
di Salvino Paternò
A volte ritornano…
Pensavamo di aver definitivamente archiviato le corbellerie del Consiglio d’Europa che, nell’ottobre dello scorso, aveva accusato le Forze dell’Ordine Italiane di razzismo, e invece sono ricicciati.
A nulla sono valse le vibranti proteste, le smentite e nemmeno le perculate.
Niente da fare!
Arieccoli con le stesse parole a vanvera, le stesse argomentazioni infondate, la stessa tracotante prosopopea.
E anche stavolta l’accusa si fonda sul rapporto della fantasmagorica commissione ECRI (…ancora tu, ma non dovevamo vederci più?).
Il copione, poi, è identico a quello di sette mesi fa:
«Gli agenti di polizia fermano le persone basandosi sulla base del colore della pelle, o sulla loro presunta identità o religione. Il problema della profilazione razziale nell’operato delle forze dell’ordine si riscontra frequentemente in Italia».
Sono le stesse frasi a capocchia che nell’ottobre scorso suscitarono lo sdegno del Governo e finanche lo stupore del Presidente della Repubblica, che espresse stima e vicinanza alle Forze di Polizia.
Anche oggi, come allora, il Governo e il Capo dello Stato si affrettano a prendere le distanze da tali farneticazioni.
E sono certo che, anche oggi, come allora, le opposizioni non faranno mancare il sostegno alle Forze di Polizia.
Forse non proprio oggi. Probabilmente domani… dopodomani… a babbo morto.
Ma, mi chiedo, siffatti esperti del nulla e professionisti del niente, sulla base di quali contorti ragionamenti fondano le loro sconclusionate conclusioni?
E qui c’è l’apoteosi della spocchia.
Si tratta di conclusioni, affermano i componenti della commissione Ecri (…gli ECRItini) a cui «si giunge non in virtù di indagini o prove testimoniali, ma in base a informazioni raccolte da un’ampia varietà di fonti».
Ma quali sarebbero queste fonti non è dato sapere.
Insomma, un’accusa esplicita, calunniosa e gravissima, buttata lì con una leggerezza demenziale.
Una narrativa che non solo è mendace, ma ribalta la realtà.
Una realtà metropolitana dove sono invece le Forze di Polizia a subire quotidiane violente aggressioni, soprattutto ad opera di stranieri, disperati e ghettizzati, vittime non di profilazione razziale, bensì di un’immigrazione incontrollata.
Forze di Polizia messe nella triste condizione di non poter neppure esercitare il sacrosanto diritto-dovere alla difesa propria e dei cittadini.
E questi sono fatti documentati e documentabili e non chiacchiere da bar di Bruxelles.
Ma è mai possibile che codesti soloni non si rendano conto di come le loro apodittiche affermazioni fomentino l’odio nei confronti delle Forze dell’Ordine?
E’ mai possibile che non ne colgano il dirompente effetto criminogeno e destabilizzante?
….o è proprio questo il loro scopo?
La defaticante opera farlocca della Commissione si conclude con un appello rivolto al Governo italiano per condurre «al più presto uno studio sul fenomeno della profilazione razziale nelle sue forze di polizia».
Lo so… immagino in quale orifizio anatomico si avrebbe voglia di invitarli a mettersi tale appello.
E, invece, inviterei il Governo ad accogliere l’appello e condurre il richiesto studio sulla fantomatica profilazione razziale.
Lo facciano!
Istituiscano una commissione seria e capace.
Una commissione che sveli l’inganno, smascheri la bufala, smentisca la minchiata.
Dopodiché, poiché tali organismi del Consiglio d’Europa sono profumatamente finanziati anche con i soldi dei cittadini italiani, il Governo, senza indugio alcuno, tagli i fondi per l’Ecri!
Già essere costretti ad ascoltare queste ca**ate è assurdo, dover anche pagare è veramente troppo!
Luciana Sforza
Sarebbe ora che la commissione variegata venga





