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DIETRO AI CENSORI DI FACEBOOK TROVIAMO OPEN, SOROS E LA FINANZA

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Dietro ai censori delle notizie, i cosiddetti fact-checker, ci sono il solito Soros e altri esponenti della finanza che vorrebbero essere i soli detentori del pensiero unico politicamente corretto.

Capita che un contenuto messo su Facebook venga bloccato. Tutti pensano che dietro al blocco ci sia un algoritmo, ossia una procedura informatica che, sulla base di parole o di immagini chiave, accetta o non accetta i contenuti.

La colpa del blocco, pertanto, sarebbe dell’asettica intelligenza artificiale che, tuttavia, è istruita dall’uomo e, pertanto, asettica non è.

Il fatto è che all’origine dei blocchi c’è la delazione anonima, una pessima pratica della quale si avvalgono le dittature, come è accaduto con la Stasi, con l’Ovra, con la Gestapo, con il  Kgb.

La delazione anonima si chiama, nel linguaggio del social, segnalazione.

In base a questo principio di anonimato chiunque abbia voglia di censurare uno scritto o addirittura di boicottare una persona lo fa, segnalando, senza assumersene le responsabilità.

Un delatore è una spia, senza se e senza ma. Se non vuol essere una spia si qualifica e si assume le sue responsabilità.

Indurre le masse alle denunce anonime, che sono delazioni, significa attivare una logica da totalitarismo orwelliano degno del comunismo, del nazismo, del fascismo e di qualsiasi regime dittatoriale.

Come ha ben specificato Linkiesta, la procedura è la seguente: qualcuno posta su Facebook un contenuto che è ritenuto da qualcun altro offensivo e questo qualcuno lo segnala. A leggere e gestire le segnalazioni non è uno dei tanti algoritmi usati da Mark Zuckerberg, ma un team di persone in carne e ossa. «Sparse in tutto il mondo, lavorano 24 ore su 24, sette giorni su sette, per rispondere alle segnalazioni nel giro di 48 ore al massimo», ha spiegato Laura Bononcini, capo delle relazioni istituzionali di Facebook Italia, in occasione della presentazione della partnership con l’Unione nazionale consumatori.

“Monitorare le segnalazioni (che restano procedure anonime) di 1,7 miliardi di utenti distribuiti in 126 Paesi – spiega Lidia Baratta de Linkiesta – non è una passeggiata. Le squadre di Facebook che hanno questo compito sono quattro, ognuna con un’area di specializzazione: sicurezza, hate speech, pornografia e spam, hacker e account fasulli (access team). I team si trovano sparsi tra le sedi di Menlo Park, Dublino, Austin e Hyderabad, in India. Sono «diverse centinaia di persone», spiega Bononcini (Facebook non dà i numeri precisi), di varie nazionalità. Per entrare in uno dei team, basta candidarsi, come per qualsiasi altra posizione”.

“In Italia – scrive Lidia Baratta – non c’è nessuno che si occupa delle segnalazioni. Ma, assicurano da Facebook, «chi gestisce quelle in italiano è sempre un madrelingua che conosce la cultura italiana». Perché non basta parlare la lingua, bisogna comprendere i contenuti ironici, il gergo, il contesto culturale e pure le parolacce. Un messaggio ritenuto divertente in Italia potrebbe essere offensivo in Tunisia e viceversa. Questa è la parte difficile. Ecco perché l’algoritmo non basta e serve la mano umana. «A volte sembra di lavorare all’Onu», ha detto Julie de Bailliencourt, safety policy manager per Europa, Medio Oriente e Africa”.

Siamo proprio sicuri che in Italia non ci siano censori all’opera? E Mentana?

