioni di abitanti contro i 140 milioni russi. Questo dovrebbe rendere l’UE una potenza militare nettamente superiore, poiché le capacità di proiezione di potenza della Russia sono limitate: Mosca ha una forte capacità bellica a livello regionale, ma non potrebbe sostenere un conflitto prolungato con un’Europa ben organizzata.Più che la “paura della Russia”, l’UE dovrebbe preoccuparsi della sua incapacità di trasformare il suo potenziale economico in una forza di difesa efficiente. Se fosse più coesa e coordinata, la minaccia russa sarebbe percepita in modo molto diverso. Il vero problema non è quanto spende l’Europa, ma come lo spende.
La “paura” della Russia sembra più un riflesso delle inefficienze dell’UE che di una reale sproporzione di forza militare.
In sintesi, la questione centrale non è la forza militare russa in sé, ma l’incapacità dell’UE di tradurre la sua superiorità economica e demografica in un’effettiva forza militare efficace.

Autore

  • Redazione

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