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COVID, DEVE CADERE L’OMERTÀ

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COVID, DEVE CADERE L’OMERTÀ

Nessuno dei vaccini anti-Covid approvati e distribuiti in Italia è in grado di prevenire il contagio e quindi la diffusione del virus.

A dirlo non è un complottista, ma l’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, la quale lo ha messo nero su bianco in una risposta inviata all’associazione Arbitrium PSG, che a giugno aveva interpellato l’Agenzia avanzando una richiesta di accesso agli atti amministrativi.

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Se le cose stanno così, è ora di fare i conti con chi ci ha obbligato a vaccinarci, ci ha messi in arresto domiciliare, ci ha terrorizzato.

Se sapevano, hanno usato metodi dittatoriali indegni di una democrazia. Se non sapevano, vanno indicati per quello che sono: degli incapaci che hanno preteso di comandare, nonostante la loro incapacità.

Nel luglio 2022, in conferenza stampa, Mario Draghi arrivò a dichiarare: «L’appello a non vaccinarsi, è un appello a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori o fai morire».

Chiara menzogna. Draghi sapeva? Draghi non sapeva? In ogni caso caduta verticale di credibilità.

Lo strumento del Green Pass, secondo l’ex premier, avrebbe consentito alle persone di prendere parte ad eventi «con la garanzia, però, di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose».

Chiara menzogna. Draghi sapeva? Draghi non sapeva? In ogni caso caduta verticale di credibilità.

Nella risposta Aifa ad Arbitrium PSG si afferma: “Al riguardo, si rappresenta che, allo stato attuale, nessun vaccino COVID-19 approvato presenta l’indicazione «prevenzione della trasmissione dell’infezione dall’agente Sars cov-2»”.

La comunicazione di AIFA solleva numerosi interrogativi in merito alle decisioni politiche adottate durante la pandemia, che hanno limitato diritti costituzionali in nome della prevenzione del contagio, ossia di una menzogna.

Vanno pertanto rivisti tutti i provvedimenti restrittivi e, soprattutto, va evitata ogni ripetizione di quanto abbiamo dovuto vedere e subire, a cominciare dalle idiozie ripetute ossessivamente dalle virostar, ossia dai cosiddetti “competenti” che, evidentemente competenti non erano.

Basta menzogne sulla pelle degli italiani. Basta competenti incompetenti.

Basta menzogne sul green pass, che è stato evidentemente un esperimento di controllo sociale della popolazione.

Basta omertà e connivenze.

Già nell’ottobre del 2022, al Parlamento europeo, Janine Small, presidente della sezione di Pfizer dedicata allo sviluppo dei mercati internazionali, aveva ammesso che il vaccino non è stato testato per fermare la trasmissione del virus prima che entrasse sul mercato. Poi, nella primavera del 2023, in una lettera pubblicata in risposta ad una petizione con cui era stato chiesto di far modificare l’etichettatura dei vaccini Pfizer e Moderna, FDA – l’organo statunitense che regola i prodotti farmaceutici – aveva scritto che «un vaccino può soddisfare lo standard per la licenza se i benefici in termini di protezione contro le malattie superano i rischi legati all’uso autorizzato», aggiungendo che non sia necessario «che esso prevenga anche l’infezione o la trasmissione».

La baronessa Ursula Von der Leyen, non ha ancora risposto alle domande relative alle modalità di stipulazione dei contratti  con Pfizer.

Durante l’audizione in Parlamento europeo sull’argomento, assente Albert Bourla, presente l’amministratore delegato di Pfizer, Janine Small, presidente della sezione della Pfizer dedicata allo sviluppo dei mercati internazionali, un eurodeputato olandese, Rob Roos, ha rivolto alla Small una domanda secca: «Il vaccino Pfizer Covid è stato testato per fermare la trasmissione del virus prima che entrasse nel mercato?». Small ha risposto: «Mi chiede se sapevamo che il vaccino interrompesse o no la trasmissione prima di immetterlo sul mercato? Ma no. Sa, dovevamo davvero muoverci alla velocità della scienza». 

L’ammissione di Small già sgretolava le basi scientifiche sulle quali si poggiavano i Decreti Legge sull’introduzione del green pass e dell’obbligo vaccinale. Ha inoltre dimostrato come fosse infondata la manipolazione con la quale si è inculcato nei cittadini un presunto dovere civico a vaccinarsi per non far ammalare le altre persone.

Fare chiarezza sulla vicenda pandemica è un’urgenza democratica, perché il tentativo di metterci sotto tutela non è finito, come è dimostrato dalla bufala dell’emergenza del vaiolo delle scimmie, attivata dall’Organizzazione mondiale della sanità, organizzazione che andrebbe chiusa dopo i molti fallimenti e per essere, di fatto, strumento di privati e delle multinazionali del farmaco.

Non dobbiamo mai più avere alla direzione del Ministero della Salute personaggi che prescrivono “Tachipirina e vigile attesa”. Non ci consta che sia stata fatta al Ministero l’opportuna pulizia.

La Commissione Covid deve fare chiarezza su tutta la conduzione della pandemia e vanno additati alla pubblica opinione tutti coloro che tenteranno, così come hanno già tentato, di insabbiare, dilazionare, stemperare.

Questi tentativi si chiamano omertà.

Lo scandalo del Covid, nel frattempo, si estende. In Germania, in risposta ad un’interrogazione parlamentare, il ministro della Salute, Karl Lauterbach, ha ammesso ufficialmente di aver influenzato per motivi politici la valutazione del rischio del Robert Koch Institute (Rki), l’agenzia incaricata dal governo tedesco di monitorare l’andamento del Covid.

Sulla vicenda Covid, sui vaccini, sulle conseguenze della vaccinazione, sugli sprechi, sui contratti di ogni genere legati alla pandemia e, soprattutto, sulla logica vessatoria della popolazione, va fatta chiarezza. Ogni omertà va finalmente eliminata.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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