L’Indipendente, il 13 ottobre 2021 scrive: “La notizia è stata diffusa il 12 ottobre dalle agenzie di stampa: Facebook Inc. ha annunciato l’ingresso di Open all’interno della sua squadra di “collaboratori indipendenti per il fact-checking”. La testata giornalistica fondata da Enrico Mentana si occuperà di monitorare i post pubblicati su Instagram e Facebook e sancire se si tratta di contenuti veritieri o menzogne: “Ogni volta che un fact-checker valuta un contenuto come falso –si legge nel comunicato – Facebook riduce la sua distribuzione, in modo che meno persone possano vederlo, e avvisa chi lo ha già visto sulla non correttezza. Applica inoltre al contenuto un’etichetta di avvertimento che rimanda all’analisi fatta del fact-checker”.

“Open – prosegue l’Indipendente – entrerà in un team che comprende 80 fact-checker in tutto il mondo e sarà il secondo incaricato di monitorare i post in lingua italiana andando ad affiancare la testata Pagella Politica che collabora a questo fine con le piattaforme di Mark Zuckerberg già dal 2018. Facebook e Instagram negli ultimi mesi stanno incrementando la rimozione dei contenuti. Da maggio scorso i social in questione censurano non solo i contenuti verificati come falsi ma anche tutti quelli che “esprimo esitazione sui vaccini”, a prescindere dal fatto che poggino su notizie vere o false. Inoltre, pochi giorni fa, un rapporto pubblicato da Human Right Watch, ha messo in luce come le piattaforme di Zuckerberg abbiano sistematicamente penalizzato o rimosso i post che sostengono la parte palestinese nell’eterno conflitto contro l’occupazione israeliana. Particolare che fa intendere come la logica censoria di Facebbok Inc. sottostia anche a direttive politiche precise. Principi evidentemente arbitrari che dimostrano come la scure censoria delle piattaforme sia ben lungi dall’essere un meccanismo lucido ed oggettivo, come testimoniato anche dalla censura subita da L’Indipendente per un articolo in realtà rivelatosi perfettamente corretto e vittima di un errore di valutazione dei “fact-checker indipendenti”. Open da ora parteciperà a questa attività inquisitoria”

L’ingresso nell’attività censoria di Enrico Mentana è stato dato dall’Ansa il 12 ottobre 2021.

ANSA – Facebook ha annunciato l’ingresso di Open all’interno dei suoi collaboratori indipendenti per il fact-checking. La sezione coordinata da David Puente è già stata certificata dall’organizzazione indipendente ‘International Fact-Checking Network’ e si unisce a Pagella Politica, partner di Facebook in Italia da gennaio 2018, nella lotta alla disinformazione. Insieme svolgeranno il proprio lavoro di analisi su Facebook e Instagram in Italia. “Dare alle persone più informazioni su ciò che vedono online è fondamentale per aiutarle a decidere cosa leggere, a cosa credere e cosa condividere” spiega Facebook in una nota. “Fin dal 2016 Facebook collabora con partner indipendenti di fact-checking per identificare e combattere la disinformazione sulle sue piattaforme. Il numero di partner è quasi triplicato negli anni e oggi collaboriamo con più di 80 fact-checker indipendenti in tutto il mondo, che analizzano i contenuti in oltre 60 lingue diverse”. Ogni volta che un fact-checker valuta un contenuto come falso, Facebook riduce la sua distribuzione, in modo che meno persone possano vederlo, e avvisa chi lo ha già visto sulla non correttezza. Applica inoltre al contenuto un’etichetta di avvertimento che rimanda all’analisi fatta del fact-checker. Facebook ha annunciato di recente diversi aggiornamenti al programma, introducendo due nuove classificazioni a disposizione dei fact-checker: “Alterato”, per i video e le immagini che sono stati manipolati e “Privo di contesto”, per i contenuti che non sono del tutto falsi ma che possono essere fuorvianti senza un contesto aggiuntivo. “Siamo lieti di dare il benvenuto a Open come partner di fact-checking in Italia. Insieme a Pagella Politica, avrà un ruolo di fondamentale importanza nell’aiutarci a combattere e ridurre la diffusione della disinformazione in lingua italiana sulle nostre piattaforme” ha detto Luca Colombo, Country Director di Facebook Italia. (ANSA).

