Home Politica COMMISSIONE UE, NO A INCIUCI E AD ALLEANZE ASSURDE

COMMISSIONE UE, NO A INCIUCI E AD ALLEANZE ASSURDE

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Nella prima giornata di incontri in Europa per il nuovo assetto dell’Unione si profila una riedizione della maggioranza Ursula, alla quale sarebbe folle dare un appoggio esterno da parte dei partiti della destra.

Se Giorgia Meloni entrasse nella logica di appoggiare una coalizione che comprende i socialisti perderebbe d’incanto la credibilità che si è guadagnata. Meglio una corretta opposizione.

Se il Partito popolare europeo intende proseguire sulla strada che è stata bocciata dagli elettori, si accomodi e ne sopporti le conseguenze. Nessun alibi al Ppe.

Trasparenza, chiarezza, netta distinzione.

Non vi è dubbio che il mondo della tecno-finanza ,che ha come riferimento in particolare i socialisti, non intenda demordere e voglia riproporre gli stessi schemi del passato, nonostante la volontà popolare che li ha bocciati. Se il Ppe vuol continuare nel camerierato della finanza, inutile seguirlo.

Quella di ieri è stata la prima giornata ufficiale del post-voto nella quale si sono susseguiti a Bruxelles diversi incontri internazionali, con la cena informale dei capi di stato e di governo dei 27 paesi Ue per cercare un accordo su chi coprirà i top jobs in questa legislatura.

Ursula von der Leyen punta all’immediato bis, ma la roadmap è ancora lunga, per quanto l’asse franco-tedesco vorrebbe chiudere la partita in suo favore in tutta fretta.

Ottenuta infatti la maggioranza qualificata al Consiglio (il 55% degli Stati membri, almeno 15, che rappresentino come minimo il 65% della popolazione Ue) per lei resterebbe comunque lo scoglio della maggioranza assoluta al Parlamento europeo: 361 voti su 720 a scrutinio segreto.

Se dovesse arrivare il via libera formale dai leader nel Consiglio del 27-28 giugno, la riconferma in plenaria a Strasburgo potrebbe essere calendarizzata già per la prima seduta dal 16 al 19 luglio.

In questa circostanza, inoltre, il nuovo Europarlamento appena insediatosi potrà dare l’ok anche a un secondo mandato per Roberta Metsola come presidente dell’Aula.

Giorgia Meloni ha tenuto diversi incontri prima del vertice dei 27.

Ha incontrato il leader ungherese Viktor Orban, il quale sulla candidatura di Von der Leyen ha detto: “Tutto è fluido in questo momento”.

Giorgia Meloni ha incontrato anche Mateusz Morawiecki, vicepresidente del Pis (Diritto e giustizia) ed ex primo ministro polacco. Dopo il suo incontro gli è stato chiesto se secondo lui von der Leyen riuscirà ad ottenere un secondo mandato ha risposto: “Vedremo”.

Antonio Tajani, che è membro del Partito popolare europeo ha ribadito la fiducia in von der Leyen per una sua seconda presidenza dell’Ue, sottolineando tuttavia come l’Italia debba avere un numero due e un portafoglio di grande importanza: “Siamo la seconda manifattura d’Europa, siamo un Paese fondatore. Abbiamo un ruolo importante da svolgere – ribadisce il segretario di Forza Italia -. Credo che all’Italia spetti una una vice presidenza e un portafoglio non di secondo livello”. Tajani ritiene che non si possano chiudere le porte ai Conservatori, “perché una realtà così variegata come il Parlamento europeo non può chiudersi in una maggioranza a tre, bisogna mantenere il dialogo”.

Di opposto avviso Olaf Scholz, il quale ha detto che il Parlamento non. deve sostenere una presidenza della Commissione “che si basa su partiti di destra e populisti di destra”. “C’è una maggioranza stabile delle piattaforme politiche che finora hanno collaborato a stretto contatto in Parlamento”, ovvero dal Partito popolare europeo ai Socialdemocratici e Liberali: “Questa è la base per sostenere la presidenza della Commissione – dice Scholz -. Ed è per questo che sono assolutamente sicuro che riusciremo a raggiungere un’intesa tra le famiglie politiche, ma anche tra i paesi europei, nel più breve tempo possibile”.

Stesso atteggiamento quello di Donald Tusk. “Non è mio compito convincere Giorgia Meloni”, afferma il premier polacco, la cui sensazione è che la maggioranza europea uscente sia “più che sufficiente ad organizzare l’intero nuovo panorama, incluso il presidente della Commissione”. Niente conservatori nel nuovo esecutivo.

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  • Redazione

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