Home Cultura CONTI PUBBLICI, UN PO’ DI STORIA NON GUASTA

CONTI PUBBLICI, UN PO’ DI STORIA NON GUASTA

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di Massimiliano Marzano

Quintino Sella fu tre volte Ministro delle Finanze (1861 – 1875). Per arginare il forte deficit di bilancio provocato dalle tre guerre d’Indipendenza e dagli investimenti in infrastrutture, necessari per l’avvio del Regno d’Italia, fece alcuni provvedimenti volti a creare un sistema impositivo unico.
Propose tre i tipi di reddito imponibili, da tassare in misura diversa e con stessa aliquota: il 100% dei redditi perpetui, cioè le rendite da capitale; il 75% dei redditi misti, cioè rendite e lavoro; il 62,50% dei redditi da lavoro. L’aliquota applicata era l’8% e non prevedeva alcuna progressività per scaglioni, introdotta nel secondo dopoguerra.
Sella introdusse pure altre misure cruciali: la vendita delle strade ferrate; l’emissione di un prestito di 425 mln di lire (a fronte di un deficit di 700 mln di lire); la vendita dei beni demaniali non destinati a uso pubblico e quella di alcuni beni ecclesiastici.
Questa politica di risanamento fu portata avanti anche da Marco Minghetti, Ministro delle Finanze dal 1875 al 1876.
Va ricordato che le tre guerre d’Indipendenza furono eventi fondamentali del Risorgimento italiano, sostenuto dalla Destra Storica, movimento guidato da Cavour, ispirato ai valori liberali di Mazzini e che annoverava tra i suoi sostenitori Garibaldi. Questo processo culminò nella proclamazione del Regno d’Italia, con Vittorio Emanuele II come Re. Dopo la breccia di Porta Pia, Roma venne proclamata Capitale del Regno d’Italia il 3 febbraio 1871.
Non possiamo poi dimenticare i nomi illustri dei leader della Destra Storica (1849-1913) che hanno contribuito all’Unità d’Italia, tra cui Massimo D’Azeglio, Camillo Benso Conte di Cavour, Marco Minghetti, Quintino Sella, Giovanni Lanza, Bettino Ricasoli, Carlo Farina e molti altri.
La Destra Storica rappresentava gli interessi della borghesia settentrionale e dell’aristocrazia meridionale, che erano per lo più proprietari terrieri, industriali, esponenti del mondo militare. Sulle questioni economiche la Destra Storica ha sostenuto il libero scambio e le politiche del laissez-faire; sulle questioni sociali ha favorito un forte governo centrale e la legge delle guarentigie, che ha posto fine alla storia millenaria dello Stato della Chiesa; in politica estera, perseguiva l’Unificazione d’Italia, anche con alcune alleanze.
Oggi, gli Italiani continuano a cercare ispirazione nei valori di unità, libertà e uguaglianza sanciti nella Costituzione del 1947.
Dopo 163 anni, cercansi disperatamente emuli di Sella e Minghetti! Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti riusciranno a risanare i conti dello Stato? Ripeteranno il miracolo economico italiano che ha visto come protagonisti Mattei, Olivetti, Gardini e tanti altri imprenditori, uomini delle Istituzioni, illustri uomini di scienza, servitori dello Stato e comuni cittadini?

Autore

  • Redazione

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