L’alchimia del lavoro nell’era dell’Economia sferica
Nel nostro precedente approfondimento abbiamo analizzato come le soft skills siano la bussola per orientarsi nell’era dell’IA.
Tuttavia, per il professionista che aspira a una reale maestria, la formazione non può limitarsi a un aggiornamento, seppur costante di competenze: deve farsi trasmutazione.
Nel 2026, l’eccellenza professionale coincide con un atto di etica ontologica. Scegliere percorsi formativi personalizzati significa intraprendere una “Via” in cui il miglioramento della prestazione lavorativa è solo l’effetto secondario di una fioritura interiore.
- La Grande Opera del Sé: solve et coagula
Il processo formativo autentico ricalca le fasi dell’alchimia classica. Prima di poter “costruire” un nuovo valore, il professionista deve passare attraverso la Nigredo (fase dell’Opera al Nero): la dissoluzione dei pregiudizi, l’asservimento dell’ego e l’abbandono di schemi mentali obsoleti.
- L’alchimista (Eugenio Philalethes): come suggerivano i testi ermetici, l’oro non va cercato fuori di noi, ma è celato nella “terra interiore”. Il professionista moderno opera il solve et coagula: scioglie le strutture schiavizzanti dell’ego per ricomporle in una forma espansa capace di accogliere la luce dell’intelligenza intuitiva.
- L’etica della presenza: svegliarsi dal meccanicismo
Mentre l’IA eccelle nella combinazione di dati, l’essere umano eccelle (o dovrebbe eccellere) nell’atto creativo, che necessita di uno stato di veglia, di presenza, di autoconsapevolezza che pochi coltivano.
- L’esoterista (P.D. Ouspensky): allievo di Gurdjieff, Ouspensky ci ricorda che gran parte della nostra vita personale e professionale è “sonno”. Formarsi seriamente oggi significa “ricordarsi di sé”. Un leader che non ha consapevolezza di sé reagisce solo meccanicamente agli stimoli governando alcunché. La formazione, specie quella di stampo iniziatico, rompe tale automatismo, restituendo all’Essere umano che lavora la sua dignità di soggetto cosciente.
- La verticalità del pensiero: elevare la quota
La formazione aziendale standard è sovente di tipo “orizzontale”: aggiunge nozioni sullo stesso piano di consapevolezza. La crescita reale è, invece, verticale.
- Il filosofo (Plotino): per il neoplatonismo, l’anima deve risalire verso l’Uno attraverso l’intelletto. Ogni percorso formativo deve elevare il punto di osservazione. Più alta è la nostra “quota” interiore, più chiara sarà la visione della complessità. Più diventa chiara la visione, meno andremo in cerca di soluzioni ai problemi poiché quello che prima veniva vissuto come un ostacolo smette di esserlo.
- L’Economia sferica: l’egoismo come atto di amore sistemico
Il culmine attuale di questo percorso trova la sua sintesi nel modello dell’Economia sferica teorizzato da Oscar Di Montigny. Qui, la crescita personale smette di essere un fatto privato e diventa una responsabilità collettiva.
Secondo Di Montigny, “la migliore forma di altruismo è un sano egoismo”. Non si tratta di un invito all’individualismo bensì un’esortazione a comprendere profondamente che siamo tutti interconnessi in un unico grande sistema. In questa visione, l’uomo è posto rigorosamente al centro: la sfera rappresenta la nostra area di influenza e di responsabilità.
- Il vantaggio sistemico: il professionista consapevole capisce che l’unico modo per perseguire un reale vantaggio personale è generare un vantaggio per l’intero sistema da cui dipende e con cui è interconnesso, sia a livello fisico che energetico (forse Olivetti lo aveva già intuito…).
- Dalla circolarità alla sfericità: se l’economia circolare si occupa dei flussi di materia, l’Economia sferica si occupa della coerenza etica, della centralità e della consapevolezza dell’individuo. Il mondo migliora solo se ciascuno, nella propria sfera di influenza, decide di operare con integrità. La formazione diventa quindi lo strumento per espandere questa sfera, rendendola radiante, armoniosa, contaminante.
Divenire maestri di se stessi
La vera formazione brucia ciò che è superfluo e cova, con il proprio tepore, ciò che è buono e utile. Come il fuoco degli alchimisti, richiede volontà, costanza e il coraggio di guardare – e lavorare – dentro il proprio crogiolo.
Nel 2026, non chiederti più: “Quale corso mi serve per guadagnare di più?”. Chiediti: “Quale processo di trasformazione mi serve per diventare un nodo consapevole e vitale della rete?”.
Il mercato del futuro non cerca dipendenti, ma esseri umani che abbiano fatto della propria crescita personale il motore della prosperità universale.


Mariarosaria Murmura abita comunicazione e formazione come ponti verso l'essenziale, promuovendo una consapevolezza che attinge alle radici dell'umano. Autore di narrativa e saggi, dedica la sua ricerca alle Tradizioni e alle Vie iniziatiche, temi che approfondisce in seminari e conferenze.