Enrico Mentana è un giornalista, autore televisivo e conduttore televisivo italiano. È il fondatore del TG5, di cui è stato anche direttore dal 13 gennaio 1992 all’11 novembre 2004. Autore e conduttore di programmi di informazione e approfondimento, dal 30 giugno 2010 è il direttore del TG LA7. Nel dicembre 2018 ha fondato Open.

Chi è Pagella Politica?

Vediamo cosa dice di se stessa.

“Pagella Politica – si legge sul suo sito – è un progetto editoriale nato nel 2012 che si occupa di fact-checking e analisi dell’attualità politica. La nostra missione è aiutare i lettori a comprendere che cosa muove le dinamiche della politica, basandosi su numeri e fatti. Siamo online dal 3 ottobre 2012. Dal 2017 siamo membri attivi dell’International Fact-Checking Network (IFCN) (https://www.poynter.org/ifcn/), la principale rete internazionale dei progetti di fact-checking, e firmatari del suo Codice dei principi, una serie di impegni che riassumono le buone pratiche nella verifica delle informazioni. Il loro rispetto, condizione necessaria per diventare firmatari, è verificato periodicamente da esperti indipendenti. […]. Pagella Politica è una testata registrata presso il Tribunale di Milano, n. 55 del 8 marzo 2021. Il direttore responsabile è Giovanni Zagni”.

Giovanni Zagni, giornalista professionista, è direttore dei progetti di fact-checking Pagella Politica e Facta.news. È membro del comitato esecutivo dell’European Digital Media Observatory (EDMO) e del gruppo di esperti sull’integrità dell’informazione online (MSI-INF) istituito nel 2022 dal Consiglio d’Europa. Nel 2020 ha fatto parte dell’Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news relative al COVID-19 istituito dalla Presidenza del Consiglio.

Nel Manifesto di Pagella Politica si legge: “Crediamo che il dibattito sui temi politici si debba basare su dati e fatti corretti. Che ai politici si debba chiedere conto delle loro posizioni con trasparenza e chiarezza. Ma anche l’informazione ha un compito difficile e responsabilità importanti. Qui trovate i valori con cui proviamo a farla noi, giorno dopo giorno”.

Dietro le quinte i soliti miliardari, con in testa Soros.

Se andiamo a vedere i riferimenti all’International Fact-Checking Network (IFCN) (https://www.poynter.org/ifcn/), scopriamo che dietro le quinte si agitano i soliti miliardari sedicenti filantropi, tra i quali, come sempre in prima linea, Soros.

Sul sito di Poynter si legge: “Il Poynter Institute è un’organizzazione no-profit globale che rafforza la democrazia migliorando la rilevanza, la pratica etica e il valore del giornalismo. Attraverso l’insegnamento, la pubblicazione, le riunioni, il controllo dei fatti e l’alfabetizzazione mediatica, Poynter crea un crocevia in cui le comunità si uniscono per utilizzare il giornalismo per affrontare i complessi problemi della società. (https://www.poynter.org/about/).

La crescita della rete è stata finanziata con una donazione di 1,3 milioni di dollari da parte dell’Omidyar Network e della Open Society del finanziere e filantropo George Soros, preceduta nel 2015 dalla donazione di un altro milione di dollari da parte dell’imprenditore e filantropo Craig Newmark, il quale divenne membro del comitato direttivo dell’istituto nel medesimo anno.

Di Soros è inutile specificare chi é. Lo sanno anche i bambini. Lo sa bene anche qualche politico italiano. Lo sanno le Ong. Lo sanno anche gli ebrei ai quali da giovane espropriava i beni assieme ad un nazista (e non se ne è mai pentito).

Omidyar Network (https://omidyar.com/) è una sedicente “società di investimento filantropica”, composta da una fondazione e da una società di investimento a impatto.

