
I fuori onda di “Striscia la notizia”, relativi alle esternazioni del giornalista Mediaset Andrea Giambruno, usati nell’ambito di una caduta verticale di stile della comunicazione, hanno fatto di Giorgia Meloni un gigante e una leader di grande statura.
La sua telegrafica comunicazione della fine del rapporto con il giornalista Mediaset contiene alcuni concetti di indubbio valore, il primo dei quali consiste nella difesa di un rapporto e nell’amicizia che continua, “a ogni costo”, a difesa di “una bambina di sette anni che ama la madre e ama il padre, come io non ho potuto amare il mio”.
Giorgia Meloni esalta i ruoli di madre e di padre che non vengono meno anche quando due partner si separano. I figli hanno bisogno di un padre e di una madre. Questo il messaggio chiaro e diretto.
Trasparenza, assenza di rancore, nessun utilizzo, come spesso avviene, dei figli per farla pagare ai partner.
Giorgia Meloni, donna e madre, esce dalla vicenda inscenata da “Striscia la notizia” come un paradigma di comportamento.
Forse ha ragione Ricci, l’inventore di “Striscia la notizia”, che afferma di aver fatto un regalo a Giorgia Meloni.
In questi mesi si è assistito, in crescendo, alla sconcia metodologia dell’assalto mediatico per interposta persona, facendo di ogni esternazione di Andrea Giambruno un tormentone per Giorgia Meloni e per il Governo. La festa è finita.
Giorgia Meloni, ieri al Cairo, per il summit voluto da Al Sisi per cercare una soluzione alla crisi tra Israele e Hamas, in un anno di governo si è conquistata il ruolo di leader e di statista nei rapporti internazionali, mettendo da parte ottimati e cooptati e riportando al centro dell’azione di governo la politica.
Riguardo alla vicenda inscenata da “Striscia la notizia” si apre un interrogativo di strategia comunicativa e di posizionamento politico, perché non bisogna mai dimenticare che Mediaset era l’azienda di Silvio Berlusconi, leader indiscusso di Forza Italia (partito oggi nelle mani di Tajani), mentre l’azienda di riferimento, con gli ingressi di Bianca Berlinguer e di Marta Merlino, sembra strizzare l’occhio alla sinistra che, come è noto, è passata dall’essere sinistra storica a sinistra radicalchic e populista in stile Masaniello, dopo aver abbandonato radici e base sociale rappresentata da classe operaia e da ceto medio.
Strizzare l’occhio alla sinistra Conte-Schlein (in ordine, perché Schlein in confronto a Conte è politicamente un ectoplasma), è un’operazione di mercato? E questa operazione di mercato vale anche scendere dalla satira allo spandimento del fango? Non è a caso che subito si sono agitati gli sciacalli, freddati dalla telegrafica trasparenza di Giorgia Meloni.
Che il mondo della comunicazione sia in profonda crisi di identità lo si vede dalla caduta di professionalità dei media, che ingigantiscono notizie non verificate, salvo poi doversi ricredere alla luce dei fatti. Ne è un esempio, tra il tragico è il ridicolo, il servizio Rai in Israele, dove si vede la giovane bionda giornalista con elmetto e giubbotto “Press”, che indica un buco in una parete e dice che è stato causato da una bomba all’idrogeno. All’idrogeno!!!!!!!. In pratica viene detto che Hamas ha lanciato una bomba nucleare producendo un buco in una parete.
Viva l’informazione degli “inviati”. Dove? Mah!
Viene colpito un ospedale e ci sono 500 o 1000 morti. Titoloni, servizi, discussioni, litigi in video tra questi e quelli. Poi le immagini geolocalizzate evidenziano che è stato colpito un parcheggio vicino all’ospedale dai rottami di un missile di Hamas esploso in volo. Nel parcheggio auto bruciate, ma nella stessa posizione in cui erano. Una bomba sganciata da un aereo, capace di fare 500 morti, avrebbe mandato all’aria le auto.
Chi volesse approfondire lo può fare su Parabellum, il sito di Mirko Campochiari, sempre impeccabile nel ricostruire i fatti con i fatti.
https://www.youtube.com/watch?v=LlRspFljXGs
L’importante non è fare notizia, ma fare clamore, per vendere, aumentare lo share e avere pubblicità, vera benzina in grado di far marciare le macchine ormai fuori giri della comunicazione.
Silvio Berlusconi, a Pratica di Mare, tentò di far dialogare gli USA con la Russia. Fu bloccato da un ex etilista che successivamente si inventò le armi chimiche di Saddam, regalando l’Iraq all’Isis e agli sciiti, mettendo a dura prova la pluridecennale alleanza tra sunniti e Occidente.
Oggi, mentre Mediaset striscia non si capisce bene dove, Giorgia Meloni, sempre più leader, si occupa, come Silvio Berlusconi, di strategia geopolitica, scrollandosi di dosso ogni tentativo di immiserirne la libertà d’azione.
La differenza tra un leader e un ottimate è tutta qui: un leader ha visione e ha come vincolo quello elettorale, l’ottimate ha come vincolo la catena che lo lega al suo padrone.
Mettendo la parola fine, pubblicamente, al gossip di una comunicazione scaduta a livelli infimi, Giorgia Meloni ha rivendicato la sua libertà e, dal momento che è Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, anche la libertà d’azione dell’Italia.





