
La democrazia, al di là delle possibili definizioni di vario genere (filosofiche, sociologiche, storiche, ecc. ), nella realtà dell’attualità era classe operaia, ceto medio, welfare.
Aggiungiamo: borghesia, piccola borghesia, proletariato, se vogliamo usare altri termini identificativi di un mondo strutturato.
Se si elimina la classe media e si comprime il welfare, si esce dai confini della democrazia e si entra nell’orizzonte del feudalesimo, dove una ristretta quantità di super ricchi, con i propri scherani (vassalli, valvassini, valvassori, ottimati, leccapiedi di vario genere) vuole dominare una vasta plebe, composta da novelli servi della gleba.
Quanto sta avvenendo in Europa, grazie all’alleanza tra progressisti (Socialisti & Democratici), Verdi e Partito popolare europeo, è esattamente il passaggio dalla democrazia al feudalesimo, dove a capo della catena del vassallaggio non c’è più un re o un imperatore, ma la finanza speculativa.
In questi anni abbiamo assistito, grazie alla varie alleanze politiche, sempre con al centro i socialisti che hanno tradito, ad una progressiva eliminazione delle conquiste democratiche del Novecento, a cominciare dalla compartecipazione dei lavoratori alla decisionalità delle imprese, per arrivare al welfare e, per arrivare al cuore della democrazia: alla partecipazione.
Cantava Giorgio Gaber, nei bei tempi nei quali l’idiozia non aveva ancora conquistato il mondo dei media con l’ideologia woke:
“La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione
[…].
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione”.
Ecco il punto dolente: la partecipazione.
Il nuovo Medioevo non vuole la partecipazione e vuole masse passive, imbambolate da ideologie fasulle, come il green , il pericolo climatico, il black live matter, il woke e chi più ne ha, più ne metta, perché la passivizzazione del cervello ha bisogno delle nuove droghe ideologiche.
Tuttavia, il vero vulnus alla democrazia non sta nell’ideologia, ma nella cruda e nuda realtà, ossia nell’impoverimento della masse, nella frammentazione della classe operaia e nell’eliminazione del ceto medio.
Le politiche green (auto, casa e via discorrendo), mirano ad una cosa sola: l’eliminazione della classe media, del ceto medio (se ci piace di più la definizione), e l’impoverimento generale della classe operaia e della classe media, per avere una mondo fatto di ricchi e di poveri, ossia di feudatari e di servi della gleba.
Nuda e cruda, la deriva nella quale ci hanno inserito coloro che hanno governato l’Europa, è questa.
Possiamo decidere se ci piace essere servi o se vogliamo ribellarci al feudalesimo travestito da progressismo.
Le elezioni europee, da questo punto di vista, sono un’occasione, ma la più grande occasione che abbiamo per non farci ridurre e novelli servi della gleba è: partecipazione.