Scrive Repubblica il 17 ottobre 2013 che Pierre Omidyar è il fondatore di eBay ed è “una figura di rilievo per formazione e storia professionale, e per aver resistito e cavalcato le onde del mercato al tempo della “bolla” della new economy. E dopo aver messo in piedi e fatto crescere per quasi vent’anni eBay, il sito di compravendita tra privati più grande del mondo, ora rilancia sul giornalismo”.

“Omidyar – scrive sempre Repubblica – è giovane, classe 1967, nasce a Parigi da una famiglia franco-iraniana. Diventa miliardario presto, prima dei trent’anni, dopo la cessione di eShop a Microsoft nel 1994, ma tra il 67 e il 94 di cose ne succedono parecchie. A sei anni Pierre emigra con la famiglia a Washington e da subito si innamora dei computer”.

Nel 2002 eBay acquisì PayPal, oggi la principale colonna del web per quanto riguarda i pagamenti online.

Dopo aver abbandonato ogni ruolo in eBay, Omidyar nel 1998 fonda con la moglie la Omidyar Foundation per finanziare progetti di organizzazioni no profit. Sei anni più tardi, i due coniugi rilanciano ancora e ampliano le loro operazioni benefiche, fondando la Omidyar Network, così da poter finanziare non solo organizzazioni senza scopo di lucro, ma anche iniziative imprenditoriali con finalità sociali.

“E proprio attraverso il network – scriveva Repubblica – potrebbe nascere la nuova iniziativa di Omidyar, un sito di giornalismo investigativo diretto da Glenn Greenwald, giornalista del Guardian autore degli scoop sullo scandalo Nsa. Omydiar ha già pubblicamente sostenuto su Twitter il lavoro che Greenwald ha portato avanti attraverso le rivelazioni di Edward Snowden, ex agente Nsa. E ora i due si incontrano per iniziare un’avventura insieme. Puntando sul digitale come mezzo di espressione globale, senza filtri, e su un capitale importante. E poi rilanciare sul ruolo del giornalismo nell’era dell’interconnessione globale”.

Edward Snowden, ex membro dell’intelligence Usa e uno dei maggiori whistleblower della sua generazione è ricercato negli Usa per spionaggio e si trova da dieci anni in Russia, paese dove è diventato padre due volte, dove si è sposato e di cui ha ricevuto il passaporto.

Chi è, infine, Craig Alexander Newmark?

Craig Alexander Newmark è un imprenditore e filantropo americano di Internet meglio conosciuto come il fondatore del sito web di annunci Craigslist. Prima di fondare Craigslist, ha lavorato come programmatore di computer per IBM, Bank of America e Charles Schwab della Charles Schwab Corporation,società multinazionale americana di servizi finanziari.

A proposito dei principi a cui si ispira Fact-Checking Network (IFCN) ne ha parlato, a causa della loro possibile incostituzionalità ,Gigi Morello sul nostro giornale.

https://nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/cronaca/3067-il-ministero-della-verita.html.

Ora tutto è possibile in questo mondo, anche che chi è finanziato da Soros & Co. possa pensare di essere il giudice dei nostri pensieri e della verità.

Quello che non è possibile è che lor signori pensino che siamo così fessi da non capire da dove arrivano le loro associazioni della verità, quelle che stabiliscono quali notizie sono vere e quali false, quelle che si possono pubblicare e quelle no.

C’è da chiedersi, però, e questo vale per il Governo, quanto ancora, in un Paese libero e democratico, quale vuol essere l’Italia, sia accettabile che operatori finanziati da sedicenti filantropi, sulla base di segnalazioni chiaramente di parte e per giunta anonime, possano bloccare analisi politiche, storiche, filosofiche.

Non dovrebbe essere consentito a nessuno, con segnalazioni anonime, di invitare censori a bloccare contenuti.

Le segnalazioni, se ci sono, devono essere firmate e riconducibili a ben precisi soggetti fisici o giuridici.

E’ necessario capire se siamo in un Occidente libero, in un Paese libero o se siamo già sotto il controllo della Stasi internazionale del pensiero unico politicamente corretto finanziata dai soliti filantropi che vogliono comandare il mondo.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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