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L’aurora del nostro essere

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L'aurora del nostro essere

La nostra meta non è diventare sovrumani, ma, così come eravamo all’origine di tutto…

Ci sono troppi oroscopari faciloni che non hanno mai ammirato la volta celeste; salottieri occultisti a caccia di poteri, grazie ai quali avere ascendenza sugli altri e, dopo un corso online, scoprirsi pure viaggiatori astrali.

Cinquantenni dediti allo yoga da palestra, con poche mire ascetiche ma interessati a scolpire il corpo per un’estate al mare; e, infine, altri illusi, pronti a passare da un “maestro” all’altro, purché il secondo sia più pittoresco del primo.

L’occulto affascina e l’esoterico intriga, il desiderio dell’invisibile ci prende e ci spinge purtroppo verso i mercanti del “tutto è possibile”, perché altre strade sembrano escluse o fuori portata.

Inappagati dalle religioni impastate di mondano, cerchiamo di dare un senso a questa vita grama. Antiche nostalgie e risonanze lontane ci indurrebbero verso i continenti sommersi della conoscenza, ma ignoriamo come fare, dove cercare, a chi credere.

Dobbiamo riconoscere che tutto ciò che crea fascinazioni psichiche (illusorie o reali poco importa) è solo un residuo sbrindellato di un tessuto che non rileva più il suo originale disegno.

Il che significa che dovranno rigettarsi tutte quelle tecniche di fissazione verso privilegi o miranti a un dominio degli eventi a livello fenomenico. Occorrerà saper rifiutare tutto ciò che può divenire superstizione. E allora? Di Gurdjieff da Cafè de la Paix ve ne sono fin troppi in circolazione e tutti lasciano il conto da pagare.

E quindi?

Ci si dovrà accostare col fuoco dell’intuizione intellettiva alla scienza delle lingue sacre, all’argot fulcanelliano; si dovranno purificare con gli acconci acidi i segnacoli dell’astrologia – quando i cultori si accorgeranno che i segni dello zodiaco sono principalmente porte che indicano altrettante vie di trasmutazione?

Si potrà dialogare con gli emblemi e le allegorie e identificarsi coi simboli che certe stagioni dell’arte hanno profuso a piene mani e, soprattutto, si apprenderà a rivivere interiormente certi eventi che i miti e i testi sacri ci propongono, sotto gli opportuni velami.

Questo è il risveglio magico. Cos’è la magia se non ricerca della teofania attraverso la bellezza (il cammino dei Fedeli d’Amore e dei primi Rosa+Croce) o impegno teurgico, volto a ottenere il contatto con quella ispirazione chiamata Santa Parola.

L’importante è saper discernere il diamante dalle scorie, il cammino che fa germogliare il seme di luce nascosto dentro ognuno di noi dalle vie invece devianti; quelle vie che possono condurre a divenire evocatori di potenze di dubbia natura e che quasi sempre promanano da oscuri recessi, assumendo personalità ingannevoli.

E termino.

L’esperienza iniziatica è un mezzo grazie al quale dovrebbe essere concesso all’aspirante alla Luce di acquisire rinnovati e più profondi stati di coscienza. Mantenendo sempre l’umiltà come guida dell’agire e sentire il dovere di soccorrere il bisognoso.

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